Venezuela, liberati gli italiani Gasperin e Pilieri. Ora si spera nel rilascio di Trentini
Caracas rimette in libertà "un numero significativo" di detenuti sia venezuelani sia stranieri. Decisiva la mediazione di Lula, Zapatero e del Qatar
Il nuovo governo del Venezuela ha liberato “un numero significativo” di detenuti, sia venezuelani sia stranieri, inclusi alcuni prigionieri politici. Tra le persone scarcerate ci sono gli italiani Luigi Gasperin e Biagio Pilieri e si spera che nelle prossime ore possano essere rimessi in libertà anche altri connazionali, come Alberto Trentini e Mario Burlò.
L’annuncio delle liberazioni è arrivato nella giornata di ieri, giovedì 8 gennaio, da parte del presidente dell’Assemblea Nazionale venezuelana, Jorge Rodriguez, fratello della presidente ad interim Delcy Rodriguez, che guida il Paese da circa una settimana, dopo che l’ormai ex leader Nicolás Maduro è stato catturato dalle forze armate degli Stati Uniti. Nel suo messaggio, Jorge Rodriguez ha motivato la decisione con l’obiettivo “di promuovere la pacifica convivenza”.
Decisiva è stata la mediazione tra Stati Uniti e Venezuela esercitata dal presidente brasiliano Inácio Lula, dall’emirato del Qatar e dall’ex primo ministro spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero.
Dall’Italia, la Farnesina fa sapere di aver “posto in essere azioni che possano garantire una soluzione favorevole per ogni singolo detenuto” e “accelerare” il rilascio degli altri connazionali. Il tutto ovviamente in stretto contatto con la diplomazia degli Stati Uniti.
Gasperin, imprenditore di 77 anni, era stato arrestato il 7 agosto 2025 nello Stato Monagas per presunta detenzione, trasporto e uso di materiale esplosivo presso gli uffici di una società di cui era socio di maggioranza e presidente. Biagio Pilieri, 60 anni, politico e giornalista italo-venezuelano, era invece recluso nel carcere di Caracas da oltre 16 mesi per aver partecipato a una manifestazione contro il regime di Maduro.
Ora c’è grande attesa per la possibile liberazione anche del cooperante veneziano Alberto Trentini, 46 anni, in carcere da oltre 400 giorni senza accuse formali. Trentini è stato arrestato il 15 novembre 2024 nello Stato di Apure, al confine con la Colombia, mentre lavorava per la ong Humanity and Inclusion, e poi rinchiuso nel carcere di massima sicurezza El Rodeo nella capitale. Il forte sospetto del governo italiano è che l’arresto fosse stato ordinato dalle autorità di Caracas per fare pressione su Roma al fine di ottenere un riconoscimento formale del regime di Maduro in carica. Trentini, insomma, sarebbe di fatto un ostaggio.
Tra gli altri 25 italiani detenuti in Venezuela che ora sperano di poter tornare in libertà c’è il commercialista torinese Mario Burlò, 52 anni, partito per il Venezuela nel 2024 per esplorare nuove opportunità imprenditoriali, e detenuto da oltre un anno anche lui senza motivi chiari.
Le autorità di Caracas, tra dicembre e l’inizio di gennaio, avevano già rilasciato circa 200 persone arrestate durante le proteste per la rielezione di Maduro. Secondo l’ultimo rapporto della ong Foro Penal in Venezuela ci sono 863 prigionieri politici, 86 dei quali sono cittadini stranieri o possiedono doppia cittadinanza.