Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 08:00
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Tensioni India-Pakistan: scontro a fuoco in Kashmir, cinque morti

Immagine di copertina
Credit: AFP

India Pakistan scontro a fuoco – Un militare, un civile e tre militanti sono stati uccisi in Kashmir nel corso di uno scontro a fuoco in un quartiere della città di Pulwama.

La sparatoria è avvenuta nel corsi di proteste anti-indiane. Polizia e soldati stavano perlustrando la zona in cerca di militanti, e la pattuglia è stata coinvolta nello scontro a fuoco.

Oltre alle vittime ci sono stati anche tre feriti, due militari e un civile.

Lo scontro si inserisce nell’escalation di tensioni tra India e Pakistan in corso da mesi.

Lo scorso febbraio,  l’India ha ammesso di aver condotto un attacco aereo contro una base militare di “terroristi” in Pakistan.

Il raid ha peggiorato i rapporti tra i due paesi, già tesi dopo l’attacco suicida avvenuto nella regione a maggioranza musulmana del Kashmir, nel nord dell’India, in cui sono rimasti uccisi 42 agenti indiani.

L’incursione aerea era avvenuta nelle prime ore del 26 febbraio 2019 nella zona di Balakot, nella provincia del Khyber Pakhtunkhwa, in Pakistan.

Nell’attacco erano rimasti uccisi 350 membri del gruppo Jaish-e-Mohammed (Esercito di Maometto), un gruppo jihadista sunnita nato in India ma con basi anche in Pakistan.

Era la prima volta dal 1971, anno in cui si svolse la guerra tra India e Pakistan per l’indipendenza del Bangladesh, che l’India aveva violato lo spazio aereo dello Stato vicino per compiere un attacco sul suo territorio.

Il raid ha segnato una pericolosa escalation nei rapporti tra le due potenze nucleari, già molto tesi dopo l’attacco kamikaze del 14 febbraio contro un convoglio di soldati indiani nel Kashmir. Nell’incidente persero la vita 42 militari.

Il Kashmir è una regione a maggioranza musulmana contesa tra India e Pakistan fin da quando l’India si liberò del giogo coloniale inglese.

Attualmente la regione è controllata per due terzi dall’India, in piccola parte dalla Cina, mentre il restante territorio è sotto il controllo del Pakistan.

Islamabad vorrebbe riprendere il controllo di tutto il Kashmir sia per motivi religiosi sia per usufruire delle sue riserve idriche.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Gruppo FS e Certares: partnership per lo sviluppo dell’alta velocità internazionale
Esteri / Reportage TPI – Il prezzo del sangue: così i tagli di Trump mettono a rischio la lotta all’HIV in Uganda
Esteri / Make Antitrust Great Again? Tutte le crepe nel movimento trumpiano tra lobbisti e falchi dei monopoli
Ti potrebbe interessare
Esteri / Gruppo FS e Certares: partnership per lo sviluppo dell’alta velocità internazionale
Esteri / Reportage TPI – Il prezzo del sangue: così i tagli di Trump mettono a rischio la lotta all’HIV in Uganda
Esteri / Make Antitrust Great Again? Tutte le crepe nel movimento trumpiano tra lobbisti e falchi dei monopoli
Esteri / L’età della grande paralisi globale: ecco perché nessuno può sfidare il duopolio di Usa e Cina
Esteri / Oms: “Oltre 1.000 persone sono morte a Gaza in attesa di un’evacuazione medica dal luglio 2024”
Esteri / L’indiscrezione: “Grecia, Israele e Cipro valutano una forza militare congiunta nel Mediterraneo”
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Piogge torrenziali, raid aerei e aiuti in ritardo: la tregua con Israele regge ma a Gaza si continua a morire
Esteri / Il discorso di Trump agli Usa: “Ho ereditato un disastro ma ora l’America è tornata”
Esteri / Iran, condannato a morte per “corruzione sulla Terra”: ora il pugile Mohammad Javad Vafaei Sani rischia l’esecuzione