Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 04:00
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Migranti

Usa-Messico, gli agenti scrivono numeri identificativi sulle braccia dei bambini migranti al confine

Immagine di copertina

I numeri indicano l'ordine con cui i minori devono essere accompagnati al valico di frontiera per poter presentare la loro richiesta di asilo

Continuano a far discutere le condizioni in cui si trovano i migranti arrivati da settimane al confine con il Messico e in attesa di avere il permesso di entrare in territorio statunitense dopo aver attraversato il Centro America.

L’ultimo scandalo riguarda ancora una volta i bambini, categoria maggiormente colpita dalle politiche migratorie sempre più restrittive imposte dal presidente Usa Trump.

Un giornalista della rete televisiva Msnbc ha pubblicato un video in cui si vedono alcuni bambini migranti in attesa al confine tra Messico e Stati Uniti con i numeri marchiati sul braccio.

Il video è diventato presto virale in rete e le immagini stanno sollevando non poche polemiche: in molti hanno collegato questo episodio con le schedature operate dai naziste nei campi di sterminio, dove agli ebrei venivano tatuati i numeri di detenzione sulle braccia.

Nel dare la notizia, il quotidiano israeliano Haaretz ha specificato che i numeri sono stati scritti sulla pelle dei bambini migranti con i pennarelli dagli agenti della polizia di frontiera messicana.

I numeri indicano l’ordine con cui i minori devono essere accompagnati al valico di frontiera per poter presentare la loro richiesta di asilo.

I bambini fanno parte della carovana di migranti partiti dall’Honduras e arrivati a novembre al confine tra Messico e Stati Uniti o passando da Tijuana a San Diego.

A causa dell’aumentare della tensione alla frontiera, il presidente americano Trump ha minacciato di chiudere nuovamente il confine in modo permanente e ha autorizzato i militari ad usare la forza.

Trump ha anche invitato il Congresso americano a “finanziare il muro di divisione con il Messico”.

“Ai migranti al confine meridionale non sarà permesso di entrare negli Stati Uniti fino a quando le loro richieste non saranno approvate singolarmente nei tribunali. Rimarranno tutti in Messico”, ha scritto su Twitter il presidente Usa.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / L’ultimo carico di cherosene per l'Europa arriva il 9 aprile: migliaia di voli a rischio cancellazione
Economia / Intesa Sanpaolo ancora protagonista negli Stati Uniti: nuovo finanziamento per sistemi di accumulo energetico in Nevada
Esteri / Guerra in Iran, Trump: “Chi non ci ha aiutato vada a prendersi da solo il petrolio nello Stretto di Hormuz”
Ti potrebbe interessare
Cronaca / L’ultimo carico di cherosene per l'Europa arriva il 9 aprile: migliaia di voli a rischio cancellazione
Economia / Intesa Sanpaolo ancora protagonista negli Stati Uniti: nuovo finanziamento per sistemi di accumulo energetico in Nevada
Esteri / Guerra in Iran, Trump: “Chi non ci ha aiutato vada a prendersi da solo il petrolio nello Stretto di Hormuz”
Esteri / Israele approva la pena di morte per i palestinesi condannati per terrorismo
Esteri / Stop a Pizzaballa al Santo Sepolcro, il dietrofront di Netanyahu: "Sia concesso pieno e immediato accesso"
Esteri / Trump alla giornalista che gli chiedeva dei morti in Iran: “Diventi sempre più bella con l’età” | VIDEO
Esteri / Meta e YouTube di Google condannate negli Usa perché provocano dipendenza dai social
Esteri / “L’Iran ha un vantaggio decisivo” nella guerra contro gli Usa: la sorprendente valutazione dell’ex direttore del MI6
Esteri / Lo scoop del Ft: "Volkswagen tratta con Israele
per produrre componenti
di Iron Dome
in Germania"
Esteri / Un’altra batosta per Donald Trump: i democratici conquistano il seggio statale della Florida a Mar-a-Lago