Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 23:50
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Il fratello di Pablo Escobar lancia una criptovaluta per sfiduciare Trump

Immagine di copertina

Grande fan delle critpovalute, Roberto Escobar sta usando la piattaforma GoFundMe per raccogliere donazioni e promuovere l'impeachment di Donald Trump

Il presidente Donald Trump ha un nuovo nemico. Il fratello del famoso narcotrafficante Pablo Escobar ha lanciato una campagna di crowdfunding per sfiduciare l’inquilino della Casa Bianca.

Grande fan delle critpovalute, Roberto Escobar ha provato ad usando la piattaforma GoFundMe per raccogliere donazioni e promuovere l’impeachment di Donald Trump grazie all'”aiuto e supporto di chi crede non sia giusto avere un corrotto alla guida degli Stati Uniti e del mondo libero”.

La campagna però ha avuto vita breve: dopo qualche giorno è stata bloccata, tra le proteste di Roberto Escobar che ha denunciato la “censura” arrivata su ordine di Washington per mettere a tacere l’opposizione al presidente.

Secondo Escobar Inc., la società che gestisce il patrimonio di Roberto, sarebbero stati raccolti 10 milioni di dollari su 50, ma non ci sono certezze.

Roberto Escobar però non si è dato per vinto: per cercare di aggirare la “censura” del governo americano, ha creato in “in 24 ore” una criptovaluta chiamata Escobar.

I fondi raccolti attraverso questa nuova campagna dovrebbero essere abbastanza per finanziare almeno in parte la messa in stato d’accusa Trump, oltre a riuscire a supportare la moneta virtuale creando così un sistema di gestione finanziario senza confini.

La criptovaluta, si legge nel documento che descrive il funzionamento di Escobar, trasformerebbe una donazione in un investimento.

La moneta digitale creata da Roberto Escobar è anche una “stablecoin”, una moneta con un rapporto di parità con il dollaro: dalla società spiegano quindi che chi possiede un Escobar potrà convertirlo in un dollaro grazie un accordo con una società del Belize. O almeno così dicono dalla società.

“Finora, tutto ciò he Pablo e la sua famiglia hanno fatto sono diventati imprese multi miliardarie di successo”: è questa la garanzia offerta agli investitori.

Non è la prima volta che Escobar prova a “combattere” il Bitcoin: a marzo aveva creato DietBitcoin, una nuova moneta digitale per sfidare la prima criptovaluta che a suo parere sarebbe stata creata dalla Cia.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Stati Uniti e Israele attaccano l’Iran. L’annuncio di Trump: “Khamenei è morto”. Teheran attacca le basi Usa nella regione
Esteri / Il Pakistan dichiara “guerra aperta” ai talebani in Afghanistan
Esteri / Iran: al via a Ginevra il terzo round di negoziati con gli Usa. Ma resta lo spettro dell’escalation
Ti potrebbe interessare
Esteri / Stati Uniti e Israele attaccano l’Iran. L’annuncio di Trump: “Khamenei è morto”. Teheran attacca le basi Usa nella regione
Esteri / Il Pakistan dichiara “guerra aperta” ai talebani in Afghanistan
Esteri / Iran: al via a Ginevra il terzo round di negoziati con gli Usa. Ma resta lo spettro dell’escalation
Esteri / Demarcazioni, il primo festival in Italia dedicato alla Geopolitica
Esteri / Il discorso più lungo di Donald Trump: “È l’età dell’oro: l’America è tornata più forte che mai”
Esteri / Quattro anni di guerra in Ucraina senza pace in vista: Kiev resiste, Mosca bombarda ma la diplomazia è ferma
Esteri / John Barron chiama in diretta tv, ma la voce sembra quella di Trump
Esteri / Dazi: ecco quanto rischiano di dover rimborsare gli Usa dopo la sentenza della Corte Suprema contro Trump
Esteri / La Corte Suprema Usa boccia i dazi voluti da Trump: "Sono illegali, non ha il potere di imporli"
Esteri / Una potenza di equilibro nell’ordine post-atlantico (di Giulio Gambino)