Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

La protesta dei fast food

Immagine di copertina

In America i dipendenti dei fast-food chiedono salari più alti. Ma potrebbero essere sostituiti da automi

«Non possiamo sopravvivere con 7,25 dollari all’ora».

Questo è il messaggio lanciato da 500 persone tra lavoratori, attivisti, leader religiosi e politici locali che si sono riuniti all’esterno del McDonald’s della Fifth Avenue a New York.

La folla di lavoratori si è radunata nel centro di Manhattan per chiedere salari più alti e per avere la possibilità di iscriversi a un sindacato. I dipendenti dei fast-food reclamano a gran voce che qualcuno li ascolti e sono pronti a dar vita a un’escalation di manifestazioni in 50 città e in mille negozi in tutto il paese.

Da New York a Los Angeles, fino a Chicago. I lavoratori statunitensi fanno sul serio: «Vogliamo un cambiamento – ha dichiarato una manifestante al “Los Angeles Times”– questo è il nostro quarto sciopero a New York e adesso puntiamo ad altre cinquanta città».

I manifestanti chiedono ai ristoranti fast-food come McDonald’s, Burger King e Wendy, di aumentare il salario minimo a 15 dollari l’ora. Adesso la retribuzione media nell’area di New York è di 8,25 dollari l’ora, mentre 7,25 è il salario minimo. Le loro proteste sono sostenute dal sindacato americano Service Employees International Union, da diverse chiese e da altre organizzazioni.

Le proteste, che hanno avuto inizio nel novembre del 2012, sono particolari perché non si dirigono verso una singola impresa o multinazionale, ma l’intera industria del fast-food, e il suo modello di business, indipendentemente dalle etichette.

Nel frattempo il Wall Street Journal ha pubblicato uno spot a pagina piena che spiega come i ristoranti potrebbero ridurre i costi utilizzando dei robot per fare delle frittelle al posto degli attuali dipendenti: «Perché i robot potrebbero presto sostituire i lavoratori dei fast-food chiedendo un salario decisamente minore», recita l’annuncio. Quello che si chiama gettare acqua sul fuoco.

Ti potrebbe interessare
Esteri / La decisione shock della Serbia: il boia di Srebrenica Mladić avrà funerali con onori militari e di Stato
Esteri / Trump cambia il nome del lago Ontario in lago America: "Ora ci manca solo un oceano"
Esteri / Usa sanzionano il collettivo italiano Autistici/Inventati. Il gruppo: “L’antifascismo non è terrorismo”
Ti potrebbe interessare
Esteri / La decisione shock della Serbia: il boia di Srebrenica Mladić avrà funerali con onori militari e di Stato
Esteri / Trump cambia il nome del lago Ontario in lago America: "Ora ci manca solo un oceano"
Esteri / Usa sanzionano il collettivo italiano Autistici/Inventati. Il gruppo: “L’antifascismo non è terrorismo”
Esteri / È morto Harald V, re di Norvegia: aveva 89 anni
Esteri / Trump rassicura l’Europa: “Putin non attaccherà territori della Nato”. Ma la guerra in Ucraina continua
Esteri / Disastro al confine tra Nepal e Tibet: almeno 475 morti e 1.500 dispersi a causa di violente inondazioni
Esteri / Il premier del Qatar in visita a Teheran: anche Doha prova riaprire il dialogo tra Iran e Stati Uniti
Esteri / Il volo Skiathos-Napoli è troppo pieno, i bagagli restano a terra. Il comandante: "Decido io"
Esteri / Spagna, il Governo Sánchez vara la stretta su immigrazione e diritto d’asilo
Esteri / Zelensky ha conferito a Elon Musk la massima onorificenza dell'Ucraina