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Home » Esteri

Nove lavoratrici domestiche su dieci vittime abusi sessuali in Guinea-Bissau

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In Guinea-Bissau nove lavoratrici domestiche su dieci sono vittime di abusi sessuali, secondo un sondaggio condotto nel 2017 da un’associazione di categoria locale. Nel Paese, che non ha mai aderito alla Convenzione sul lavoro domestico dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), gli abusi sulle lavoratrici sono un fenomeno all’ordine del giorno, in un contesto di contratti inesistenti e abusi diffusi.

“In Guinea-Bissau è così. Se vuoi lavorare devi cedere”, ha detto all’agenzia di stampa Reuters Armina Sa, una madre single di 39 anni che lavora come domestica per 15 ore al giorno a una paga a metà di quella che le era stata promessa e senza un regolare contratto. Una situazione in cui si erano trovate molte altre donne che conosceva, ha riferito.

In Guinea-Bissau, uno degli stati più poveri dell’Africa, il lavoro domestico non è incluso nella legge nazionale sul lavoro, esponendo questa categoria al rischio di abusi di vario genere. Tuttavia, alcuni avvocati, poliziotti e volontari stanno spingendo per assicurare diritti per i lavoratori e le lavoratrici domestiche. Non una battaglia facile in un Paese paralizzato da una crisi politica di lungo corso.

L’Associazione nazionale per la protezione dei lavoratori domestici, il gruppo fondato cinque anni fa a sostegno di questa categoria, ha consultato con un sondaggio 7.000 donne impiegate nel settore in Guinea-Bissau nel 2017 e ha notato come l’89 per cento di loro sia vittima di abusi sessuali e forme di violenza comuni. Recente era uscita anche sulle testate locali una notizia secondo cui un datore di lavoro ha gettato dell’acqua bollente addosso a una sua dipendente di 14 anni.

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