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Il sindaco di Palermo Orlando procede con il rilascio della residenza agli stranieri, nonostante il decreto Sicurezza

Leoluca Orlando aveva annunciato la sua intenzione di disobbedire al decreto voluto da Salvini, con il quale il permesso di soggiorno non basta più per iscriversi all’anagrafe e quindi per avere la residenza

Di Anna Ditta
Pubblicato il 2 Feb. 2019 alle 13:04 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 01:25
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Credit: ANSA

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando prosegue con la sua annunciata disobbedienza al decreto Sicurezza, nella parte che riguarda le competenze del Comune. Ieri pomeriggio, il sindaco ha firmato i primi provvedimenti relativi a pratiche di iscrizione anagrafica di alcuni cittadini stranieri ritenute “irricevibili” (qui l’intervista di TPI a Leoluca Orlando).

Orlando ha disposto che le pratiche siano comunque sottoposte alle verifiche di legge (quindi i controlli da parte della Polizia municipale sull’effettiva residenza in città) e, in caso di verifiche positive, che si proceda alla iscrizione anagrafica e al rilascio della residenza.

Il sindaco ha confermato che in caso di definitivo accoglimento della richiesta di iscrizione, la stessa avvenga sul portale anagrafico utilizzando le sue personali credenziali d’accesso, assumendosi quindi la piena ed unica responsabilità dell’atto amministrativo.

I quattro provvedimenti firmati dal sindaco riguardano cittadini di nazionalità bengalese o libica, uomini e donne di età compresa fra 26 e 49 anni, tutti in possesso di regolare permesso di soggiorno in corso di validità o per motivi umanitari, protezione internazionale o come richiedenti asilo. Le pratiche analoghe già all’esame dell’Ufficio di Anagrafe e Stato Civile e gli appuntamenti per la ricezione delle stesse sono complessivamente circa 200.

Leoluca Orlando, sindaco del capoluogo siciliano con la coalizione Pd dal 2012, vuole disobbedire alla nuova norma che stabilisce che il permesso di soggiorno rilasciato al richiedente asilo costituisce sì un documento di riconoscimento, ma non basterà più per iscriversi all’anagrafe e quindi avere la residenza.

Al fianco del sindaco di Palermo si sono schierati anche Pizzarotti, Nardella e De Magistris, rispettivamente sindaci di Parma, Firenze e Napoli. Il vicepremier Matteo Salvini ha replicato che “la legge è stata approvata dal Parlamento e firmata da Mattarella” e che i sindaci “ne risponderanno legalmente”.

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