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Sea Watch e Sea Eye, Malta autorizza lo sbarco: migranti ricollocati anche in Italia

Di TPI
Pubblicato il 10 Gen. 2019 alle 07:48

Le navi Sea Watch 3 e Sea Eye, con a bordo complessivamente 49 migranti, sono rimaste bloccate dal 22 dicembre 2018 al 9 gennaio 2019 nel mar Mediterraneo in attesa di un porto sicuro dove poter sbarcare.

Il 9 gennaio Malta, dopo un lunghissimo braccio di ferro, ha concesso l’autorizzazione allo sbarco.

Qui tutti gli aggiornamenti della vicenda:

Sea Watch, dopo lo scontro nella maggioranza arriva l’accordo sui migranti, li accoglierà la Chiesa Valdese – Il governo ha trovato un accordo sull’accoglienza di alcuni migranti sbarcati nella giornata del 9 gennaio dalla nave Sea Watch a Malta. Dopo le tensioni all’interno della maggioranza, e l’irritazione di Matteo Salvini per la decisione del premier Conte, è stato convocato un vertice di due ore nella tarda serata. I migranti, circa una decina, saranno accolti dalla Chiesa Valdese, che vi provvederà senza oneri per lo Stato.

Salvini: “Io non consultato. Non autorizzo niente” – Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha dichiarato di non essere stato consultato sulla redistribuzione dei migranti presenti su Sea Watch e Sea Eye e che non ha intenzione di “autorizzare niente”. 

Malta autorizza lo sbarco: migranti ricollocati anche in Italia – Il 9 gennaio 2019 Malta ha dato l’ok per lo sbarco dei 49 migranti presenti sulle navi umanitarie Sea Watch 3 e Sea Eye, che dal 22 dicembre 2018 erano bloccate nel mar Mediterraneo in attesa di un porto sicuro dove poter sbarcare.

I migranti saranno redistribuiti tra otto paesi europei, tra cui l’Italia. Qui l’articolo completo.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, in visita in Polonia, si è espresso negativamente in merito alla questione migranti, pur senza far riferimento direttamente al caso Sea Watch.

“Non sono d’accordo con nuovi arrivi, dobbiamo anzi velocizzare le espulsioni. La nuova Europa che nascerà a giugno sarà diversa. I singoli Stati devono poter proteggere i loro confini”.

Scontro Conte-Salvini: “Niente sbarchi in Italia? Li andrò a prendere con l’aereo” – “Vorrà dire che non li faremo sbarcare, li andrò a prendere con l’aereo e li riporterò”. Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a Porta a porta, ha replicato al ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha chiuso all’ipotesi di accogliere in Italia alcuni dei migranti a bordo delle due imbarcazioni al largo di Malta.

“Chi ha veramente ha a cuore il futuro di migliaia di africani deve evitare che qualsiasi barcone arrivi in Italia: non cambierò mai idea”, è stata la replica del ministro dell’Interno in diretta Facebook. “Non ci   sarà mai l’ok mio e di alcun ministro della Lega, anche se mi si dice è in via eccezionale”. (Qui i dettagli sulla prima e vera crisi di governo)

Conte: “Accogliere donne e bambini non è incoerenza” – “Non ha più senso tenere in mare quelle persone. C’é un limite oltre il quale non si può andare”, ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “In questo caso specifico, credo che il sistema Italia possa sopportare poche donne e pochi bambini da portare in Italia, come caso eccezionale. Se marchiamo bene il senso dell’eccezionalità di un intervento di questo tipo, non credo che la linea del governo possa essere tacciata di incoerenza”.

Sea Watch e Sea Eye, Malta: “Soluzione nelle prossime ore” – “Il governo di Maltese sta monitorando da vicino la situazione relativa alla Sea Watch3 ed al Prof Albrech Penck e fornirà assistenza in caso di emergenza in quanto previsto dalla legge, fino a quando non si troverà una soluzione all’attuale fase di impasse”, si legge nell’ultimo comunicato rilasciato da La Valetta.

“Ancora una volta Malta viene chiamata ad assumersi responsabilità che esulano dalle proprie competenze”. Il governo ha ricordato di aver salvato altri 249 migranti e che adesso “è chiamata ad effettuare lo sbarco dei migranti a bordo delle navi” della Sea Watch e Sea Eye.Malta inoltre chiede che la discussione sul ricollocamento dei migranti “dovrebbe essere esteso anche alle persone che sono già state soccorse” e che si trovano sul territorio maltese.

“Le discussioni sono in corso e dovrebbero terminare nelle prossime ore”.

Migranti, Germania pronta a riceverne 50 – Secondo quanto riferito dall’Ansa, il governo tedesco è pronto ad accogliere 50 dei 300 migranti che si trovano a Malta nell’ambito della redistribuzione dei profughi in ambito europeo. Anche la Francia ha dato la sua disponibilità, anche se non è ancora chiaro il numero di migranti che Parigi ha accettato di accogliere.

