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Home » Esteri

Pakistan, stupra una donna e viene condannato. Poi accetta di sposarla e viene scagionato

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Un tribunale in Pakistan ha liberato un uomo condannato all’ergastolo per stupro dopo che questo ha concordato con la Corte che avrebbe sposato la sua vittima.

Daulat Khan, 23 anni, era stato riconosciuto colpevole a maggio di aver abusato di una donna sorda nel 2020 nel distretto nord-orientale di Swat, nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa.

Da quella violenza è nato anche un bambino. Lunedì, l’Alta corte di Peshawar ha scagionato il giovane dopo che i due si erano sposati legalmente all’inizio di dicembre come conseguenza di un accordo extragiudiziale stipulato da una “jirga” locale, un consiglio di uomini anziani che agisce in base alle leggi della Sharia, la “legge islamica” che interpreta i testi sacri e le tradizioni della fede musulmana.

La Commissione per i diritti umani del Pakistan (HRCP) ha definito il verdetto del tribunale di Peshawar una “grave violazione della legge” e un “errore giudiziario”. Secondo gli attivisti per i diritti umani la sentenza rischia di normalizzare la violenza sessuale nel Paese.

Nel 2021 più di 5.200 donne pakistane hanno denunciato di essere state stuprate, secondo un rapporto dell’HRCP, ma si pensa che il numero sia molto più alto. Inoltre, in Pakistan la questione è aggravata dalla corruzione nei tribunali e all’interno della polizia.

Secondo Legal Aid Society, un’organizzazione non governativa che fornisce assistenza legale a persone in difficoltà, circa il 60% delle vittime di stupro nel Paese ritira le proprie istanze, principalmente a causa della mancanza di potere nell’affrontare il sistema giudiziario fortemente imperfetto.

L’attivista pakistana per i diritti umani Tahira Abdullah ha espresso la sua indignazione: “Le leggi pakistane devono essere modificate per trasformare lo stupro da un crimine privato contro una persona a un crimine contro lo Stato, per cui lo Stato dovrebbe diventare il “wali” (protettore) della vittima e dovrebbe perseguire il caso”.

Nel dicembre 2020, il Pakistan ha rafforzato le sue leggi sullo stupro creando tribunali speciali per giudicare i casi entro quattro mesi e fornire esami medici alle donne entro sei ore dalla presentazione della denuncia.

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