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Home » Esteri

Yemen, i ribelli Houthi: “Bombarderemo l’Arabia Saudita e Dubai”

Immagine di copertina
Credit: Afp

I ribelli sciiti filo-iraniani Houthi sarebbero preparando un attacco contro Riad, secondo quanto affermato dal portavoce delle forze armate yemenite

I ribelli yemeniti sciiti filo-iraniani Houthi si starebbero preparando per attaccare l’Arabia Saudita. Secondo quanto riportato dal quotidiano iraniano Keyhan, che ha dedicato alla notizia la prima pagina del giornale, il portavoce delle forze armate yemenite Sharaf Luqman ha definito “prossimi” gli attacchi.

L’esercito dello Yemen avrebbe invitato i cittadini ad allontanarsi dalla città di Riad, capitale dell’Arabia Saudita, e dalle città emiratine di Dubai e Abu Dhabi.

Dal marzo 2015 Riad è alla guida di una coalizione di paesi arabi che combatte contro la ribellione sciita che ha preso il controllo di vaste zone dello Yemen.

I bombardamenti dell’Arabia Saudita nel paese sono iniziati nel marzo 2016 in sostegno al presidente fuggito Mansour Hadi, rimpiazzato da un governo rivoluzionario provvisorio formato dal partito sciita Ansarullah, dell’etnia houthi, dalle tribù e dall’esercito regolare. Secondo l’Onu, finora i bombardamenti sulla nazione hanno causato la morte di almeno 10mila persone.

Lo Yemen, da alcuni mesi, ha iniziato a colpire con missili basi militari e postazioni saudite. Se l’annuncio dell’esercito fosse vero, si potrebbe aprire una nuova fase del conflitto tra i due paesi.

La situazione nel paese, secondo le organizzazioni umanitarie, è sull’orlo del collasso e il peggioramento del conflitto potrebbe portare alla carestia. “Evitare una carestia in Yemen dipenderà dalla capacità del World Food Programme e di altre agenzie umanitarie di raggiungere le popolazioni che hanno bisogno di assistenza”, ha dichiarato Stephen Anderson, direttore per lo Yemen di WFP che, da quando è iniziata l’offensiva di Hodeida, fa salire a 200mila il numero dei profughi.

Secondo l’ong Norwegian Refugee Council, il paese potrebbe cadere nella carestia “in qualsiasi momento”.

Secondo le Nazioni Unite, un totale di oltre 6.300 civili sono stati uccisi e 9.900 sono rimasti feriti dall’inizio del conflitto. In totale le vittime sono state oltre 10mila. Il colera ha infettato 1,1 milioni di persone da aprile 2017 nel peggior focolaio mondiale e la difterite è tornata nel paese per la prima volta dal 1982.

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