Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 21:00
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Trans pentita fa causa alla clinica: “Ero troppo piccola per decidere”

Immagine di copertina

Trans pentita fa causa a una clinica: “Ero troppo giovane per decidere”

“Ero troppo giovane per decidere, non dovevano assecondarmi”: con questa motivazione Keira Bell, trans pentita, ha deciso di intentare una causa contro la clinica inglese nella quale ha intrapreso il percorso che poi l’ha portata al cambio di sesso.

Keira, nata biologicamente di sesso femminile, sin da bambina si è sempre sentita uomo e a 16 anni ha deciso di cambiare sesso. La clinica a cui si è rivolta, la Tavistock and Portman NHS Trust, ha approvato abbastanza velocemente la sua decisione di intraprendere il suo percorso transgender.

Ora, però, Keira, che nel frattempo di anni ne ha 23, si è pentita della scelta fatta, accusando le autorità mediche di aver “acconsentito troppo presto al desiderio di cambio di identità e di genere”.

“Non si possono prendere decisioni simili a 16 anni, e così in fretta. I ragazzi a quell’età devono essere ascoltati, e non immediatamente assecondati. Io ne ho pagato le conseguenze, con danni gravi fisici. Ma così non va bene, servono cambiamenti seri” ha dichiarato Keira a Good Morning Britain su Itv.

La trans ha poi spiegato perché quello intrapreso a 16 anni era “il percorso sbagliato”. Keira ha infatti dichiarato: “Ero molto depressa da ragazzina, non mi sentivo a mio agio nel mio corpo da donna e così ho sviluppato presto una disfonia di genere”.

Secondo Keira i medici “non hanno approfondito i sentimenti che provavo all’epoca” sottolineando che “non c’è stato un vero esame psichiatrico nei miei confronti. È stato tutto così rapido e basato sul mio passato. Non c’è mai stata una vera discussione: i miei sentimenti dovevano essere scandagliati e non semplicemente accettati per quello che erano. Perché quando inizi il percorso, poi è molto complicato tornare indietro”.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Dazi: ecco quanto rischiano di dover rimborsare gli Usa dopo la sentenza della Corte Suprema contro Trump
Esteri / La Corte Suprema Usa boccia i dazi voluti da Trump: "Sono illegali, non ha il potere di imporli"
Esteri / Una potenza di equilibro nell’ordine post-atlantico (di Giulio Gambino)
Ti potrebbe interessare
Esteri / Dazi: ecco quanto rischiano di dover rimborsare gli Usa dopo la sentenza della Corte Suprema contro Trump
Esteri / La Corte Suprema Usa boccia i dazi voluti da Trump: "Sono illegali, non ha il potere di imporli"
Esteri / Una potenza di equilibro nell’ordine post-atlantico (di Giulio Gambino)
Esteri / La storia d’amore di Donald Trump per le criptovalute
Esteri / Sovranità in vendita: se anche la geopolitica è in mano alle Big Tech
Esteri / Quadri del Pcc, grandi manager e persino il generale più alto in grado dell’esercito: la grande purga di Xi Jinping in Cina
Esteri / Tutti i nemici del presidente degli Stati Uniti Donald Trump
Esteri / David Adler a TPI: "Il colonialismo non è mai finito. Serve un Nuovo Ordine Economico Internazionale"
Esteri / Il capoufficio dell’Undp Mrakic a TPI: "La lunga strada di Gaza dalle macerie alla ricostruzione"
Esteri / Il mondo dopo l’Occidente: cosa vogliono i Paesi del Sud Globale