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Home » Esteri

I socialdemocratici tedeschi votano a favore del governo di coalizione con Angela Merkel

Immagine di copertina
Angela Merkel e Martin Schulz. Credit: John MACDOUGALL/AFP

Il congresso dei socialdemocratici tedeschi dell’Spd riunito a Bonn ha votato a favore del governo di coalizione con l’Unione cristiano democratica di Angela Merkel.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

362 delegati del partito hanno votato a favore della mozione sostenuta dal leader Martin Schulz, mentre i contrari sono stati 279.

“Dobbiamo essere nani oggi per essere di nuovo giganti domani”, aveva detto il leader dei giovani dei socialdemocratici dello Juso, Kevin Kuhnert, contrario alla Grosse Koalition.

La decisione è stata accolta con favore dai vertici europei.

La Germania era in stallo politico da oltre tre mesi, nei quali la rieletta cancelliera Merkel sembrava non riuscire a trovare alleati di governo.

Fallito il tentativo della coalizione “Giamaica” con la FPD, i liberali di Christian Lindner, sembrava che i tedeschi dovessero tornare alle urne, dato che Angela Merkel aveva dichiarato di preferire nuove elezioni alla creazione di un governo di minoranza, ma il presidente della Repubblica federale tedesca ha insistito affinché le trattative proseguissero.

All’indomani delle elezioni, una nuova Grosse Koalition sembrava impossibile: i due primi partiti di Germania si sono affrontati in una campagna elettorale serratissima, schierandosi in posizioni opposte su quasi ogni tema.

Nella notte tra l’11 e il 12 gennaio 2018 i leader dell’SPD e la CDU erano riusciti a limare gli spigoli e trovare un terreno comune da cui partire per i prossimi quattro anni di governo del paese.

Ecco i punti centrali delle ventotto pagine di accordo:

  • Limiti agli ingressi dei migranti: massimo 220mila ingressi all’anno e 1.000 ricongiungimenti familiari al mese
  • Nessun aumento dell’aliquota massima di imposta
  • Riforma dell’assicurazione sanitaria: contributi divisi in modo uguale tra datore di lavoro e lavoratori
  • Pensioni stabili, nessun cambiamento fino al 2025
  • Riduzione del glifosfato
  • Rafforzamento Unione europea ed Eurozona

Mancava solo la votazione dei delegati di partito, che è arrivata oggi, 21 gennaio 2018.

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