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    Aquarius, la nave è arrivata al porto di Valencia | Diretta

    TPI è a Valencia per seguire l'arrivo della nave di Sos Mediterranee. Tutti gli aggiornamenti in tempo reale

    Di Laura Melissari
    Pubblicato il 17 Giu. 2018 alle 20:19 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 20:40

    Domenica 17 giugno la nave Aquarius con a bordo 629 migranti arriverà nel porto di Valencia. Dopo 8 giorni di navigazione, l’imbarcazione della Ong Sos Mediterranee, alla quale domenica 10 giugno era stato impedito l’attracco in Italia, toccherà terra.

    Qui l’articolo che spiega come vedere la posizione della nave Aquarius in tempo reale.

    Qui invece la cronaca dettagliata di quanto accaduto nella settimana tra il 10 e il 18 giugno 2018, in cui la vicenda Aquarius è stata al centro del dibattito, scatenando anche una crisi tra Francia e Italia, in seguito alle parole del portavoce del presidente Macron.

    Il 15 giugno si è tenuto un vertice a Parigi tra Conte e Macron, ecco cosa si sono detti i due leader. Il 13 giugno il ministro dell’Interno Salvini ha riferito in Senato sul caso della nave carica di migranti a cui è stato negato l’ingresso nei porti italiani.

    L’inviata di TPI.it Marta Vigneri si trova a Valencia per seguire l’arrivo della nave di Sos Mediterranee.

    Tutti gli aggiornamenti live

    Domenica 17 giugno – ore 20.19 – “La Libia è finita”: il lungo viaggio di Aquarius raccontato dai soccorritori appena sbarcati a Valencia: Il racconto della giornata dello sbarco dell’Aquarius a Valencia da parte dell’inviata Marta Vigneri.

    ore 20.00 – Iniziano ad affiorare le prime storie dei migranti dell’Aquarius, sbarcati oggi a Valencia.

    Un ragazzo sedicenne della Sierra Leone ha raccontato: “All’età di 10 anni persi mia madre e mio padre in un incidente d’auto. Andai a vivere con mia nonna. L’amavo molto, poi lei mori: le spararono in fronte, davanti a me. Avevo 11 anni. Da allora ho vissuto per strada. Non ho nessuno. Tutto ciò che ho sempre voluto è andare a scuola e diventare un dottore”.

    La storia è stata raccontata su Twitter in poche battute dall’account di Medici senza frontiere.

    ore 12.40 – I migranti dell’Aquarius stanno toccando terra dopo 8 giorni di navigazione in questo momento.

    Ad accoglierli i Medici del corpo sanitario spagnolo e gli operatori della Croce Rossa arrivati da ogni parte del Paese.

    Il personale della Croce Rossa ha dichiarato che sono stanchi e visibilmente provati, ma sorridenti.

    ore 11.50 – Claudia Lodesani, Presidente MSF Italia, a TPI.it “Siamo contenti di essere qui oggi e che siano arrivati sani e salvi. Certo tutto questo si poteva risparmiare. Noi continueremo con le nostre operazioni in mare e se siamo dei trafficanti, vuol dire che la Guardia Costiera italiana coordina dei trafficanti, e non è giusto accusare la guardia costiera italiana di questo perché non è vero e si collabora bene, siamo stati in mare insieme e ci supportiamo a vicenda, tant’ e vero che quando ci hanno detto di venire qua siamo venuti, pur non essendo d’accordo”.

    ore 10.33 – La nave Aquarius con a bordo 106 migranti è entrata nel porto di Valencia.

    La nave dell’Ong Sos Mediterranee è entrata nel canale di mare che porta al molo 1 e dove andra’ ad affiancare nave Dattilo della Guardia costiera arrivata alle prime ore del giorno.

