Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 18:18
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Uccide il marito a martellate, ma viene assolta: l’incredibile sentenza

Immagine di copertina

Un processo tutto da rifare quello di Georgina Challen, la donna di 65 anni condannata in prima istanza nel 2011 a 22 anni di carcere per aver ucciso a martellate in testa il marito.

Una sentenza storica ha riconosciuto che la donna aveva subito un “controllo coercitivo” per tutti i 31 anni di matrimonio: così facendo l’uomo aveva danneggiato profondamente la salute mentale dalla moglie.

> Uccide la figlia di 2 anni a colpi di mazza: “Mi ha obbligato il governo”

Il nuovo giudice, a differenza del primo, ha deciso di tener conto di questa situazione, per cui la donna potrebbe presto tornare in libertà.

La sentenza, pronunciata il 28 febbraio 2019, è stata accolta con gioia dai due figli di Challen,  che sono sempre stati dalla parte della madre durante tutto il processo.

Il controllo del marito – Secondo la giudice che ha messo in dubbio la colpevolezza di Challen, la donna aveva vissuto i 31 anni di matrimonio con il marito Richard sotto il totale controllo dell’uomo.

Il marito infatti aveva costretto la moglie a recidere ogni rapporto con parenti e amici e l’aveva manipolata riuscendo a farle persino credere di essere pazza.

A ciò si sono aggiunti tradimenti e inganni, tanto da portare più volte la donna sull’orlo del suicidio. L’uomo in un’occasione era addirittura arrivato a stuprare la moglie per “punirla”.

Gli anni di repressione e controllo ossessivo avevano avuto un’effetto negativo sulla salute mentale della donna, che aveva sviluppato un disordine bipolare.

Nella prima istanza del processo contro Challen il giudice non aveva però tenuto conto della salute mentale della donna, attenuante presa invece in considerazione nell’ultima sentenza.

A ciò va aggiunta anche una legge approvata nel 2015, quattro anni dopo la prima sentenza, che ha riconosciuto il “controllo coercitivo” come una forma di abuso domestico.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Nuovo attacco di Trump a Meloni: "Mi ha implorato di fare foto con lei". La premier: "Dichiarazioni totalmente inventate”
Esteri / Cisgiordania, coloni israeliani rubano l'acqua dei palestinesi e trasformano un'area archeologica in una piscina
Esteri / Immigrato venezuelano porta la moglie, sostenitrice di Trump, nel resort del tycoon: arrestato dall'Ice
Ti potrebbe interessare
Esteri / Nuovo attacco di Trump a Meloni: "Mi ha implorato di fare foto con lei". La premier: "Dichiarazioni totalmente inventate”
Esteri / Cisgiordania, coloni israeliani rubano l'acqua dei palestinesi e trasformano un'area archeologica in una piscina
Esteri / Immigrato venezuelano porta la moglie, sostenitrice di Trump, nel resort del tycoon: arrestato dall'Ice
Esteri / Il testo integrale del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran: ecco i 14 punti dell’accordo pubblicati dalla Cnn
Esteri / Il Regno Unito vieta i social ai minori di 16 anni
Esteri / “Vivono in uno stato di paura costante”: l’Unhcr racconta a TPI il dramma degli sfollati in Libano
Esteri / Stati Uniti e Iran annunciano un accordo per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz
Esteri / Il filosofo Lorenzo Marsili a TPI: “Usa e Cina trattano da pari. L’Europa è sul menu”
Esteri / Il paradosso di Leone: se il primo Papa americano si oppone allo strapotere delle Big Tech
Esteri / Droni, IA, sensori, satelliti e armi autonome: l’arte della guerra algoritmica