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Home » Esteri

Il primo ministro dell’Iraq ha annunciato la fine della guerra contro l’Isis

Immagine di copertina
Credit: Afp/Noe Falk Nielsen/NurPhoto

Lo scorso 17 novembre l'esercito aveva liberato Rawa, l'ultima città ancora controllata dai militanti del sedicente Stato Islamico in Iraq

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Baghdad sabato 9 dicembre, il primo ministro iracheno Haider al-Abadi ha annunciato la fine della guerra contro il sedicente Stato Islamico in Iraq.

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La notizia, riferita dalla tv Sky News Arabia, è stata confermata dalla BBC.

Le truppe irachene sono riuscite a ristabilire il controllo delle regioni al confine con la Siria, dove ancora si trovavano alcune roccaforti dei miliziani dell’Isis.

“Le nostre forze militari hanno il controllo totale del confine tra Siria e Iraq. Per questo motivo annuncio la fine della guerra contro Daesh”, ha detto al-Abadi.

“I nostri nemici volevano distruggere la nostra civiltà, ma alla fine siamo riusciti a prevalere grazie alla nostra unità e determinazione. La vittoria è arrivata in poco tempo”, ha aggiunto il primo ministro iracheno.

Lo scorso 17 novembre le forze di sicurezza avevano liberato Rawa, l’ultima città irachena occupata dai jihadisti.

Il sedicente Stato Islamico si trovava nel paese dal 2014 quando proclamò, in alcune regioni di Iraq e Siria, un califfato sotto il cui potere hanno vissuto più di dieci milioni di persone.

Negli ultimi due anni l’Isis ha subito una serie di dure sconfitte che hanno portato a una progressiva perdita di terreno.

I due centri più importanti sotto il controllo dei miliziani fedeli ad Abu Bakr al-Baghdadi, Mosul in Iraq e Raqqa in Siria, sono stati liberati rispettivamente nel luglio e nell’ottobre di quest’anno.

Secondo fonti non confermate, alcuni combattenti dell’Isis si sarebbero dati alla macchia nelle aree rurali della Siria, mentre altri ancora sarebbero riusciti a superare il confine con la Turchia.

Nonostante la vittoria, il primo ministro al-Abadi dovrà adesso impegnarsi in una difficile lotta contro il terrorismo e l’ideologia jihadista, ancora molto forti e radicati nel paese.

Pochi giorni fa Serghei Rudskoi, responsabile delle operazioni principali dello stato maggiore russo, aveva annunciato la fine delle operazioni militari di Mosca contro l’Isis in Siria.

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