    A breve distanza, ma ancora in mare aperto, c’è la nave Orione, della Marina militare italiana, con a bordo altri 250 migranti.

    ore 10.24 – Bernardo Alonzo, ispettore capo del Commissariato per le frontiere della Polizia Nazionale spagnola e coordinatore del dispositivo di accoglienza dei migranti al Porto di Valencia, ha dichiarato che la carta di soggiorno per permesso umanitario che verrà assegnata a tutti i migranti avrà la durata di 45 giorni.

    Ha aggiunto poi che quasi nessuno ha i documenti, ma dalle interviste risulta che le nazionalità di provenienza toccano diversi paesi tra Africa sub-Sahariana, Maghreb e Asia.

    ore 9.30 – George Suarez, il vice direttore delle Emergenze della Comunitat Valenciana, ha dichiarato che in tutto 130 migranti hanno completato gli accertamenti.

    Alcuni sono stati portati in ospedale, tra cui tre minori. In generale le condizioni non sono peggiori di quello che ci si aspettava, ma la situazione può cambiare da un minuto all’altro.

    Ancora non si conoscono dettagli sulle nazionalità di provenienza perché il controllo dei documenti non è stato completato.

    ore 8.38 – Il primo migrante, sudanese di 29 anni, ha completato il circuito di accoglienza presso le strutture del porto dopo essere sceso dalla nave Dattilo, della Guardia Costiera italiana. È sano e si trova nella sala di attesa.

    Un’equipe legale inizierà ad ascoltare la sua storia per procedere con le pratiche di richiesta di asilo. Come per gli altri migranti, gli sarà prima di tutto concesso un permesso di soggiorno per ragioni umanitarie della durata di 30 giorni.

    Altre 16 persone come lui hanno completato gli accertamenti medici e sono stati condotti nella sala di attesa. Solo una donna incinta e stata portata in ospedale.

    ore 6.52 – La nave Dattilo della Guarda Costiera italiana è arrivata al Molo Uno del Porto di Valencia alle 6.20 circa. A bordo 274 migranti. Ad accoglierli membri della Croce Rossa spagnola pronti a portarli ai padiglioni di prima accoglienza accanto al punto di attracco.

    Sabato 16 giugno – ore 19. 30 – Marta Vigneri ha intervistato il presidente di MSF Spagna, David Noguero, e il Project coordinator di MSF, Aloys Vimard.

    ore 18.30 – Si è appena tenuta la conferenza stampa della Croce Rossa spagnola – La Croce Rossa spagnola  ha dato più dettagli relativi all’accoglienza dei 629 migranti prevista per domani mattina a partire dalle 6. La cellula di accoglienza si chiama “Operativo esperanza nel Mediterraneo”.

    All’interno del porto è stato disposto il “Padiglione Alinghi”, composto di quattro tipi di strutture di permanenza temporanea, divise a seconda del tipo di beneficiario accolto:  uomo, donna, minore di meno o più di 12 anni. Nei padiglioni saranno distribuiti dei kit d’emergenza: acqua, cibo e vestiti per rifocillarsi. È anche previsto all’accesso a docce e servizi igienici.

    In seguito, per chi non ha urgenza di essere trasferito in ospedale, delle equipe legali inizieranno subito a lavorare per l’identificazione dello status dei migranti, con il supporto della Polizia Nazionale.

    “Inizieremo subito a lavorare per l’integrazione dei rifugiati nel nostro Paese. Ci saranno degli itinerari di integrazione sociolavorativa che inizieranno con l’apprendimento della lingua”, ha dichiarato José Javier Sanchez, responsabile della Croce Rossa per il programma rifugiati e migrati. L’obiettivo è che le persone diventino autonome.

    Inigo Villa, responsabile per le emergenze della Croce Rossa spagnola, ha ribadito che le donne incinte e i migranti in condizioni di salute gravi saranno trasportati nelle diverse strutture ospedaliere, secondo quanto disposto dalla Generalitat. Il segretario della federazione Internazionale della Croce Rossa Elhady As Sy ha concluso la conferenza ringraziando SOS mediterranee e Medici Senza Frontiere per il loro lavoro “senza il quale non ci sarebbero persone vive”.

