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Roma, ex penicillina di nuovo occupata dopo lo sgombero. Raggi: “Inaccettabile”

Lo scorso 10 dicembre l'edificio abbandonato su via Tiburtina era stato sgomberato. Dopo 40 giorni torna ad essere occupato

Di Anna Ditta
Pubblicato il 22 Gen. 2019 alle 09:37 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 01:27
Immagine di copertina

“Inaccettabile ex Penicillina di nuovo occupata. Sono stati spesi soldi pubblici, impegnati uomini e risorse. E ora c’è il rischio di dover ricominciare da capo. Dopo sgomberi occorre sorveglianza”. Con queste parole la sindaca di Roma Virginia Raggi commenta su Twitter la notizia che l’ex fabbrica di penicillina su via Tiburtina, sgomberata lo scorso 10 dicembre, è di nuovo occupata.

Sarebbero circa 40 le persone tornate ad abitare nello stabile abbandonato al civico 1040, che negli anni è diventato rifugio per centinaia di persone senza fissa dimora (qui il reportage di TPI.it da dentro l’ex penicillina prima dello sgombero).

All’indomani dell’annuncio di Raggi, il ministro dell’Interno Matteo Salvini si è recato sul posto e in una diretta Facebook ha dichiarato che “l’ex Penicillina ancora libera, pulita e non occupata. Invito il sindaco di Roma ad occuparsi di strade, case e scuole”.

Il giorno dell’operazione di sgombero, molti degli ex occupanti avevano già abbandonato l’edificio, al cui interno restavano poche decine di persone. Per questo, attivisti e cittadini della zona avevano parlato di uno “sgombero farsa”.

In quell’occasione sul posto si era recato anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che aveva parlato di “un altro giorno all’insegna dell’ordine e della legalità”.

Dopo lo sgombero, dinanzi al cancello era stato posto un presidio con un’auto delle forze dell’ordine, ma dopo Natale gli agenti non si sono più visti.

“Lo stabile era stato formalmente riconsegnato alla proprietà”, spiega il prefetto di Roma, Paola Basilone, al Messaggero. Solo che la società cui appartiene l’edificio è finita sotto amministrazione giudiziaria e “non ha soldi per assicurare un’adeguata sorveglianza”.

È stato facile per gli abitanti tornare ad occupare l’ex fabbrica di antibiotici, anche perché esistono diversi varchi nella recinzione che delimita la zona, come denuncia in un video l’agenzia Dire.

“Lo sgombero a nostro avviso è stato inutile perché le persone che abitavano nella struttura si sono rifugiate negli altri stabili in disuso a poca distanza dalla fabbrica”, commenta Michelangelo Giglio di Asia Usb.

“Avevamo chiesto l’evacuazione e la bonifica dell’area dai rifiuti inquinanti che ci sono all’interno e l’abbattimento ai fini della riqualificazione a beneficio del quartiere. Abbiamo preparato ben due progetti da consegnare alle istituzioni che prevedono la possibilità di realizzare in quell’area 600 alloggi popolari e una serie di servizi per gli abitanti della zona”.

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Critiche alla sindaca arrivano anche dalle altre forze politiche della Capitale.

“È qui che sbagli Sindaca Virginia Raggi. Prima degli sgomberi occorrono soluzioni. Le persone non scompaiono nel nulla”, scrive su Facebook Amedeo Ciaccheri, presidente dell’VIII municipio, eletto lo scorso 10 giugno con il centrosinistra.

“Siamo stati gli unici ad evidenziare che lo sgombero fine a sé stesso sarebbe servito a poco se l’Amministrazione Capitolina non avesse trovato un modo per evitare nuove occupazioni, procedere all’abbattimento dell’edificio e alla conseguente bonifica dell’area”, dichiarano in una nota congiunta gli esponenti di Fratelli d’Italia, Fabrizio Ghera capogruppo alla Regione Lazio e Gianni Ottaviano, capogruppo nel Municipio IV.

“La notizia quindi che lo stabile ex Penicillina, dopo soli 40 giorni, sia stato occupato nuovamente conferma che lo sgombero eseguito dal Governo e dalla sindaca Raggi fu una mera operazione spot e nulla più. Da 5 Stelle e Lega Nord si continua a governare a colpi di post sui social mentre l’illegalità e l’immigrazione incontrollata rimangono nei territori”.

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