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Viaggio a Seattle, la città in enorme crescita dove le più grandi aziende del mondo scelgono di trasferirsi

Immagine di copertina
Seattle. Credit: Iacopo Luzi

Da Starbucks a Microsoft, da Amazon a Boeing, sono tante le aziende che scelgono Seattle, città che cresce di 57 nuovi abitanti ogni giorno e dove gli affitti immobiliari sono schizzati alle stelle

Atterrare all’aeroporto internazionale Seattle-Tacoma fa un certo effetto, perché sembra di planare all’interno di un incantevole bosco di montagna.

La natura dello stato di Washington è rigogliosa tutto l’anno e il verde caratterizza ogni angolo della città di Seattle, tanto da essere soprannominata dai residenti “La Citta Smeraldo”.

Eppure Seattle, una città incastonata fra il Pacifico e il Lago Washington, con il maestoso Monte Rainier che silenziosamente veglia sulla città, è un luogo che persino gli stessi americani considerano fuori mano.

Ciò è dovuto alla vicinanza con il Canada e alle molte ore di volo che servono per arrivare, nonostante turisticamente sia un posto che abbia molto da offrire.

Senza contare che viene spesso tacciata di essere “la Rainy City” degli Stati Uniti per le frequenti piogge che la bagnano tutto l’anno, anche se, dati alla mano, piove qui come in tante altre parti.

Nonostante tutto, basta poco per capire come Seattle sia una piccola perla nascosta degli Stati Uniti che, in aggiunta, è cresciuta a livello demografico e urbano in maniera vertiginosa negli ultimi anni e sembra proprio non arrestarsi.

“La città sta cambiando molto, non è più la Seattle di un tempo, certo, ma sta crescendo e questo è un bene per tutte le persone. Tuttavia, resta sempre a misura di uomo”, sostiene Christopher Todler, originario di Detroit, ma da più di vent’anni residente della zona.

A detta sua, non la cambierebbe con nessun’altra metropoli degli Stati Uniti.

Immaginate una popolazione di 700mila abitanti (quota da poco superata), una cifra poco superiore a quella di Bologna, che negli ultimi anni è cresciuta di anno in anno sempre più velocemente, risultando la numero uno negli Stati Uniti sia nel 2013 che tre anni dopo, con un aumento repentino della popolazione di 21mila abitanti solo fra il 2015 e il 2016.

Senza perdersi troppo fra le varie cifre, sono 57 nuovi abitanti al giorno.

Una crescita impressionante, vista la velocità, per Seattle, e che l’ha vista primeggiare su capitali molto più vaste come Miami e Atlanta. Una rapidità che si è convertita anche in uno sviluppo urbano che ha portato al cambiamento stesso lo skyline della città.

Dove un tempo il panorama della Città Smeraldo era caratterizzato da pochi grattacieli e dall’iconografica torre panoramica Space Needle, vero simbolo della Emerald City, oggi Seattle ha cambiato totalmente forma.

Se pensiamo che nel 2009 la popolazione era di 600mila abitanti, nessuno può prevedere quando questo sviluppo si fermerà.

Basti vedere questo video in time-lapse realizzato negli ultimi tre anni, per capire l’effettiva, e allo stesso tempo stupefacente, entità della crescita urbana. I palazzi e grattacieli sono sorti come funghi.

Il cambiamento è inevitabile. Seattle è la città dove aziende come Starbucks e Amazon hanno fatto la loro fortuna e questo ha spinto molte altre aziende a trasferirsi qui, sperando di avere la stessa sorte”, afferma Greg McLane, 59 anni e una barba che ricorda quella del Colonnello Sanders, fondatore del fast food KFC. 

“Oggi a Seattle ci sono tantissime grandi compagnie internazionali, come Microsoft, Expedia e Boeing, e il settore delle biotecnologie è uno dei più avanzati del paese”.

È di dovere soffermarsi soprattutto sul contributo che un’azienda come Amazon ha avuto sulla città di Seattle, forse anche più di Starbucks con i suoi 140 e più caffè sparsi per la capitale dello stato di Washington. Qualcosa d’impressionante.

Con la crescita di Amazon, che ha visto il numero dei suoi dipendenti in città passare da 5mila a 40mila a partire dal 2010, anche la città di Seattle è cresciuta demograficamente e urbanamente.

I residenti chiamano “Amazonians” le persone di Seattle che lavorano e vivono nella città per Amazon e che, basti solo pensare, occupano più uffici di tutte le altre 40 grandi aziende stabilitesi qui messe assieme.

In termini demografici e abitativi, Amazon e i suoi dipendenti hanno avuto un impatto significativo sulla città di Seattle, nonostante il mercato immobiliare fosse già complicato e poco propenso ad ampliamenti.

“Sono stati il perfetto esempio di come una compagnia tecnologica si sia inserita perfettamente in un contesto urbano, andandone a riempire i pochi spazi lasciati liberi”, dichiara Jon Scholes, presidente della Downtown Seattle Association.

Eppure, non è tutto oro ciò che luccica. Infatti, la crescita demografica ha portato anche un aumento del costo della vita in generale e gli affitti sono schizzati alle stelle, tanto che molti residenti hanno dovuto lasciare il centro della città, visti i prezzi ormai diventati impossibili.

Come è stato costretto a fare Masood Albharda, un immigrato pakistano arrivato pochi anni fa in città e che di professione fa l’Uber driver. “Non potevo più permettermi di vivere vicino al centro e quindi, adesso, vivo a 45 minuti da Seattle, dove posso permettermi il costo di una stanza. Sennò sarei arrivato a lavorare solo per pagarmi l’affitto!”.

Solo chi lavora nel settore del high-tech e guadagna migliaia di dollari al mese, può permettersi un affitto nel downtown.

“Ho sentito che hanno venduto una casa vicino Pike Place Market a un impiegato di Amazon per 900mila dollari, e non aveva manco il garage. Tanto qui tutti usano le app di Ride Sharing per spostarsi!”, rivela Vija Williams, che fa l’agente immobiliare per un’agenzia in centro.

Allo stesso tempo, gli investimenti di aziende come Amazon o Microsoft hanno portato alla città entrate, in termini di tasse, milionarie, mentre altre aziende tecnologiche che sono arrivate di recente nello stato di Washington hanno contribuito anche alla creazione di spazi pubblici, nuove strade e parchi.

Parlando di Seattle, Jeff Wilke, CEO del worldwide consumer business di Amazon, disse, mentre presentava il piano per la realizzazione di una delle sfere ortobotaniche del Amazon Campus cittadino: “Sarà un luogo dove nuove possibilità saranno esplorate e dove le idee prenderanno forma”.

Anche se, i residenti come Christopher Todler, ci tengono a precisare: “La città è cambiata e ovunque uno si giri vede cantieri e strade in costruzione per cercare di andare di pari passo con la crescita demografica della città, eppure la natura umile e pura di Seattle resterà sempre quella di 20 anni fa”.

Tanto che Todler aggiunge: “In fondo mi basterà sempre prendere l’auto e fare qualche miglio fra i boschi, oppure dare uno sguardo verso il Mt. Rainier, e il mio spirito sarà sempre ristorato, nonostante tutto”.

A cura di Iacopo Luzi

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