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Dai lavoratori di Riso Scotti cinque ventilatori polmonari per il Policlinico di Pavia

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L'azienda aveva già donato 50.000 euro al San Matteo, altro ospedale della città dove ha la sua sede. L'iniziativa "Un'ora per la vita" è nata spontaneamente tra dipendenti e collaboratori

Dai lavoratori di Riso Scotti cinque ventilatori polmonari per il Policlinico di Pavia

Con la scelta volontaria di donare un’ora (o più) del loro lavoro, i dipendenti, collaboratori e professionisti che lavorano per Riso Scotti in 48 ore hanno raccolto la cifra record di 51.540 euro.

Tale somma consentirà l’acquisto di cinque ventilatori polmonari da destinare al Policlinico di Pavia.

A ideare e gestire il progetto “Un’ora per la vita” è stato un Comitato Promotore nato spontaneamente all’interno dell’Azienda, che in poco tempo ha avuto l’adesione di una community di “persone per altre persone”, unita dal desiderio di rendersi utile.

“È di dominio pubblico la scarsità di materiali e infrastrutture atte a gestire l’emergenza, così come è altrettanto nota la situazione di urgenza che caratterizza la Regione Lombardia. Questa iniziativa, semplice e diretta, è qualcosa in più e di diverso rispetto ad una donazione – afferma Alessandro Giani, promotore per primo dell’iniziativa – è un rispondere di cuore ad un’esigenza da parte di chi non può donare cifre importanti, ma sacrifica qualcosa di davvero proprio a favore di chi in questo momento ha bisogno. Un piccolo gesto di solidarietà, per donare una grande speranza e magari salvare una vita!”.

L’Azienda ha accolto il gesto dei propri dipendenti con profondo rispetto e anche con l’orgoglio di vedere una manifestazione così concreta, delicata ed umana di quel senso di appartenenza che caratterizza Riso Scotti, dove si vivono e condividono i momenti belli e quelli più difficili proprio come si fa in una grande famiglia.

“Ci è sembrato giusto parlarne per ispirare altri gesti come questo – precisa ancora Giani, che aggiunge: L’iniziativa è nata da chi in questo momento già manifesta coraggio e tenacia, continuando il proprio lavoro considerato primario. E lo fa pensando a chi, in prima linea, sta lottando senza sosta per vincere questa difficilissima sfida”.

Una generosità e una spontaneità che non sono passate inosservate, al punto che il Presidente della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo in persona ha voluto incontrare – nella massima sicurezza e nel pieno rispetto delle norme vigenti – i rappresentanti del Comitato Promotore per esprimere il proprio apprezzamento a nome di tutto il personale sanitario.

“In queste settimane i gesti di solidarietà si sono moltiplicati e ringraziamo tutti per il sostegno e il supporto economico che ci consente di far fronte a questa emergenza. Questo nobile gesto dei lavoratori della Scotti mi ha particolarmente commosso perché hanno donato qualcosa di loro a favore del prossimo. Un’eccellenza della filiera agroalimentare lombarda chiamata a continuare a produrre e garantire la consegna di beni primari che tende la mano ad un’eccellenza della filiera sanitaria lombarda chiamata, ancor di più in questo momento, a garantire posti letto e tutti i presidi necessari per curare tutte le persone affette da Covid” sono state le sentite parole del dottor Alessandro Venturi questa mattina durante l’incontro in Riso Scotti.

“Siamo felici di aver fatto qualcosa di utile – gli ha fatto eco Alessandro Giani del Comitato Promotore Riso Scotti – Il nostro è stato un gesto spontaneo, volontario, e per questo semplice, genuino e schietto; la cosa più bella è sapere di aver reso un piccolo servizio ad una comunità che sta soffrendo. Ringrazio l’Azienda – conclude Giani – che ci ha supportati negli aspetti organizzativi e burocratici e che incoraggia sempre la nostra intraprendenza; e a nome dell’Azienda rivolgo il ringraziamento più sentito a tutto il sistema ospedaliero pavese che sta lavorando senza soste. Per parte nostra, facciamo con il cuore ciò che serve: attraverso l’Associazione Aiutiamoli ad Aiutarci da alcune settimane stiamo consegnando al Policlinico tutte le monoporzioni di cibo necessarie per consentire a medici ed infermieri, impossibilitati anche ad una semplice pausa pranzo, di mangiare comunque qualcosa di veloce, buono e sostanzioso. Anche questo è un piccolo gesto, ma vogliamo far sentire loro tutta la nostra vicinanza e la partecipazione al loro sforzo”.

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