    “Accompagnare le persone vulnerabili è da sempre una priorità per la croce rossa. Noi diamo supporto alle persone vulnerabili a prescindere del loro status, per noi non ci sono esseri umani illegali”. Elhady As Sy ha inoltre sottolineato il fatto che non ci può essere gestione del fenomeno senza la collaborazione di tutti, perché nessuno può farcela da solo.

    “Ci sono luoghi in cui le società nazionali fanno un lavoro eccellente, ma si scontrano con i governi che non collaborano”.

    E agli Stati Membri lancia questo messaggio: “Ci sono persone che vengono in Europa perché è un luogo di solidarietà e non offrire accoglienza vuol dire tradire i valori che rappresentano. Ci dispiace che per dei gentiluomini sofisticati non sia possibile trovare una piattaforma comune”.

    ore 16.30 – Medici senza frontiere: “Le persone a bordo stanno affrontando questa situazione con tanta dignità e pazienza”.

    A dichiararlo è Aloys Vimard, coordinatore di MSF a bordo dell’Aquarius. “Non è usuale restare per così tanto tempo a bordo di una nave come l’Aquarius, pensata per operazioni di ricerca e soccorso in mare. Nei giorni di maltempo abbiamo chiesto alle persone di mettersi all’interno, ricordo bene l’immagine di una donna che cercava di allattare suo figlio mentre vomitava”, dichiara ancoraAloys Vimard, coordinatore di MSF a bordo dell’Aquarius. “Andare fino a Valencia non era necessario, ma le persone a bordo stanno affrontando questa situazione con tanta dignità e pazienza. Ci chiedono spesso quando finirà il viaggio e non appena vedono in lontananza una costa, come quando eravamo di fronte a Palma de Maiorca, ci chiedono se sarà quella la terra dove sbarcheranno”.

    ore 16.00 – I dettagli sul Piano di Emergenza Territoriale della Comunitat Valenciana per l’accoglienza delle navi Dattilo, Aquarius e Orione

    Il piano di Emergenza Territoriale della Comunità Valenciana è stato attivato martedì scorso e coordinerà un dispositivo di ricezione per l’arrivo delle navi Dattilo, Aquarius e Orione, e include medici del Ministero della Salute e altro personale sanitario, volontari della Croce Rossa, traduttori e forze di sicurezza.

    In totale, 2.320 fanno parte di questo dispositivo di ricezione. “La priorità sarà l’assistenza sanitaria, indipendentemente da qualsiasi altra considerazione”, ha detto Jorge Suarez, vice direttore per le Emergenze della Comunitat Valenciana.

    “Tutte le persone che vengono indirizzate al sistema sanitario pubblico avranno una tessera sanitaria pubblica”, ha detto Suarez, mentre il resto delle persone i cui casi non sono stati ritenuti urgenti la otterranno quando entreranno in contatto con il sistema sanitario.

    In caso non ci sia necessità di cure mediche, i migranti andranno in una zona di attesa dove cercheranno, con i volontari della Croce Rossa, un primo supporto psicologico. “In ogni momento ci sarà un team di traduttori, di inglese, francese e arabo, e una squadra per soddisfare altre esigenze culturali o religiose”, ha assicurato il vice direttore.

    Composizione del dispositivo Suarez ha indicato che, delle 2.320 persone dispiegate per questa domenica, ci sono circa 1.000 volontari della Croce Rossa, 400 traduttori e 70 traduttori giurati, 356 poliziotti nazionali, 150 membri dello staff del Dipartimento di Salute Universale e Salute pubblica, più di 15 corpi sanitari esterni, 120 poliziotti della Generalitat e circa cento guardie civili.

