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L’inchiesta sull’omicidio di Daphne Caruana Galizia fa tremare il governo di Malta

Dopo nuovi sviluppi sulla giornalista uccisa, si sono dimessi il capo dello staff del primo ministro e il ministro del Turismo, mentre il ministro dell'Economia si è autosospeso

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 27 Nov. 2019 alle 12:54 Aggiornato il 27 Nov. 2019 alle 12:58
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Immagine di copertina
Un cartello per chiedere giustizia per Daphne Caruana Galizia Credit: Ansa

Daphne Caruana Galizia, l’inchiesta sulla sua morte ora fa tremare il governo di Malta

Le indagini sull’omicidio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, uccisa in un attentato nell’ottobre del 2017, stanno facendo tremare il primo ministro maltese Joseph Muscat e il suo governo: dopo nuovi sviluppi del caso, si sono dimessi il suo capo dello staff Keith Schembri e il ministro del Turismo Konrad Mizzi, mentre il ministro dell’Economia Chris Cardona ha deciso di autosospendersi.

Schembri e Mizzi, precedentemente ministro dell’Energia, sono tra i politici più coinvolti nelle inchieste giornalistiche che Caruana Galizia aveva iniziato quattro anni fa, su un presunto giro di tangenti pagate attraverso una società offshore.

Il re dei casinò Fenech al centro dell’inchiesta

È stato fermato il 26 novembre anche il dottor Adrian Vella, medico personale dell’imprenditore Yorgen Fenech arrestato la settimana scorsa mentre tentava la fuga da Malta in yacht. Vella è sospettato di aver fatto da tramite tra Fenech e Schembri. Fenech oltre ad essere uno dei principali imprenditori di Malta, è anche il titolare del fondo segreto 17 Black, denunciato dalla Caruana.

A riportare la notizia dei fermi è l’emittente One Tv, canale televisivo del partito laburista al governo. Secondo la legge maltese, la polizia ha diritto di fermare una persona sospetta e di interrogarla per 48 ore, passate le quali può formalizzare una accusa oppure deve rilasciare la persona su cauzione.

Fonti giudiziarie spiegano che la sequenza di arresti e rilasci indica che Fenech – che ha chiesto di avere un condono tombale in cambio di informazioni legalmente valide per l’incriminazione dei veri mandanti dell’omicidio Caruana – sta collaborando, ma non ha ancora fornito prove sufficienti a giustificare una proposta di grazia da avanzare al premier.

Secondo alcune fonti del Times of Malta, Fenech avrebbe fatto il nome di Schembri durante la sua deposizione, collegandolo a casi di corruzione e anche all’omicidio di Galizia.

L’eredità di Daphne Caruana Galizia

Le inchieste di Caruana Galizia arrivarono solo fino a un certo punto e dopo la sua morte vennero approfondite da altre testate internazionali, che accusarono Fenech di aver pagato quelle tangenti in cambio di una concessione per costruire una centrale elettrica.

Le denunce portarono a elezioni anticipate nel 2017 e alla conferma del Partito Laburista, quello di Muscat; cinque mesi dopo Caruana Galizia venne uccisa nell’esplosione di un’auto che aveva noleggiato.

Il primo ministro maltese Joseph Muscat con le guardie del corpo

L’inchiesta sull’omicidio di Daphne fa tremare il governo

Il primo ministro maltese Muscat sta ricevendo molte pressioni anche fuori dal governo: da sempre molto popolare, ora è spesso contestato dalle persone in strada mentre parecchi politici europei lo hanno invitato a dimettersi per consentire lo svolgimento di un processo senza ombre.

Migliaia di persone ieri hanno manifestato contro il governo sotto la sede del parlamento a Malta. È la quarta volta in meno di dieci giorni che, sulla scia della svolta presa dalle indagini, scattano manifestazioni di protesta.

Il premier è stato fischiato e insultato all’uscita dalla sede dell’esecutivo alla Valletta e i manifestanti hanno gridato “assassini”, “via i mafiosi”, “in galera” all’indirizzo di deputati e rappresentanti del governo. Auto ministeriali sono state bersagliate di uova. I dimostranti hanno intonato l’inno nazionale, in segno di unità contro la corruzione.

Pieter Omtzigt, relatore speciale su Malta al Consiglio d’Europa, ha scritto una lettera aperta in cui dice che “i sospetti che Muscat abbia interessi politici e personali nelle indagini sono troppo forti”.

Anche una coalizione di organizzazioni per la libertà di stampa, tra cui Reporters Without Borders, ha detto di temere che Muscat sia in conflitto di interessi.

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