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L’Iran conferma l’uccisione dell’ayatollah Khamenei e minaccia: “Risponderemo con l’offensiva più feroce della storia”. Trump: “Farebbero meglio a desistere”. Nuovi attacchi a Teheran, Dubai, Abu Dhabi, in Bahrein e in Iraq

Immagine di copertina
Manifestazione organizzata l’11 febbraio 2026 a Teheran per celebrare il 47esimo anniversario della Rivoluzione islamica in Iran. Nella foto i manifestanti in piedi su una bandiera statunitense mentre tengono in mano un ritratto della Guida Suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei. Credit: ZUMAPRESS.com / AGF

Diretta live della guerra di Usa e Israele contro l’Iran oggi, domenica 1 marzo

Alle prime ore di ieri, sabato 28 febbraio 2026, Israele e Stati Uniti hanno lanciato congiuntamente un attacco preventivo contro l’Iran, scatenando una nuova guerra in Medio Oriente. Lo Stato ebraico ha denominato l’operazione “Ruggito del Leone”, mentre gli Usa l’hanno chiamata “Epic Fury”. Un pioggia di missili, bombe e droni israeliani e statunitensi si è abbattuta su almeno 24 delle 31 province della Repubblica islamica: provocando oltre 200 morti e quasi 750 feriti. Tra le vittime figura anche la Guida Suprema della Rivoluzione, l’ayatollah Ali Khamenei, la cui morte, annunciata prima dal premier israeliano Benjamin Netanyahu e poi dal presidente Usa Donald Trump, è stata confermata nella notte dalla tv di stato iraniana, che ha annunciato 40 giorni di lutto pubblico. Con la sua scomparsa, ha esultato il figlio del defunto Scià Reza Pahlavi, la Repubblica islamica dell’Iran torna “nella pattumiera della storia”. Intanto Trump e Netanyahu hanno esortato il popolo iraniano a ribellarsi al regime di Teheran. La rappresaglia dell’Iran è scattata immediatamente: con missili e droni lanciati contro le basi statunitensi in Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Kuwait. Sirene d’allarme hanno risuonato anche in Israele, dove una donna è rimasta uccisa negli attacchi iraniani. Un’altra vittima e sette feriti si sono registrati anche all’aeroporto di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, dove sono stati colpiti anche il porto e l’hotel Burj Al Arab a Dubai. Preso di mira anche l’aeroporto internazionale di Manama, in Bahrein. Di seguito le ultime notizie di oggi, domenica 1 marzo 2026, sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran.

 

 

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DIRETTA

Ore 9,35 – Iran: Israele lancia nuovi attacchi aerei a Teheran – Le forze armate di Israele (Idf) hanno lanciato nuovi attacchi aerei contro obiettivi militari nella capitale dell’Iran, Teheran. “L’Aeronautica Militare, sotto la direzione della Direzione dell’Intelligence, ha ora lanciato una vasta ondata di attacchi contro obiettivi del regime terroristico iraniano nel cuore di Teheran”, si legge in una nota diramata oggi sui social dall’Idf. “Nelle ultime 24 ore, l’Aeronautica Militare ha condotto attacchi su vasta scala per stabilire la superiorità aerea e aprirsi la strada verso Teheran”.

Ore 9,30 – Pakistan: sale a 8 morti e 20 feriti il bilancio delle proteste anti-Usa a Karachi – È salito ad almeno 8 morti e 20 feriti il bilancio delle vittime delle proteste andate in scena oggi a Karachi, in Pakistan, dove centinaia di persone hanno tentato di assaltare il consolato degli Stati Uniti dopo la notizia della morte dell’ayatollah Ali Khamenei nella guerra in corso da ieri tra Usa e Israele contro l’Iran. La notizia è stata confermata dal servizio di soccorso pakistano Edhi e confermata al portale locale Dawn dalla polizia locale. “Abbiamo trasportato almeno otto cadaveri negli ospedali civili di Karachi, mentre altri 20 sono rimasti feriti al consolato”, ha affermato Muhammad Amin, portavoce del servizio di soccorso della Edhi Foundation, aggiungendo che la maggior parte delle vittime presentava ferite da arma da fuoco. Non sono state divulgate ulteriori informazioni in merito ma le autorità erano intervenute per disperdere la folla intorno alla rappresentanza diplomatica statunitense.