L’Ue: “Subito lo sbarco dei migranti” – “Gli Stati membri ora devono dimostrare solidarietà concreta. Le persone a bordo devono essere sbarcati in sicurezza e senza ulteriori rinvii”.  Questo il messaggio rilasciato dal portavoce della Commissione, Margaritis Schinas, dopo la discussione tra gli ambasciatori dell’Ue sul caso dei migranti fermi al largo delle coste maltesi. “I contatti continuano intensamente. Ieri sono stati fatti dei progressi”.

Sea Watch 3: le condizioni dei migranti a bordo continuano a preoccupare l’equipaggio – Alcuni migranti rifiutano il cibo, in generale – secondo l’equipaggio – questo stallo è psicologicamente devastante, racconta Valerio Nicolosi, inviato a Malta di TPI.

Sull’altra nave, la Prof Albert Penk la situazione non è tanto migliore. “Abbiamo iniziato a razionare l’acqua e il cibo. Anche il carburante inizia a scarseggiare”, è quanto dicono da bordo. Per loro sono undici i giorni in mare dopo il soccorso, non tanti quanti quella Sea Watch 3 ma comunque molti.

“Se non ci dovessero dare un porto di sbarco saremo costretti a chiedere rifornimenti a Malta”, dicono dalla ONG tedesca.

La trattativa per la distribuzione delle 49 persone ancora in mare e delle circa 250 persone salvate da Malta negli ultimi giorni sembrava ad un punto di svolta. Fonti maltesi ieri sera dicevano:”Ci siamo, è quasi fatta”, mentre fonti interne del governo italiano, spiegavano già un piano d’azione per far arrivare le 15 persone annunciate dal premier Conte.

Al Ministro degli Interni però, non è piaciuto nemmeno questo piano e ha ribadito che “i porti sono chiusi”, bloccando di nuovo la situazione.

Germania, Francia, Portogallo, Lussemburgo, Romania, la stessa Malta e altri paesi hanno già dato disponibilità ad accogliere queste 300 persone, ma sembra che senza l’ok dell’Italia non si possa uscire da questa impasse.

“Vogliamo solo un porto di sbarco il prima possibile” continuano a dire le due organizzazioni, “le decisioni su come distribuire queste persone possono essere prese dopo lo sbarco e la messa in sicurezza.”

Nonostante la politica dei porti chiusi ribadita a mezzo social dal Ministro degli Interni, in Italia dal 1 giugno 2018, ossia da quando si è insediato il governo Lega-5 Stelle, sono arrivate 9.940 persone.

365 al mese, 30,4 al giorno. Questo perché la Guardia Costiera italiana ha continuato a fare il proprio dovere di corpo statale, prestando soccorso a chi ne ha bisogno. I dati sono dello stesso Ministero degli Interni, pubblicati il 7 gennaio.

Le bugie del governo sul caso di Sea Watch 3 e Sea Eye: Secondo il premier Conte e il ministro dei trasporti Toninelli, le due ong impegnate nel soccorso dei migranti nel Mediterraneo, avrebbero disobbedito alle disposizioni della Guardia costiera libica. Ma i documenti ufficiali smentiscono la versione. Qui la ricostruzione completa.

Salvini: “Accogliere 15 famiglie? No, sarebbe cedimento” – “Accogliere le 15 famiglie di migranti a bordo della Sea Watch sarebbe un segnale di cedimento che farebbe dire agli scafisti. Io dico agli scafisti ‘basta, stop, fine, chiuso’. Io sono coerente”.

Sea Watch, i migranti rifiutano il cibo –Alcuni migranti a bordo della nave della Sea Watch hanno iniziato a rifiutare il cibo, secondo quanto affermato dall’Organizzazione stessa in un tweet in cui si ribadisce che “lo stato psicologico e di salute potrebbe peggiorare sensibilmente”.

Sea Watch, Salvini pronto a scontro nel governo – Secondo fonti della Lega citate da Agi, il ministro dell’Interno Salvini è pronto allo scontro con il Movimento 5 Stelle sulla questione migranti. Il vicepremier leghista è “molto deciso e non intende cedere” dalla sua posizione di contrarietà e il rischio è che si profili un nuovo caso Diciotti. Come ministro dell’Interno, il leghista è “determinato a dichiarare ‘non sicuro’ alcun porto” per poter da bloccare l’accoglienza che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha “già promesso e organizzato, senza confrontarsi con alcuno”.