    Suárez ha aggiunto che “aanche il Consiglio comunale di Valencia svolgerà un ruolo importante, fornendo le proprie risorse per tutto il controllo degli accessi della zona della Marina, contribuendo al lavoro degli autobus navetta”.

    Per quanto riguarda il trasporto ai diversi centri di permanenza, il Centro di gestione per la sicurezza stradale noleggerà 13 autobus e un minibus, oltre a 5 autobus urbani messi a disposizione dal Comune. Suarez ha dichiarato di aver seguito le raccomandazioni dell’UNHCR e della Croce Rossa come riferimento per la preparazione del dispositivo, che consente di dare una risposta unificata e avere disponibilità immediata delle risorse necessarie.

    “Il Piano è fondamentale per fornire copertura e attivare i processi decisionali in modo integrato”, ha sottolineato, affermando che si stanno svolgendo regolarmente riunioni di coordinamento operativo integrato con le diverse agenzie e amministrazioni coinvolte nell’operazione.

    ore 15.20 – La Francia accoglierà parte dei migranti che si trovano a bordo della nave Aquarius, coloro che hanno i requisiti per l’asilo politico.Lo ha annunciato il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian. La Francia invierà i propri funzionari in Spagna per esaminare se i rifugiati a bordo di Aquarius abbiano i requisiti per ottenere il diritto di asilo. La Spagna ha accettato la proposta di Parigi. Le Drian ha lodato la decisione del premier spagnolo, Pedro Sanchez, che dopo il rifiuto di Salvini, ha accettato di aprire il porto di Valencia all’Aquarius, ponendo fine “a una situazione umanitaria pericolosa”. 

    ore 13.30 – Il presidente della croce rossa spagnola David Noguera a Valencia: “Lo stato generale delle persone a bordo dell’Aquarius e delle due imbarcazioni della marina militare italiana è stabile, ma questo non significa che non sia difficile”. La maggior parte di loro sono traumatizzati per quanto subito prima di imbarcarsi. Numerose testimonianze parlano di abusi sessuali, torture di ogni genere e maltrattamenti che li hanno spinto a lanciarsi in mare pur di scappare, per quanto anche questa sia un’avventura rischiosa.

    Per questo motivo hanno urgenza di arrivare in un porto sicuro. Noguera sottolinea che il blocco dei porti italiani è un precedente molto negativo per le future operazioni di salvataggio, che i diritti delle persone salvate in mare devono essere rispettati.

    “Questa decisione avrà costi altissimi in termini di vite umane”, dichiara. “Le persone che stanziano nel mare devono essere in grado di accedere ai porti più vicini al luogo in cui sono naufragati per essere curati in modo appropriato”, continua. Ringrazia il governo spagnolo, la comunità Valenciana e, in generale, tutte le istituzioni che hanno fatto un passo avanti e hanno offerto i loro servizi per accogliere i migranti.

    “Spero che l’episodio dell’Aquarius sia un punto di svolta, che metta pressione alla società spagnola e europea per trovare una soluzione più giusta e umana al dramma della migrazione nel Mediterraneo”.

    La nave intanto ha superato le Baleari. Il tempo è stabile.

    La generalitat Valenciana ha rilasciato i numeri dei passeggeri della nave di Sos Mediteranee. A bordo dell’Aquarius vi sono 80 donne, di cui 7-9 incinte, 61 ragazzi tra i 15 e i 17 anni, 28 ragazzi tra i 13 e i 15 anni, 4 bambini tra i 5 e i 13 anni, 7 bambini con meno di 5 anni e 450 uomini. 

    L’arrivo di Aquarius è previsto per le ore 12 di domenica 17 giugno – Nell’Edificio Veles e Vents della Marina di Valencia, il vicedirettore generale della Generalitat Valenciana, l’insieme delle istituzioni autogovernative della Comunità di Valencia, ha informato della logistica dello sbarco, che secondo il presidente della Croce Rossa spagnola David Niguero è previsto per le 12 di domenica mattina. A Valencia è una giornata soleggiata, il mare è calmo.