Ore 9,25 – Aiea: domani riunione straordinaria a Vienna sull’Iran – L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) terrà domani a Vienna, in Austria, una riunione straordinaria su richiesta della Russia a seguito degli attacchi militari degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. Questa sessione speciale del Consiglio dei governatori dell’agenzia, si legge in una nota diramata nella notte dall’ente Onu, affronterà “questioni relative agli attacchi militari degli Stati Uniti e di Israele contro il territorio della Repubblica islamica dell’Iran”.

Ore 9,15 – Oman: attacco con droni al porto di Duqm, un ferito – Almeno una persona è rimasta ferita in un attacco con droni condotto oggi contro il porto di Duqm, in Oman. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale omanita, citando una fonte delle forze di sicurezza locali, secondo cui l’attacco contro lo scalo commerciale è stato condotto con almeno due droni. Uno di questi ha colpito l’alloggio di un lavoratore straniero mentre i detriti dell’altro sono caduti vicino ad alcuni serbatoi di carburante, senza però causare danni materiali. Da parte sua, il governo dell’emirato ha condannato tali attacchi e “sta adottando tutte le misure necessarie per affrontare qualsiasi minaccia alla sicurezza del Paese e dei suoi residenti”.

Ore 9,00 – Pakistan: centinaia di manifestanti provano ad assaltare il consolato Usa di Karachi, 6 morti – Almeno 6 persone sono state uccise e diverse altre sono rimaste ferite oggi a Karachi, in Pakistan, dove centinaia di manifestanti hanno tentato di assaltare il consolato degli Stati Uniti dopo la notizia della morte dell’ayatollah Ali Khamenei nella guerra in corso da ieri tra Usa e Israele contro l’Iran. La notizia è stata confermata dal servizio di soccorso pakistano Edhi e confermata al portale locale Dawn dalla polizia locale, secondo cui i corpi delle vittime sono stati trasferiti al Civil Hospital Karachi. Non sono state divulgate ulteriori informazioni in merito ma le autorità erano intervenute per disperdere la folla intorno alla rappresentanza diplomatica statunitense.

Ore 8,45 – Emirati Arabi Uniti: lanciati 137 missili e 209 droni dall’Iran. Il ministro Crosetto bloccato ancora con la famiglia a Dubai – L’Iran ha lanciato 137 missili e 209 droni contro gli Emirati Arabi Uniti, dove a Dubai resta bloccato con la famiglia anche il nostro ministro della Difesa, Guido Crosetto. In una nota diramata questa mattina il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha fatto sapere che nella giornata di ieri l’Iran ha lanciato 137 missili e 209 droni contro il Paese, dove almeno una persona è rimasta uccisa e altre sette sono state ferite presso l’aeroporto di Abu Dhabi. Anche l’aeroporto di Dubai, il più trafficato al mondo per traffico internazionale, è stato colpito. Qui resta bloccato da ieri, insieme alla sua famiglia, anche il nostro ministro della Difesa, Guido Crosetto, partito il giorno prima da Roma con un volo civile per andare a riprendere i propri cari.

Ore 8,30 – Israele: nuova ondata di attacchi iraniani, nessun ferito – Una nuova ondata di attacchi missilistici lanciati dall’Iran ha investito questa mattina Israele, senza provocare né vittime né feriti. La notizia è stata confermata sui social dal servizio di soccorso israeliano Magen David Adom, che afferma di non aver ricevuto segnalazioni di feriti nell’ultima ondata di attacchi iraniani. In precedenza le forze armate di Israele (Idf) avevano attivato le sirene di allarme in diverse zone dello Stato ebraico a seguito del rilevamento dei missili lanciati dall’Iran. In un’altra nota la polizia israeliana ha fatto sapere di aver ricevuto segnalazioni di frammenti di missili e razzi intercettori caduti nell’area di Gerusalemme, mentre i vigili del fuoco e le squadre di soccorso stanno intervenendo per una fuga di gas causata dalla caduta di schegge in Cisgiordania. Intanto, il Comando del Fronte Interno dell’Idf ha annunciato che i civili nelle aree in cui erano state attivate le sirene possono lasciare i rifugi antiaerei, ma non devono allontanarsene.

Ore 8,15 – Qatar: intercettato un missile iraniano su Doha, nessun ferito – Un missile lanciato dall’Iran è stato intercettato dalle difese aeree a Doha, capitale del Qatar, dove le schegge del razzo hanno provocato un piccolo incendio senza però causare vittime né feriti. Le fiamme, secondo una nota diramata sui social dal ministero degli Interni dell’Emirato, hanno lambito la zona industriale di Doha dopo l’intercettazione di un missile iraniano sulla città. “Non sono stati segnalati feriti dopo l’incidente”, si legge nel comunicato del ministero.

