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Il governo si divide sulla Sea Watch: Di Maio pronto ad accogliere i migranti, Salvini no

Nelle ultime ore il vicepremier Di Maio e il premier Conte hanno teso la mano ai profughi, mentre il ministro Salvini ribadisce la sua linea dura

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 4 Gen. 2019 alle 20:33 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:34
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Immagine di copertina

La vicenda della Sea Watch 3 e della Sea Eye, le imbarcazioni delle Ong con a bordo 49 migranti ferme al largo delle coste di Malta e in attesa di un porto dal 22 dicembre sembra dividere il governo giallo-verde.

Nelle ultime ore il vicepremier Di Maio e il premier Conte hanno teso la mano ai profughi e all’Ue, invitando il governo della Valletta a far approdare i migranti, promettendo di accoglierne una parte in Italia.

“Malta faccia sbarcare subito donne e bambini da quelle imbarcazioni e li mandi in Italia. Li accoglieremo. Siamo pronti ancora una volta a dare, come sempre, una lezione di umanità  all’Europa intera”, ha detto il leader 5 Stelle forte del sostengo del primo ministro.

Di diverso parere però il ministro dell’Interno Salvini, che fin dalle prime ore aveva avvertito che i porti italiani erano e sarebbero rimasti chiusi per la nave Sea Watch 3 e per qualsiasi altra imbarcazione umanitaria.

“Possiamo inviare a bordo medicine, cibo e vestiti, ma basta ricatti. Meno partenze, meno morti. Io non cambio idea”, è stato il commento lanciato via Facebook dal vicepremier, che ha voluto subito ribadire la sua linea.

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La risposta del governo maltese

Dopo le parole di Di Maio è arrivata la risposta del governo maltese, che precisa come la Ong al centro del nuovo braccio di ferro tra Roma e La Valletta sia stata soccorsa “fuori dalla zona Sar di Malta. Il salvataggio è avvenuto in un’area più vicina all’Italia che a Malta e mentre la Ong ha chiesto all’Italia di fornire un porto sicuro in cui sbarcare i migranti soccorsi, Roma ha rifiutato. Per questo motivo l’imbarcazione è stata costretta a cercare rifugio nelle acque territoriali maltesi”.

“Il governo di Malta invita il vicepremier italiano a controllare i fatti prima di rilasciare dichiarazioni pubbliche e ad astenersi dal fare dichiarazioni simili in futuro”. Anziché attaccare Malta, si legge nel comunicato, “l’Italia dovrebbe partecipare alla riassegnazione attualmente coordinata dall’Ue” dei migranti.

Inoltre secondo alcune fonti raggiunte da TPI non risulta che l’Italia prenderà parte alla ripartizione dei migranti presenti sulle navi umanitarie, né di quelli ancora presenti a Malta e in attesa di essere ricollocati.

Questa informazione evidenzia come la differenza di vedute all’interno del governo stia mettendo in dubbio la reale partecipazione dell’Italia alla redistribuzione dei migranti, a cui invece prenderanno parte Francia, Germania, Paesi Bassi e Portogallo. 

L’intervento dell’Ue

Nei giorni scorsi anche l’Unione europea era intervenuta sulla questione, invitando gli Stati a trovare una soluzione comune e a “sostenere Malta”. Francia, Olanda e Germania si sono già dette disponibili ad accogliere una parte dei migranti, ma ancora nessuno Stato ha concesso alle navi lo sbarco.

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