Strage di Crans-Montana, chi sono le sei vittime italiane
Sono sei le giovani vite di ragazzi italiani distrutte nella strage di Capodanno nel locale svizzero “Le Constellation” a Crans-Montana. Oggi un volo di Stato riporterà in Italia le loro salme. Si tratta del 16enne bolognese Giovanni Tamburi, il 16enne milanese Achille Barosi, il quasi 17enne genovese Emanuele Galeppini, la 16enne milanese Chiara Costanzo, la 15enne italosvizzera Sofia Prosperi e il 16enne romano Riccardo Minghetti.
Emanuele Galeppini, originario di Rapallo (Genova) ma residente a Dubai, era un promettente golfista e grande tifoso del Genoa. Nato il 21 gennaio 2009, aveva quasi 17 anni. Si trovava al “Le Constellation” per festeggiare il Capodanno con gli amici quando è avvenuta la tragedia. I genitori lo hanno cercato girando diversi ospedali, sperando di trovarlo vivo. Purtroppo non c’è stato nulla da fare.
Giovanni Tamburi, 16 anni, di Bologna, era in Svizzera con il padre in occasione del Capodanno. Per festeggiare il nuovo anno, si era recato al “Le Constellation” insieme ad alcuni amici. “Aiutatemi a ritrovare mio figlio”, l’appello diffuso dalla madre. Tamburi aveva anche il cellulare scarico. Dopo la tragedia, un amico del 16enne ha raccontato che, mentre stava scappando dal bar, a un certo punto l’aveva perso di vista. Anche nel suo caso l’esame del Dna ha spento ogni speranza.
Achille Barosi, 16enne milanese, è stato visto per l’ultima volta intorno all’1:30 di quella notte. Come spiegato dal cugino, che aveva diffuso un appello per il suo ritrovamento dando anche una descrizione fisica, Achille era rientrato nel locale “Le Constellation” per prendere giacca e telefono. Achille era amico di un’altra delle vittime italiane di Crans-Montana, Chiara Costanzo, 16enne milanese, studentessa modello. Era anche una ginnasta e una sciatrice. Dopo l’incendio, il padre era corso al “Le Constellation” per cercarla: “Sono entrato e ho visto molto fumo. Cercavo gli occhi di mia figlia tra la folla, non li ho visti”. Già prima dell’ufficialità, per il padre la speranza era svanita presto: “Ci hanno detto ufficialmente che gli ospedalizzati non identificati sono tre, di sesso maschile. Per esclusione, mia figlia è in un altro elenco, quello delle vittime”.
E ancora Sofia Prosperi, italosvizzera, aveva 15 anni. Nata nel marzo del 2010 a Paradiso sul lago di Lugano, nel Canton Ticino, era figlia di una famiglia di italiani che si era trasferita in Svizzera per lavoro. Prosperi frequentava l’International School di Fino Mornasco, in provincia di Como. Alcuni amici l’hanno riconosciuta in un video girato poco prima della tragedia: era seduta a un tavolo del locale “Le Constellation” vicino al punto in cui è scoppiato l’incendio. Infine Riccardo Minghetti, 16enne romano, era a Crans-Montana con la famiglia per le vacanze invernali. Cresciuto tra l’Eur e la Svizzera, dove la famiglia ha una casa, era al locale “Le Constellation” con alcuni amici: loro si sono salvati, seppur con ustioni, mentre lui ha perso la vita. Ragazzo sportivo, amante del nuoto e del tennis, prendeva lezioni di sci.