Sea Watch 3: “Noi non sappiamo nulla, speriamo solo che si sbrighino, siamo oltre ogni sopportazione. – Gli aggiornamenti su Sea Watch da Valerio Nicolosi, inviato di TPI a Malta: “Riceviamo la notizia  che anche l’Italia si sia fatta avanti e si sia accodata agli altri Stati europei. Adesso però dateci un porto di sbarco e chiudiamo questa penosa e vergognosa situazione”. Dalla ONG tedesca Sea Watch arriva un commento quasi sorpreso ma che lascia uno spiraglio.

Solo ieri il premier maltese Muscat aveva dichiarato che le due navi umanitarie a largo dell’isola non sarebbero mai attraccate perché: ”Non può essere che ogni imbarcazione contenente migranti che viene salvata in mare, in qualsiasi parte del Mediterraneo e che viene rifiutata da altri Paesi, finisca a Malta”.

Questa chiusura sembrava aver fatto saltare del tutto il tavolo delle trattative europee al punto che nel pomeriggio e nella serata di ieri, molte città italiane ribadivano la volontà di aprire i porti e accogliere le persone.
Da quanto riporta oggi il Corriere della Sera, le trattative sembra si siano sbloccate e l’Italia, tramite il Presidente del Consiglio Conte, sarebbe pronta ad accogliere 15 persone. Non solo donne e bambini, ma interi nuclei familiari potrebbero arrivare in Italia.

In realtà la trattativa per il ricollocamento non è solo sulle 49 persone a bordo della Sea Watch 3 e della Prof Albert Penk, ma su 300 persone totali. Sono infatti 250 le persone salvate da Malta dall’inizio del 2019 e il piccolo stato al centro del Mediterraneo tratta per il ricollocamento di tutti.

In Italia la posizione di Conte ha mandato in fibrillazione il dibattito politico, a Malta invece tutto sembra ancora fermo.

I due equipaggi e le persone salvate restano in uno stallo totale.

La portavoce di Sea Watch: “Felici che l’Italia si sta facendo avanti” –  Palazzo Chigi sembra disposto ad accogliere 15 dei 49 migranti ancora a bordo delle due navi umanitarie, estendendo l’accoglienza anche agli uomini e non solo a donne e bambini.  “Noi leggiamo questa notizia sui giornali”, ha spiegato all’Agi, Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch Italia. “Se fosse confermata siamo felici di sapere che anche l’Italia si sta facendo avanti e speriamo che quindi possa essere contata tra gli Stati che hanno deciso di accogliere le persone soccorse da Sea Eye e da Sea Watch, e da Malta. Aspettiamo semplicemente una comunicazione a bordo che ci dia l’autorizzazione allo sbarco”.

La portavoce di Sea Watch a TPI: “Parole di Di Maio retoriche e irresponsabili. Qui si fa teatro sulla pelle delle persone”: TPI ha intervistato Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch. Valerio Nicolosi l’ha incontrata a Malta dove in questi giorni sta lavorando da terra per dare appoggio operativo e diplomatico alla nave Sea Watch 3. Qui l’intervista completa.

Sea Watch 3, premier Muscat: “Malta non ha responsabilità nel salvataggio, mio dovere far sì che non si crei un precedente” – “Malta non ha alcuna competenza o responsabilità per il salvataggio delle due navi ONG che non si è verificato in acque maltesi. Le navi delle ONG sono state rifiutate da altri paesi, e dopo essere state respinte, hanno navigato verso Malta. Permetteremo che si riparino dal maltempo. Perché queste navi possano sbarcare a Malta tutti devono capire la situazione e la posta in gioco”, ha detto il Primo Ministro maltese Joseph Muscat.

Il medico a bordo della Sea Watch lancia l’appello: “Lo stress cresce, abbiamo bisogno di una risposta chiara dall’Ue” – “La situazione a bordo sta diventando ogni giorno più instabile. E il livello di stress sta aumentando”, in un video girato a bordo della Sea Watch il medico di bordo Frank Doerner che si sta occupando di assistere i 32 migranti tratti in salvo il 22 dicembre scorso ha lanciato il duro appello rivolto alla Comunità europea. (Qui l’appello del medico a bordo della nave della ong)

Papa Francesco lancia l’appello per i migranti a bordo delle navi della Sea Watch e Sea Eye – “Da parecchi giorni 49 persone salvate nel Mare Mediterraneo sono a bordo di due navi di Ong, in cerca di un porto sicuro dove sbarcare”, ha detto il pontefice dopo l’Angelus di domenica 6 gennaio 2019 parlando alla folla di piazza San Pietro, “rivolgo un accorato appello ai Leader europei, perché dimostrino concreta solidarietà nei confronti di queste persone”.

