“Baci e palpatine mentre la nonna dormiva”, abusi sessuali dal nonno pedofilo da quando aveva 13 anni

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 26 Mar. 2019 alle 07:54 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 00:26
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Immagine di copertina

Jade Edwards oggi ha 23 anni, è mamma e vive a Liverpool. Jade ha avuto un passato molto difficile, da quando aveva 13 anni è stata abusata sessualmente dal nonno paterno Joseph, 69 anni.

La ragazza è riuscita a liberarsi del nonno dopo 7 anni pubblicando su Facebook i messaggi che lui le inviava in privato. In questo modo è riuscita a sbarazzarsi di lui, l’uomo è stato infatti dichiarato colpevole nell’ottobre del 2018 e condannato a scontare a 15 mesi di carcere ma Jade Edwards è stata disconosciuta dalla famiglia.

“Mi diceva che mi voleva più di ogni altra cosa, che era dispiaciuto ma che mi amava così tanto da non riuscire a fermarsi”, ha confessato la ragazza.

La famiglia di Jade Edwards non le crede, e l’ha allontanata. Il nonno pedofilo abusava di lei nella loro casa a Liverpool mentre la nonna dormiva al piano superiore.

Dopo 7 anni, la ragazza ha incastrato l’uomo pubblicando su Facebook gli screen shoot dei messaggi che lui le mandava in privato.

“Consideravo mio nonno il mio migliore amico – ha dichiarato Jade Edwards alla stampa locale -. Crescendo ero sempre con lui, perché mi faceva sentire speciale, ma poi quelle attenzioni che lui aveva per me si sono trasformate in altro”.

Nel 2009 si è verificato il primo abuso, la ragazza, ancora bambina, era sul divano a guardare la tv quando il nonno ha tentato di palparle il sedere. “Mi disse che la nonna era al piano di sopra, che stava dormendo e che finalmente eravamo rimasti da soli. Ero confusa, non riuscivo a capire bene cose stesse succedendo, avevo 13 anni”.

Di nuovo dopo nove mesi il nonno pedofilo ha abusato della nipote. Dopo una gita in spiaggia a Southport in un parcheggio isolato il nonno spense il motore dell’auto e si avventò su di lei. “Ha cominciato a baciarmi e a toccarmi, mentre io piangevo e non sapevo cosa fare. Ero umiliata e spaventata”.

“Mi diceva che era innamorato di me ma poi quando ho compiuto 16 anni ho capito che ne avevo abbastanza”. “Gli ho chiesto perché mi avesse fatto tutto questo. Lui rispose che mi voleva più di ogni altra cosa, che era dispiaciuto ma che mi amava così tanto da non riuscire a fermarsi. Feci leggere le conversazioni ai miei genitori, che però non mi hanno mai creduto e così non ne ho più parlato con nessuno”.

Nel novembre del 2016 lo ha denunciato: “Ho conservato quei messaggi, li ho portati alle forze dell’ordine e poi li ho resi pubblici su Facebook”.

“Ora sto cercando di andare avanti con la mia vita, lo devo ai miei due bambini. Forse ho perso per sempre la mia famiglia, ma ciò che conta è che abbia trovato il coraggio di parlare e abbia avuto finalmente giustizia per tutto quello che ho subito”.

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