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L’Ue ha deferito il governo polacco alla Corte europea: “Viola lo stato di diritto”

Immagine di copertina
Il parlamento polacco. Credit: Getty Images

Secondo la Commissione, il governo di Varsavia ha violato il principio dell'indipendenza della magistratura

La Polonia è stata deferita alla Corte di giustizia dalla Commissione europea il 24 settembre a causa della legge sulla Corte suprema, secondo quanto riferito dalla portavoce dell’esecutivo, Mina Andreeva.

L’Ue ha accusato il governo di Varsavia di aver violato il principio dell’indipendenza della magistratura.

La Commissione ha quindi chiesto ai giudici europei di avviare una procedura d’urgenza e misure cautelative per sospendere la legge che prevede il pensionamento di diversi giudici della Corte suprema e impedire la nomina di nuovi giudici.

Il 3 luglio 2018 è entrata in vigore la controversa riforma del sistema giudiziario polacco. La norma prevede un abbassamento dell’età pensionabile da 70 a 65 anni: in questo modo il 40 per cento dei giudici della Corte suprema saranno costretti a ritirarsi.

In base alle nuove norme, 27 giudici dovranno infatti lasciare il loro incarico. Per poter ottenere una proroga del mandato, è necessario presentare una richiesta al presidente, che può decidere se concederla o meno.

La nuova legge prevede anche l’introduzione di una camera disciplinare per i giudici e grazie alla nuova norma, i politici polacchi potranno avere un controllo maggiore sull’organismo che si occupa della nomina dei giudici.

In risposta all’introduzione di una legge tanto controversa, già a luglio la Commissione europea aveva inviato una “Lettera di avviso formale” al governo della Polonia in segno di protesta.

Secondo la Commissione queste misure ledano il principio di indipendenza della magistratura, in particolare nell’aspetto dell’inamovibilità dei giudici”, si legge in un comunicato diffuso dall’Unione.

La riforma è stata proposta dal partito al potere, Diritto e Giustizia, e dopo la votazione in Parlamento si sono svolte numerose manifestazioni nel paese.

Il Consiglio superiore della magistratura aveva definito la legge un attacco diretto alla separazione dei poteri nello Stato.

Per tutta risposta, il leader del partito di governo Jaroslaw Kaczynski ha definito i cambiamenti introdotti come necessari per liberare i giudici da un “estabilishment” che decide le loro carriere e in molti casi la selezione.

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