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Operazione antiterrorismo

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Il governo di Kiev lancia un'operazione contro i gruppi estremisti, mentre il bilancio delle vittime delle proteste sale a 26

A Kiev un licenziamento inaspettato e una nuova strategia del governo potrebbero cambiare le carte in tavola. Il presidente Viktor Yanukovich ha deciso di dare una sterzata alla situazione delle proteste che ormai da tre mesi sconvolgono l’Ucraina licenziando il capo delle forze armate, il colonnello generale Volodymyr Zamana, e nominando al suo posto il comandante della marina ucraina, l’ammiraglio Yuriy Ilyin.

La notizia della sostituzione è arrivata poco dopo l’annuncio che il governo metterà in atto un’operazione antiterrorismo contro la “minaccia estremista” che si celerebbe dietro le proteste. Il capo del servizio di sicurezza ucraino, Oleksander Yakimenko, ha infatti accusato i manifestanti di aver saccheggiato 1.500 armi e 100 mila munizioni dagli uffici governativi di tutto il paese.

“I gruppi radicali ed estremisti sono ormai una vera e propria minaccia per milioni di ucraini”, ha detto Yakimenko quando ha annunciato la decisione presa dal governo. L’operazione potrebbe coinvolgere lo schieramento dell’esercito, finora mai intervenuto per sedare le manifestazioni. Il leader dell’opposizione Arseniy Yatsenyuk ha però negato che i manifestanti abbiano attaccato la polizia, e ha confermato che i manifestanti sono determinati a portare avanti una protesta pacifica.

A Kiev migliaia di manifestanti hanno bloccato piazza Indipendenza dalla fine dello scorso novembre, quando il presidente ucraino Viktor Yanukovich ha ritirato la decisione di firmare un accordo commerciale con l’Unione europea e ha invece accettato gli aiuti economici offerti dalla Russia. Martedì scorso le proteste hanno raggiunto un nuovo livello di violenza quando la polizia è intervenuta con proiettili di gomma e granate stordenti per cercare di riprendere il controllo della piazza ma i manifestanti, armati di bombe molotov e pietre, hanno cercato di difendere il loro accampamento. Il bilancio delle vittime è stato di 26 morti – tra cui 10 poliziotti e una giornalista – mentre secondo i dati rilasciati dal ministero della salute ucraino, almeno 241 persone sono state portate in ospedale.

Le reazioni dall’estero non si sono fatte attendere. Mentre l’Unione Europea considera l’ipotesi di sanzioni mirate contro l’Ucraina, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ha detto che la violenza “proveniente da qualsiasi fronte è assolutamente inaccettabile” e ha esortato le autorità a “desistere dall’uso eccessivo della forza”. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha avvertito ci saranno conseguenze per chiunque “oltrepassi la linea” in Ucraina – inclusi i militari che intervengano in una situazione che i civili dovrebbero risolvere. La Russia, intanto, ha definito la violenza un “tentativo di golpe” da parte degli estremisti che sarebbero stati istigati dai paesi occidentali.

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