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I purosangue irlandesi messi a rischio dalla Brexit

La repubblica d'Irlanda è il più grande allevatore europeo di cavalli di razza e il ritorno del confine con il Regno Unito danneggerebbe tutto il settore

Di Andrea Lanzetta
Pubblicato il 30 Lug. 2017 alle 12:15 Aggiornato il 30 Lug. 2017 alle 12:21
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L’Irlanda è considerato il paese più a rischio dell’Unione Europea di subire gli effetti negativi della Brexit.

Il Regno Unito è infatti il maggior mercato di esportazione delle merci e dei servizi prodotti nella Repubblica d’Irlanda e il ritorno di un confine terrestre tra le due nazioni potrebbe non solo acuire le tensioni inter-comunitarie in Irlanda del Nord ma danneggiare l’economia dell’intera isola.

Uno dei settori economici irlandesi di maggior successo è l’allevamento di cavalli da corsa e gli addestratori di Dublino temono che un mancato accordo tra Londra e Bruxelles possa impedire la libera circolazione di questi animali tra le isole britanniche.

L’Irlanda è infatti il più grande produttore continentale di purosangue e una sua estromissione dal mercato britannico comporterebbe un danno rilevante non solo per i suoi allevatori ma anche per gli organizzatori di famose corse di cavalli nel Regno Unito come Royal Ascot, Cheltenham, Aintree ed Epsom.

“A differenza di molti altri settori colpiti dalla Brexit, noi semplicemente non possiamo adattare il nostro prodotto a un nuovo mercato, le storiche corse britanniche non possono essere replicate in nessun altro paese”, ha detto Brian Kavanagh, direttore dell’autorità irlandese per le corse dei cavalli alla commissione per la Brexit del parlamento di Dublino.

Circa 10mila animali da corsa attraversano il confine tra Irlanda e Regno Unito ogni anno. La vicinanza geografica e la facilità d’accesso a un mercato che prevede diversi importanti eventi nel settore svolgono un ruolo centrale nel successo di questa industria.

“I nostri timori riguardano il ritorno delle barriere commerciali o di qualsiasi tassa o tariffa per il trasporto di cavalli tra l’Irlanda e il Regno Unito, perché questo potrebbe avere effetti dannosi sul settore”, ha dichiarato Henry Beeby, direttore esecutivo di Goffs, la principale società di vendita di purosangue del paese.

“Siamo una nazione esportatrice e siamo fortemente dipendenti dalla mancanza di dazi doganali tra le isole britanniche e il continente”, ha affermato Beeby, riferendosi ai due terzi dei purosangue nati in Irlanda ogni anno e che vengono esportati, l’80 per cento dei quali è venduto nel Regno Unito.

Attualmente esiste infatti un accordo tra i governi di Dublino, Londra e Parigi, precedente la legislazione europea in materia, che permette a un cavallo registrato in un paese di muoversi liberamente in tutti gli altri senza la necessità di ulteriore documentazione o di un esame veterinario.

Questa situazione potrebbe cambiare con la Brexit e mettere in seria difficoltà gli allevatori irlandesi e le storiche corse di cavalli britanniche.

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