Siria, i ribelli annunciano un cessate il fuoco in Ghouta est

L'accordo, mediato dalle Nazioni Unite, dovrebbe favorire i negoziati con la Russia, alleata del governo di Assad

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 23 Mar. 2018 alle 09:23 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 17:41
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Credit: Afp

Uno dei restanti gruppi ribelli siriani, Faylaq al-Rahman, ha annunciato nella serata del 22 marzo 2018 di aver concordato un cessate il fuoco nell’enclave del Ghouta orientale, alla periferia est di Damasco. La tregua è entrata in vigore alle 22.00 ora locale del 22 marzo 2018.

Il gruppo ha sottolineato che la mossa potrebbe favorire i negoziati con la Russia, alleata del governo siriano guidato dal presidente Bashar al-Assad. Secondo il portavoce del gruppo, Wael Olwane, tramite la mediazione le Nazioni Unite, “è stato trovato un accordo per un cessate il fuoco”.

La tregua dovrebbe consentire lo svolgimento di “una sessione negoziale finale” tra una delegazione locale e la Russia, “per trovare una soluzione agli scontri, garantire la sicurezza dei civili e la fine delle loro sofferenze e garantire la cessazione di questa guerra e questi bombardamenti”.

La notizia non è stata commentata da parte dei militari russi, del governo siriano o delle Nazioni Unite.

La Ghouta orientale dal 18 febbraio 2018 è bersaglio della potente offensiva delle forze fedeli ad Assad, che hanno ucciso finora quasi 1.500 civili, tra cui oltre 300 bambini.

Il regime siriano controlla ormai l’80 per cento della Ghouta.

Il 22 marzo 2018 i primi ribelli siriani sconfitti e le loro famiglie hanno iniziato a lasciare il 22 marzo 2018 l’enclave, nell’ambito di un accordo raggiunto tra gli insorti e il governo di Damasco.
Circa 1.500 combattenti della fazione di Ahrar al-Sham, oltre 6mila civili si sono trasferiti dal sobborgo di Harasta alla provincia settentrionale di Idlib, controllata dai ribelli.

La scorsa settimana il governo siriano e la Russia, suo alleato, da una parte, e gli insorti, dall’altra, hanno concordato grazie alla mediazione delle Nazioni Unite di consentire una massiccia evacuazione di civili dall’enclave.

In pochi giorni oltre 70mila persone sono fuggite dai territori ancora controllati dai ribelli.

Secondo il ministero russo della Difesa, le proporzioni dell’evacuazione sono maggiori: solo ieri, 19 marzo 2018, Mosca ha calcolato oltre 80mila persone che hanno lasciato la zona sotto assedio.

Quattromila civili sono fuggiti soltanto dalla sacca di resistenza a sud della Ghouta orientale, controllata dal gruppo armato Faylaq al-Rahman.

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