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Home » Esteri

Le parole di Trump all’Onu: contro la Cina, l’Iran e il Canada. E contro i giornalisti

Immagine di copertina
Credit: Afp

Il presidente Usa, intervenuto all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha parlato della politica estera della sua amministrazione, affermando che sotto la sua guida sono stati ottenuti i maggiori risultati della storia Usa

Ha rivendicato il primato della sua amministrazione, affermando che nessun governo ha ottenuto i successi che è riuscito a portare alla Casa Bianca. Ha accusato i democratici di avere organizzato una cospirazione per impedire che Brett Kavanaugh sia nominato giudice della Corte Suprema. Si è scagliato contro la Cina e il Canada ma ha lasciato aperta ogni tipo di situazione per il Medio Oriente.

Il discorso del presidente Usa Donald Trump all’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha toccato tutti i punti chiave del suo programma politico: il Tycoon ha ribadito la centralità di una visione sovranista e ha accennato di continuo alla libertà individuale, il patriottismo dei padri fondatori contrapposti al multilateralismo cui, invece, hanno fatto riferimento altri leader intervenuti nel Palazzo di Vetro, come Conte e Trudeau.

Il presidente ha promesso che il suo piano di pace per il Medio Oriente sarà reso noto alla fine dell’anno e “sarà molto equo”. Il Tycoon ha dichiarato che Jared Kushner, suo genero e alto consigliere con la delega sul Medio Oriente alla Casa Bianca, “ama Israele ma il piano sarà molto equo anche con i palestinesi. Alla fine, se gli israeliani e i palestinesi vogliono uno stato, per me va bene”.

Sull’Iran, invece, Trump ha annunciato l’uscita degli Usa dall’accordo sul nucleare iraniano, ha definito il regime di Teheran “una dittatura corrotta” e ha annunciato nuove sanzioni. “Non ha importanza quello che i leader del mondo pensano sull’Iran. L’Iran tornerà da me e faremo un grande accordo”, ha dichiarato nel suo intervento al Palazzo di Vetro. Per aggiungere che “l’Iran deve rimanere isolato fino a che continuerà a sostenere il terrorismo e finché le sue aggressioni continueranno”.

“L’Iran saccheggia risorse e diffonde il caos in Medio Oriente. È responsabile dei massacri nello Yemen e in Siria. Vogliamo tagliare le esportazioni di petrolio iraniane” ha concluso il presidente.

L’inquilino della Casa Bianca ha voluto ricordare il processo di pace portato avanti con la Corea del Nord e, nel farlo, ha criticato la precedente amministrazione di Barack Obama. “L’ex presidente pensava che dovessimo fare la guerra. Sapete quanto era vicino a premere il grilletto?” ha detto il Tycoon, indicando che senza di lui alla Casa Bianca sarebbero state uccise “non migliaia ma milioni di persone” perché poteva scatenarsi “una guerra mondiale”.

Aria di crisi con la Cina. “L’amicizia con il presidente cinese Xi Jinping potrebbe essere finita” ha affermato Trump che ha imposto dazi e accusato Pechino di interferire nelle elezioni di medio termine in calendario negli Usa a novembre. “Abbiamo le prove che la Cina stia interferendo sulle elezioni americane” ha sottolienato.

Trump ha rifiutato di incontrare il premier canadese Justin Trudeau: “Il Canada ci ha molto maltrattato” ha attaccato il presidente che ha varato dazi all’import anche da Ottawa e imposto la rinegoziazione dell’accordo di libero scambio Nafta.

Non sono mancati i riferimenti ai media. Nel corso della conferenza stampa, Trump ha detto che, senza la sua persona, la stampa fallirebbe.

“Il New York Times penso mi sosterrà” così come “Abc, Cbs, Nbc” “e Fox che mi piace davvero” ha dichiarato Trump. “Perché se non lo facessero fallirebbero. Immaginate se io non ci fossi” ha sottolienato il presidente, anche se le 100 principali testate americane avevano dato il loro endorsement alla rivale di Trump alle presidenziali del 2016, la democratica Hillary Clinton, proprio a partire dal New York Times.

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