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Dal carcere alla strada, come si vive ai margini della società

Il fotografo Donato Di Camillo ha immortalato i volti di chi spesso vive ignorato dal mondo. Ecco le potenti immagini

Di Francesca Loffari
Pubblicato il 31 Ott. 2017 alle 19:27 Aggiornato il 31 Ott. 2017 alle 19:28
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Il fotografo newyorkese Donato Di Camillo ha deciso di immortalare volti, sguardi e attimi di vita di chi vive ai margini della società. Dopo un’infanzia trascorsa per le strade di New York e diversi episodi traumatici, come aver assistito alla morte di un suo amico quando entrambi erano bambini, Di Camillo ha scelto di parlare attraverso le immagini.

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La fotografia di strada è qualcosa che il fotografo “sente di dover fare”, come ha dichiarato a Feature Shoot.

Inizia ad apprezzare e studiare la fotografia nel 2006, quando viene arrestato, per ragioni che tralascia di menzionare. Uscirà nel 2012 dopo aver passato anni tra libri di psicologia e analisi del comportamento umano.

Dopo essere uscito di galera, Di Camillo ha dovuto scontare un periodo agli arresti domiciliari, durante il quale ha potuto continuare a studiare. Le sue fonti di inspirazione erano Bruce Gilden e William Klein.

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Nei suoi scatti, Di Camillo risponde all’urgenza di dare maggiore senso al contatto effimero con le persone che incontra per le strade di New York. Nelle sue foto sono i dettagli a diventare i protagonisti indiscussi.

L’intento del fotografo è quello di porsi come testimone di momenti di vita di persone a lui sconosciute, creando immagini di grande potenza espressiva, che catturano lo sguardo del pubblico.

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