ESCLUSIVO TPI: Sea Watch, Malta: “Di Maio non ha deciso nulla, la Germania lo ha ricattato e ha ceduto”. La decisione di accogliere donne e bambini a bordo della Sea Watch in Italia non è frutto della generosità del governo italiano, ma anzi, deriva da un “ricatto” della Germania e dalle pressioni Ue. È quanto trapela da fonti diplomatiche maltesi contattate da TPI.it 

La reazione di Matteo Salvini alla dichiarazione di Luigi Di Maio: “Giusto che Di Maio parli, ma in materia di migranti decido io” – “In Italia non arriva proprio nessuno. Porti chiusi, sbarrati. Giusto che Di Maio parli e che dica il suo pensiero. E va benissimo che parlino pure Fico e Di Battista e che si discuta tra di noi e con il premier Conte, ma in materia di migranti quello che decide sono io”, ha detto Salvini in un’intervista al quotidiano il Messaggero.

“Io lavoro per non far partire le donne, i bambini e tutti gli altri dai loro paesi, e per evitare il rischio che muoiano nel deserto o nel Mediterraneo. L’Italia  stata troppo a lungo un porto aperto, mentre l’Europa se ne infischiava dei migranti e ci derideva. Ora basta”, specifica il ministro in piena crisi Sea Watch.

Il mattino di venerdì 4 gennaio 2019 altre due navi, Sea Watch e Mediterranea, sono partite dal porto di La Valletta, a Malta, per una missione congiunta che ha lo scopo di portare rifornimenti alla Sea Watch 3. Alla missione partecipano anche parlamentari ed europarlamentari tedeschi e giornalisti internazionali. Tra questi giornalisti c’è Valerio Nicolosi, che per TPI.it ha prodotto un reportage in seguito alla sua esperienza a bordo. (qui il reportage di TPI.it a bordo della nave).

Durante la mattinata del 4 gennaio un migrante si è gettato in mare nel tentativo disperato di raggiungere Malta a nuoto. L’uomo è stato recuperato poco dopo.

Ue: “Alcuni Stati pronti a sostenere Malta – “Una serie di Stati membri ha dato disponibilità verso lo sforzo congiunto a sostenere Malta, ma i nostri contatti continuano e gli annunci saranno fatti solo al momento dell’ufficialità”. Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea, Mina Andreeva, spiegando che la Commissione “continua i suoi intensi contatti con gli Stati membri disponibili a trovare una soluzione sullo sbarco delle persone a bordo di Sea Watch e Sea Eye al più presto e in sicurezza”.

L’apertura di Francia, Germania e Olanda – Nella serata di giovedì 3 gennaio, secondo quanto riporta il quotidiano francese Le Monde, la Francia si è detta disponibile ad accogliere una parte di questi migranti “nel contesto di uno sforzo europeo e per le persone che necessitano protezione”. Stessa disponibilità sarebbe arrivata da Germania e Paesi Bassi. Ma la notizia non ha ancora trovato conferme ufficiali.

Il giorno precedente, mercoledì 2 gennaio, Malta aveva concesso alle due navi l’autorizzazione ad entrare in acque maltesi per ricevere assistenza, senza però autorizzare lo sbarco dei migranti.

Secondo il quotidiano Times of Malta, il permesso è stato concesso dopo che l’equipe medica a bordo della nave ha riferito di un deterioramento delle condizioni di salute dei migranti a bordo, molti dei quali stanno soffrendo di mal di mare, e della fine delle scorte di acqua e cibo.

La lettera di de Magistri – Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha scritto una lettera al comandante della Sea Watch 3 per manifestare la disponibilità del capoluogo campano ad accogliere l’imbarcazione. Il sindaco deve però fare i conti con il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ha già ribadito che “i porti italiani sono chiusi”. “Se la protervia del ministro dovesse spingersi fino ad impedirle di entrare”, scrive de Magistris, “sappia che abbiamo già disponibili 20 imbarcazioni che, in sicurezza, raggiungeranno la Sea Watch 3 per portare a terra le persone che lei sta ospitando”.

La vicenda – I 49 migranti, di cui 37 a bordo della Sea Watch 3 e 12 a bordo della Sea Eye, sono stati salvati dalle due navi il 22 dicembre 2018.

Le condizioni del mare sono a dir poco tragico: onde alte tre metri, maestrale a venti nodi, temperature sotto lo zero e in peggioramento. A bordo ci sono 3 bambini di 1, 6 e 7 anni, che stanno vomitando in continuazione.

“Per persone malnutrite e in condizioni di salute molto precarie come quelle che abbiamo a bordo la disidratazione come causa del mal di mare è un rischio molto grave e può mettere anche a rischio la vita soprattutto se associata all’ipotermia”, hanno detto i medici a bordo.

L’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, aveva chiesto agli Stati europei di offrire un porto sicuro e garantire lo sbarco alle due navi ong che trasportano 49 rifugiati e migranti, inclusi bambini piccoli, soccorsi nel Mediterraneo.

> Il mio viaggio di Natale insieme ai 300 migranti della Open Arms

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