Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 20:14
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

La Turchia a un anno dal fallito golpe

Immagine di copertina
Credit: Reuters

La notte tra il 15 e il 16 luglio 2016 una parte dell'esercito turco ha provato a deporre il presidente Recep Tayyip Erdogan senza riuscire nel suo intento. Ecco cosa è successo da allora:

A un anno dal fallito golpe in Turchia, sabato 15 luglio 2017, nel paese si attendono una serie di manifestazioni.

Il giorno è stato dichiarato festa nazionale e il presidente Recep Tayyip Erdogan si rivolgerà al parlamento nell’ora esatta in cui questo è stato bombardato. Erdogan parteciperà inoltre a una manifestazione a Istanbul sul ponte sul Bosforo in cui la folla ha affrontato i soldati.

 

La notte tra il  il 15 e il 16 luglio una parte dell’esercito turco provò a deporre il presidente, fallendo nel tentativo. I militari tentarono un colpo di stato occupando le televisioni, bloccando le principali città e imponendo il coprifuoco.

– LEGGI ANCHE: La cronostoria della notte del tentato golpe in Turchia

Negli scontri del fallito golpe morirono almeno 260 persone e oltre 2mila furono ferite. Dopo una notte di caos il presidente Erdogan dichiarò fallito il colpo di stato e annunciò che il governo legittimo aveva il pieno controllo della situazione.

Le autorità hanno accusato del fallito golpe un movimento legato al leader musulmano Fethullah Gulen, che si trova negli Stati Uniti e nega ogni responsabilità.

Nel corso dell’anno il governo ha messo in atto una dura repressione, licenziando oltre 150mila impiegati dalle istituzioni statali e arrestando oltre 50mila persone accusate di sostenere Gulen.

– LEGGI ANCHE: Continua l’ondata di repressione in Turchia

Secondo i suoi oppositori, però, Erdogan sta usando la purga per reprimere il dissenso. La scorsa settimana centinaia di migliaia di persone hanno compiuto una marcia da Ankara a Istanbul per protestare contro il governo.

L’organizzatore della marcia, Kemal Kilicdaroglu, condanna il colpo di stato ma sostiene che la repressione di Erdogan costituisce un secondo golpe.

Il presidente Erdogan ha accusato i manifestanti di supportare il terrorismo.

– LEGGI ANCHE: Noi, accademici di Ankara cacciati da Erdogan, continueremo a insegnare nei parchi

– LEGGI ANCHE: La storia dei cinque colpi di stato in Turchia

 

Ti potrebbe interessare
Esteri / Mamdani ottiene 130 milioni di dollari di risarcimento per i rider sottopagati
Esteri / Melania Trump: “Sotto il comunismo ho avuto un’infanzia bellissima”
Esteri / Trump accoglie Xi tra battute, panda e patron di Big Tech. Ma la sfida tra Usa e Cina è su IA, dazi e Taiwan
Ti potrebbe interessare
Esteri / Mamdani ottiene 130 milioni di dollari di risarcimento per i rider sottopagati
Esteri / Melania Trump: “Sotto il comunismo ho avuto un’infanzia bellissima”
Esteri / Trump accoglie Xi tra battute, panda e patron di Big Tech. Ma la sfida tra Usa e Cina è su IA, dazi e Taiwan
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / El Mundo: “La Russia si prepara ad attaccare con droni Italia, Francia o Spagna”. Crosetto: “L’allarme non trova conferma”
Esteri / Xi Jinping va a Washington, Trump lo accoglie con il tappeto rosso: tregua tra Usa e Cina sui dazi fino a gennaio
Esteri / Pezeshkian mostra all'Onu le foto dei bambini iraniani uccisi dai raid di Usa. La delegazione Usa lascia l'aula
Esteri / “Il mondo è impreparato a una nuova pandemia”: l’allarme della rivista “The Lancet”
Esteri / Gaza: il Board of Peace di Donald Trump presenta un piano da 2,45 miliardi per la ripresa nella Striscia
Esteri / Così l'accordo tra Usa, Danimarca e Groenlandia assicura la presenza militare e l'adesione dell'isola alla Nato “per sempre”