Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 11:44
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

I bambini invisibili

Immagine di copertina

Circa 230 milioni di bambini al mondo non hanno un certificato di nascita e non possono usufruire di servizi sanitari e istruzione

Talvolta un pezzo di carta può fare la differenza tra salute e malattia, sicurezza e pericolo e perfino tra la vita e la morte. Si tratta del certificato di nascita, la prova ufficiale che un bambino è nato.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Unicef, però, un bambino su tre al di sotto dei cinque anni è privo del certificato di nascita, e per questo “invisibile” e più vulnerabile agli abusi. In totale si tratta di 230 milioni di bambini, nati per lo più nell’Africa subsahariana o nell’Asia meridionale.

“La registrazione alla nascita è più di un diritto. È il riconoscimento dell’identità e dell’esistenza del bambino da parte della società”, ha spiegato Geeta Rao Gupta, vicedirettore esecutivo dell’Unicef.

Il certificato consente al bambino di fare uso del servizio sanitario, ricevere le assicurazioni sociali e di andare a scuola. Tale documento può anche essere un mezzo efficace per proteggere il bambino dai rischi di lavoro minorile, arruolamento forzato, traffico di esseri umani e matrimonio infantile. Inoltre, qualora i bambini vengano separati dalle loro famiglie durante disastri naturali, conflitti o come risultato dello sfruttamento minorile, riunirli con la famiglia è ancora più difficile in mancanza di documentazione ufficiale. La registrazione è infine utile a ottenere le statistiche indispensabili allo sviluppo del Paese.

Secondo il rapporto, i Paesi con i tassi di registrazione più bassi sono Somalia (3 per cento), Liberia (4 per cento), Etiopia (7 per cento) e Zambia (14 per cento), mentre in Asia il tasso più basso è quello del Pakistan (27 per cento). Secondo l’Unicef, le nascite non registrate sono sintomo di disuguaglianze e disparità nella società: i bambini più colpiti sono infatti quelli provenienti da determinati gruppi etnici o religiosi, quelli che vivono in zone rurali o remote, provenienti da famiglie povere o figli di madri non istruite. In questi casi, per via delle tasse proibitive, dell’ignoranza delle leggi e dei procedimenti necessari, o per il timore di ulteriori discriminazioni, molte famiglie non registrano i bambini alla nascita.

L’Unicef ha però dichiarato di aver già dato inizio all’utilizzo di strumenti innovativi per aiutare i governi e le comunità a rafforzare i loro sistemi di registrazione delle nascite. Ad esempio, in Uganda, il governo – sostenuto dalle Nazioni Unite – ha introdotto la tecnologia della telefonia mobile per completare le procedure di nascita in pochi minuti, quando normalmente sono necessari dei mesi. La speranza è che questi sistemi possano diffondersi e in parte contribuire a risolvere il problema.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Iran: al via a Ginevra il terzo round di negoziati con gli Usa. Ma resta lo spettro dell’escalation
Esteri / Demarcazioni, il primo festival in Italia dedicato alla Geopolitica
Esteri / Il discorso più lungo di Donald Trump: “È l’età dell’oro: l’America è tornata più forte che mai”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Iran: al via a Ginevra il terzo round di negoziati con gli Usa. Ma resta lo spettro dell’escalation
Esteri / Demarcazioni, il primo festival in Italia dedicato alla Geopolitica
Esteri / Il discorso più lungo di Donald Trump: “È l’età dell’oro: l’America è tornata più forte che mai”
Esteri / Quattro anni di guerra in Ucraina senza pace in vista: Kiev resiste, Mosca bombarda ma la diplomazia è ferma
Esteri / John Barron chiama in diretta tv, ma la voce sembra quella di Trump
Esteri / Dazi: ecco quanto rischiano di dover rimborsare gli Usa dopo la sentenza della Corte Suprema contro Trump
Esteri / La Corte Suprema Usa boccia i dazi voluti da Trump: "Sono illegali, non ha il potere di imporli"
Esteri / Una potenza di equilibro nell’ordine post-atlantico (di Giulio Gambino)
Esteri / La storia d’amore di Donald Trump per le criptovalute
Esteri / Sovranità in vendita: se anche la geopolitica è in mano alle Big Tech