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Non solo Lodi, tutti i casi in Lombardia di bambini stranieri emarginati a mensa: “A San Giuliano alunni a casa”

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A San Giuliano Milanese, così come in molti altri comuni della Lombardia, la situazione non è differente da Lodi per l'accesso alle mense scolastiche previsto per i bambini stranieri

“Questa delibera è uscita a fine settembre, quando i cittadini stranieri rientrati in Italia non potevano più richiedere la documentazione necessaria. Riuscire ad ottenerla è davvero difficile, sia perché è molto costosa – bisogna anche farla tradurre in italiano – sia per problemi burocratici”.

“A San Giovanni Milanese noi cittadini stranieri siamo quasi 6.800 su una popolazione di circa 40mila abitanti: marocchini, egiziani, giordani, siriani, ma anche filippini.1.800 solo arabi-musulmani. Per alcuni paesi è ancora più difficile avere la documentazione: i siriani non hanno nemmeno il consolato in Italia, senza parlare della guerra. Anche gli egiziani hanno avuto molte difficoltà”.

A parlare è Muntaha Washeh, una donna di orgini giordane, oggi consigliera comunale a San Donato Milanese e cittadina di San GiulianoMilanese che racconta a TPI come il caso della mensa di Lodi non sia isolato, ma anzi in molti comuni della Lombardia sia presente la stessa problematica.

Da diverse settimane a Lodi, una delibera emessa dalla sindaca impedisce a decine di bambini stranieri di pranzare alle mense delle scuole materne ed elementari della città e di utilizzare i relativi servizi di scuolabus. Il numero dei bambini coinvolti oscilla fra i duecento e i trecento. (In questo articolo vi spieghiamo tutto quello che c’è da sapere sulla vicenda).

Del caso di Lodi si stanno già occupando due associazioni molto esperte di protezione degli stranieri, come l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) e il Naga: le due associazioni hanno già presentato dei ricorsi civili al Tribunale di Milano per discriminazione su base etnica.

Grazie a una vincente raccolta fondi, ora i bambini potranno mangiare con i compagni fino a giugno, ma solo grazie alla generosità di chi ha fatto una donazione contro le discriminazioni.

Ma, come anticipato, Lodi non è l’unico caso dove i bambini stranieri sono costretti a portarsi il panino da casa se i genitori non riescono a produrre tutti i documenti per accedere al servizio mensa a scuola.

Paola Fierro del servizio antidiscriminazione Asgi spiega a TPI:

“Non solo Lodi, ma anche a Lentate sul Seveso – sindaco di centro destra Laura Ferrari, a Palazzago –provincia di Bergamo, guidato dal leghista Michele Jacobelli, a Vigevano (sindaco leghista Andrea Sala), è necessario per gli extracomunitari presentare documentazioni catastali su possedimenti nei paesi di origine”.

“Più vicino a Milano”, prosegue la Fierro, “c’è Melegnano con il sindaco Pd Rodolfo Bertoli e San Giuliano con il sindaco di centro destra Marco Segala“.

Entrambi i comuni appartengono al distretto sociale Azienda Sociale Sud Est Milano (a cui aderiscono anche San Donato Milanese, Vizzolo Presabissi, Colturano, Dresano, Cerro al Lambro). Anche qui gli obblighi per i cittadini stranieri diventano difficili da assolvere. Anche qui, come a Lodi, per accedere ai servizi di refezione scolastica e per gli extra (come lo scuolabus) bisogna presentare una dettagliata certificazione per il possesso di immobili (o anche solo porzioni di immobili).

“Linee guida simili sono state approvate dal consorzio dei comuni e dai singoli comuni. Come Castel Covati in provincia di Brescia. Abbimo trovato una comunicazione fatta anche ad questo comune rispetto alla documentazione aggiuntiva che i cittadini stranieri extra Ue devono fornire”.

Queste comunicazioni sono tutte uguali, fanno riferimento all’articolo 3 del Dpr del 2000.

Contro questi provvedimenti, ancora una volta, si è scagliata l’Asgi che ha chiesto anche a questi comuni di rivedere i regolamenti interni e le associazioni dei cittadini come “Sabil”che si è mossa per il comune di San Giuliano.

“A San Giuliano le famiglie coinvolte sono circa 30. A portare questa documentazione sono coloro i quali hanno un reddito basso. Se uno straniero viene a vivere e a lavorare in Italia vuol dire che si trova in uno stato di bisogno. Aspettiamo la convocazione del consiglio comunale previsto per il fine settimana che deve discuture di una mozione al tal proposito. Poi capiremo il da farsi”, spiega Muntaha Washeh.

“Quando io ero consigliera a San Giuliano vedevo tanta gente che non pagava la mensa ma i bambini potevano mangiare comunque con tutti. È una difficoltà pagare la mensa, sia per gli italiani che per gli stranieri. Chi non lavora non può pagare nulla. È un disagio per i familiari prendere i bambini e portarli a casa ed è anche difficile spiegare a un bambino perché non mangia a scuola come gli altri. Sta diventando un problema di integrazione. C’è un accanimento contro gli stranieri, un accanimento che prima di questo governo non vedevo”.

Come spiega anche la Fierro, “a San Giuliano milanese è partita una raccolta firme. La consapevolezza di questa irregolarità nasce dalle proteste a Lodi. Il punto è che come a Lodi, in molti altri comuni i bambini stranieri sono costretti a magiare separati dai propri compagni, portandosi il cibo da casa, o i genitori devono andarli a prendere per farli mangiare a casa”.

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