Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 17:45
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Siria, due attentati in poche ore: decine di morti e feriti

Immagine di copertina
Credit: Hisam el Homsi / ANADOLU AGENCY

Due autobombe esplose in poche ore hanno provocato decine di morti e feriti, oggi, giovedì 11 luglio, nel nord della Siria. Il primo attentato è avvenuto nei pressi di un checkpoint ad Afrin, città nord-occidentale controllata dall’esercito della Turchia. Il secondo ha colpito invece vicino a una chiesa a Qamishli, villaggio nord-orientale sotto il controllo delle forze curde dell’Ypg.

Entrambi gli attentati sono stati denunciati dall’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria [qui tutte le notizia sulla Siria].

Ad Afrin il bilancio sarebbe di almeno 13 morti, di cui 8 civili, e 35 feriti. Un camion-bomba carico di benzina è esploso a un checkpoint all’ingresso della città. L’attacco non è stato rivendicato, ma i media turchi puntano il dito contro i curdi dell’Ypg (Unità di protezione popolare) a cui l’esercito di Ankara ha strappato il controllo dell’area lo scorso anno con l’operazione militare ribattezzata ‘Ramoscello d’ulivo’. In seguito all’esplosione nella zona è divampato un vasto incendio.

A Qamishli il numero delle vittime è ancora imprecisato, mentre ci sono almeno 7 feriti accertati. Secondo fonti locali, un’autobomba piazzata vicino alla chiesa della Vergine Maria è improvvisamente esplosa. La città, al confine tra Turchia e Iraq, è al centro di tensioni tra la comunità curdo-siriana e le forze governative siriane, che controllano l’aeroporto e un perimetro di sicurezza nel centro cittadino. Per il momento non ci sono rivendicazioni dell’attentato.

Esclusivo TPI: la Siria brucia ma nessuno ne parla più. Case e campi in fiamme nel Rojava

Intanto, secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, nel campo profughi di al Hol, nell’est del Paese, nelle ultime settimane circa 50 minori, molti dei quali bambini e neonati, sono morti per stenti e mancanza di cure mediche. Tra le vittime ci sarebbero figli di jihadisti morti o catturati di origine europea. Il campo, vicino al confine iracheno, ospita più di 70mila persone per lo più provenienti da zone in passato controllate dall’Isis. Secondo le fonti, i nuovi 50 decessi portano a 358 il numero di minori morti dal dicembre scorso all’8 luglio.

A che punto è la guerra in Siria dopo la sconfitta dello Stato islamico

Ti potrebbe interessare
Esteri / Mamdani ottiene 130 milioni di dollari di risarcimento per i rider sottopagati
Esteri / Melania Trump: “Sotto il comunismo ho avuto un’infanzia bellissima”
Esteri / Trump accoglie Xi tra battute, panda e patron di Big Tech. Ma la sfida tra Usa e Cina è su IA, dazi e Taiwan
Ti potrebbe interessare
Esteri / Mamdani ottiene 130 milioni di dollari di risarcimento per i rider sottopagati
Esteri / Melania Trump: “Sotto il comunismo ho avuto un’infanzia bellissima”
Esteri / Trump accoglie Xi tra battute, panda e patron di Big Tech. Ma la sfida tra Usa e Cina è su IA, dazi e Taiwan
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / El Mundo: “La Russia si prepara ad attaccare con droni Italia, Francia o Spagna”. Crosetto: “L’allarme non trova conferma”
Esteri / Xi Jinping va a Washington, Trump lo accoglie con il tappeto rosso: tregua tra Usa e Cina sui dazi fino a gennaio
Esteri / Pezeshkian mostra all'Onu le foto dei bambini iraniani uccisi dai raid di Usa. La delegazione Usa lascia l'aula
Esteri / “Il mondo è impreparato a una nuova pandemia”: l’allarme della rivista “The Lancet”
Esteri / Gaza: il Board of Peace di Donald Trump presenta un piano da 2,45 miliardi per la ripresa nella Striscia
Esteri / Così l'accordo tra Usa, Danimarca e Groenlandia assicura la presenza militare e l'adesione dell'isola alla Nato “per sempre”