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Napoli, una mail ogni 25 secondi: le offerte di aiuto per i migranti sono oltre 7mila

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 7 Gen. 2019 alle 22:53 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:34
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Immagine di copertina
Credit: ORGE GUERRERO / AFP

Al comune di Napoli sono arrivate oltre 7mila offerte di aiuto in un solo giorno per i profughi. Una mail ogni 25 secondi.

Palazzo San Giacomo ha lanciato una gara di solidarietà per aiutare i migranti. “Il sindaco di Napoli, nell’accogliere gli inviti e le sollecitazioni che stanno pervenendo in gran numero da parte di associazioni, residenti e professionisti, invita i cittadini a comunicare liberamente la propria disponibilità a fornire aiuti concreti ai migranti in difficoltà mediante la compilazione del form sottostante”, si legge sul sito.

“Per aiutare donne, bambini e persone in pericolo che, da giorni, sono in mare al freddo con condizioni metereologiche proibitive”, scrive il sindaco De Magistris riferendosi alla situazione di stallo dei migranti bloccati in mare a bordo delle navi Sea Watch 3 e Sea Eye.

Il contatore del “form” a un giorno dall’apertura dell’iniziativa per la solidarietà ai migranti ha totalizzato oltre 7mila richieste di aiuto.

Nel dettaglio si può intervenire aiutando in diversi modi: aiuti medici o sanitari; alloggio; traduzione, formazione, scuola; aiuto con natanti; alimenti, vestiario, mezzi di trasporto; aiuto economico.

La vicenda – I 49 migranti, di cui 37 a bordo della Sea Watch 3 e 12 a bordo della Sea Eye, sono stati salvati dalle due navi il 22 dicembre 2018.

Le condizioni del mare sono a dir poco tragico: onde alte tre metri, maestrale a venti nodi, temperature sotto lo zero e in peggioramento. A bordo ci sono 3 bambini di 1, 6 e 7 anni, che stanno vomitando in continuazione.

“Per persone malnutrite e in condizioni di salute molto precarie come quelle che abbiamo a bordo la disidratazione come causa del mal di mare è un rischio molto grave e può mettere anche a rischio la vita soprattutto se associata all’ipotermia”, hanno detto i medici a bordo.

L’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, aveva chiesto agli Stati europei di offrire un porto sicuro e garantire lo sbarco alle due navi ong che trasportano 49 rifugiati e migranti, inclusi bambini piccoli, soccorsi nel Mediterraneo.

“Il tempo stringe. Per le prossime ore si prevede mare mosso ed è probabile che le condizioni a bordo delle due navi si deterioreranno”, aveva detto l’Agenzia delle Nazioni Unite lo scorso 31 dicembre.

Il mattino di venerdì 4 gennaio 2019 altre due navi, Sea Watch e Mediterranea, sono partite dal porto di La Valletta, a Malta, per una missione congiunta che ha lo scopo di portare rifornimenti alla Sea Watch 3. Alla missione partecipano anche parlamentari ed europarlamentari tedeschi e giornalisti internazionali. Tra questi giornalisti c’è Valerio Nicolosi, che per TPI.it ha prodotto un reportage in seguito alla sua esperienza a bordo. (qui il reportage di TPI.it a bordo della nave).

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