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Dopo 17 anni di guerra civile, in Sudan è stato firmato un accordo di pace tra governo e gruppi ribelli

Immagine di copertina
Credit: ansa foto

Dopo oltre 17 anni di guerra civile, c’è la speranza che la pace venga ripristinata nella regione del Darfur in Sudan e negli stati a sud del Kordofan Meridionale e del Nilo Azzurro. Il governo sudanese e il Fronte rivoluzionario del Sudan, la principale alleanza ribelle del paese, hanno firmato un accordo di pace. Il primo ministro del Sudan, Abdalla Hamdok, ha dedicato l’accordo ai bambini nati nei campi da genitori costretti a lasciare le loro case e che “desiderano giustizia, sviluppo e sicurezza”. Le dichiarazioni del primo ministro sudanese arrivano per commentare l’accordo di pace con cinque gruppi ribelli.

La firma dell’accordo di pace, avvenuta a Giuba, capitale del Sud Sudan, era attesa da tempo ma era stata rinviata a causa dei nuovi scontri scoppiati nel Darfur. Alla firma dell’accordo non hanno però preso parte le due fazioni ribelli del Movimento di liberazione del Sudan (Slm) e del Movimento del nord di liberazione del Sudan (Splm-n). Le parti già concordi hanno dato loro del tempo per aderire, apponendo in seguito la propria firma.

Secondo le Nazioni Unite, in Darfur, dall’inizio del conflitto fra ribelli e forze governative, nel 2003, sarebbero state uccise più di 300mila persone. La guerra nel Kordofan Meridionale e nel Nilo Azzurro è iniziata invece nel 2011 a seguito di conflitti mai risolti durante la precedente guerra civile sudanese del 1983-2005. Il Sudan è attualmente governato da un governo militare-civile, con elezioni possibili alla fine del 2022. L’accordo, secondo una bozza diffusa dall’Associated Press, garantirebbe l’autonomia alle province meridionali del Nilo Blu, del Kordofan meridionale e del Kordofan occidentale. Le forze ribelli sarebbero integrate nelle forze armate del Sudan.

Secondo l’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri Josep Borrell, l’accordo “rappresenta un’importante pietra miliare per l’attuale transizione democratica ed economica del Sudan” e ha invitato anche i due gruppi che non hanno firmato l’accordo a “unirsi agli sforzi di pace a beneficio delle comunità locali che meritano di beneficiare dei cambiamenti in corso in Sudan”, ha detto attraverso un comunicato ufficiale.

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