    La croce rossa spagnola si occuperà dell’operazione. Circa 80 operatori si occuperanno della prima assistenza, mentre sono arrivati circa 400 operatori da tutto il territorio nazionale per assistere personalmente ognuno dei migranti e fare da traduttori. 
    Intanto, secondo un comunicato della Generalitat Valenciana, le 3 navi del convoglio sono entrate in acque spagnole: intorno alle 11 si trovavano nelle acque delle Baleari, vicino all’isola di Minorca, finalmente calme, secondo quanto comunicato dal cooperante Alessandro Porro. 

    ore 11.30 – Alessandro Porro, soccorritore di SOS MEDITERRANEE Italia, dalla nave Aquarius – “Buongiorno dalla #Aquarius, stiamo navigando in prossimità di #Maiorca. Questo è il nostro settimo giorno di navigazione da quando abbiamo soccorso 630 persone di fronte alla #Libia. Il mare è finalmente calmo e le persone a bordo si stanno risvegliano. Una nave militate spagnola ci dà idealmente il benvenuto in #Spagna. In questi giorni abbiamo navigato accanto a Sicilia, Sardegna, Corsica e Baleari: ogni volta le persone a bordo ci hanno chiesto è “questa la nostra terra?”. Ci aspettiamo di arrivare domani a #Valencia e che questa lunga storia sia terminata”.

    ore 10.45 – Settimo giorno di navigazione per Aquarius, che arriverà a Valencia domani mattina. Oltre 1.000 volontari della Croce Rossa la attendono.

    “Il mare è finalmente calmo e le persone a bordo si stanno risvegliando. Una nave militare spagnola ci dà idealmente il benvenuto in Spagna”, racconta da bordo Alessandro Porro Il convoglio composto dall’Aquarius e dalle due navi militari italiane – la Dattilo della Guardia Costiera e la Orione della Marina Militare – arriverà a Valencia nelle prime ore di domenica, ma l’ingresso nel porto sarà scaglionato. “In questi giorni abbiamo navigato accanto a Sicilia, Sardegna, Corsica e ora le Isole Baleari. E ogni volta le persone a bordo ci hanno chiesto sempre la stessa cosa: è questa la nostra terra?”.

    La vicenda della nave Aquarius

    Domenica 10 giugno il ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, non ha concesso l’autorizzazione alla nave Aquarius della flotta della Ong Medici Senza Frontiere di fare ingresso in un porto italiano.

    A bordo si trovano 629 migranti, tra cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte.

    Il governo italiano ha chiesto a Malta di occuparsi del soccorso.

    Vanessa Frazier, ambasciatrice di Malta in Italia, intervistata da TPI ha risposto che l’operazione “non è di sua competenza”.

    I sindaci di diverse città italiane, tra cui Palermo, Napoli e Taranto, si sono schierati contro la decisione del ministro Salvini e si sono detti pronti ad accogliere nei loro porti la nave.

    La Aquarius, prima rifiutata dall’Italia e poi da Malta, nella tarda mattinata di lunedì 11 giugno, è rimasta diverse ore a metà strada fra in due paesi. Qui le testimonianze dalla nave.

    Nel pomeriggio di lunedì 11 giugno il governo della Spagna si è offerto di accogliere la nave e i migranti nel porto di Valencia.

    Ma nella tarda serata Sos Mediterranée, cui appartiene la nave, ha fatto sapere che ritiene Valencia troppo lontana e che le condizioni delle persone a bordo non sono adatte a un viaggio del genere.

    Di conseguenza, ha invitato le autorità italiane a trovare una soluzione.

    Nella mattinata di martedì 12 giugno, si è deciso che una parte dei migranti a bordo della nave Aquarius saranno trasferiti in Spagna a bordo di due navi italiane.

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