Ore 8,00 – Iran: uccisi anche il ministro della Difesa Nasirzadeh e il capo di stato maggiore dell’esercito Mousavi – Il capo di stato maggiore dell’esercito iraniano Abdul Rahim Mousavi, e il ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh sono rimasti uccisi negli attacchi condotti ieri da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Lo riferisce oggi l’agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna, secondo cui anche altri comandanti delle forze armate sono morti nei raid ma “i loro nomi saranno annunciati in seguito”.

Ore 7,45 – Iraq: esplosione e fumo nei pressi dell’aeroporto di Erbil che ospita truppe Usa – Forti esplosioni sono state udite questa mattina nei pressi dell’aeroporto di Erbil, che ospita le truppe della coalizione anti-jihadista guidata dagli Stati Uniti nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. Lo riferisce un corrispondente in loco dell’agenzia di stampa francese Afp, secondo cui una colonna di denso fumo nero si è levata dall’area dell’aeroporto, dove ieri le forze della coalizione guidata dagli Stati Uniti hanno abbattuto diversi missili e droni carichi di esplosivo lanciati dall’Iran.

Ore 7,30 – Iran: Guardiani della Rivoluzione promettono “l’offensiva più feroce nella storia” contro Usa e Israele dopo l’uccisione di Khamenei. Trump: “Lasciate perdere o colpiremo ancora” –  L’ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema della Rivoluzione islamica in Iran da 36 anni, è rimasto ucciso ieri a seguito degli attacchi di Israele e degli Stati Uniti su Teheran, motivo per cui le Guardie Rivoluzionarie hanno già promesso “l’offensiva più feroce nella storia” contro lo Stato ebraico e gli Usa, una dichiarazione che ha scatenato la rabbia del presidente Usa Donald Trump: “Lasciate perdere o colpiremo ancora”. La televisione di Stato iraniana ha dato l’annuncio nella notte, senza menzionare esplicitamente gli attacchi né specificare le circostanze della morte dell’86enne, già rivendicata poche ore prima dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dal premier israeliano Benjamin Netanyahu,  annunciando però 40 giorni di lutto. “Con il martirio della Guida suprema, il suo cammino e la sua missione non andranno persi o dimenticati; al contrario, saranno perseguiti con maggiore vigore e zelo”, ha dichiarato un presentatore della tv di Stato iraniana. Nell’attacco però, secondo l’agenzia di stampa locale Fars,  sono stati uccisi anche la figlia, il genero e la nipote di Khamenei, oltre a una delle sue nuore. Le Guardie Rivoluzionarie hanno condannato in una nota “gli atti criminali e terroristici commessi dai governi malvagi degli Stati Uniti e del regime sionista (Israele, ndr)”, promettendo che “la mano vendicativa della nazione iraniana non la lascerà andare finché non avrà inflitto agli assassini dell’Imam della Ummah una punizione severa e decisiva di cui si pentiranno”. In un messaggio diramata alle prime ore di oggi su Telegram hanno poi annunciato che l’operazione offensiva sarebbe iniziata “da un momento all’altro”. Una dichiarazione che ha scatenato la rabbia del presidente Usa Donald Trump: “L’Iran ha appena dichiarato che oggi colpirà molto duramente, più duramente di quanto abbia mai fatto prima. È MEGLIO CHE NON LO FACCIANO, PERÒ, PERCHÉ SE LO FACESSERO, LI COLPIREMMO CON UNA FORZA MAI VISTA PRIMA!”. Tra le vittime eccellenti degli attacchi condotti ieri da Israele e Usa figurano anche il comandante delle Guardie Rivoluzionarie, Mohammad Pakpour, che aveva assunto il comando a giugno durante la cosiddetta “Guerra dei 12 giorni”; e di Ali Shamkhani, stretto consigliere di Khamenei e capo del Consiglio di difesa nazionale, entrambi sono stati definiti “martiri” dall’organo di propaganda della magistratura locale Mizan. Sul fronte istituzionale, come annunciato dal consigliere Mohammad Mokhber alla televisione di Stato, la transizione sarà affidata a un triumvirato composto dal presidente Massoud Pezeshkian, dal capo della magistratura Gholamhossein Mohseni Ejei e da un rappresentante del Consiglio dei guardiani.

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