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La CIA pubblicherà altri documenti segreti di Osama Bin Laden, ma non la sua collezione di porno

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Osama Bin Laden è stato ucciso il 2 maggio 2011 in Pakistan nel corso di un'operazione segreta ordinata dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Credit: Reuters

Nel blitz del 2 maggio 2011 in cui il fondatore di al-Qaeda fu ucciso in Pakistan, le forze speciali statunitensi trovarono decine di documenti e anche una serie di video pornografici

Mike Pompeo, il direttore della Central Intelligence Agency, ha rivelato, in un’intervista all’emittente televisiva statunitense Fox News che l’agenzia di intelligence pubblicherà altri documenti segreti ritrovati nel covo di Osama Bin Laden in Pakistan, ma non la sua collezione di video porno.

Durante il blitz ad Abbottabad del 2 maggio 2011 in cui il fondatore e leader di al-Qaeda fu ucciso, le forze speciali statunitensi ritrovarono numerosi documenti riservati, una parte dei quali è già stata diffusa dalla CIA, dopo essere stati declassificati.

Pompeo ha riferito a Fox News che altri documenti stanno per essere pubblicati dall’agenzia di intelligence entro poche settimane.

Tra questi figurano migliaia di documenti elettronici e cartacei, lettere ai familiari, libri e annotazioni del leader di al-Qaeda, oltre a testi storici e teologici sull’Islam, opere di linguisti e scrittori come Noam Chomsky e Michael Scheuer e perfino un libro di Bob Woodward, il giornalista statunitense del Washington Post.

“Una volta accertato che all’interno di questi documenti non vi sia materiale classificato e che non contengano informazioni che non possiamo pubblicare, voglio assicurarmi che il mondo li veda in modo da permettere a tutti di farsi un’idea e smentire le teorie alternative sull’11 settembre”, ha detto il direttore Pompeo a Fox News.

Nel covo di Abbottabad però gli uomini della squadra speciale denominata United States Naval Special Warfare Development Group (DEVGRU) trovarono anche una vasta collezione di video pornografici.

Questi ultimi, al contrario degli altri documenti, non saranno resi pubblici, nonostante la richiesta del sitoweb statunitense BroBible, di proprietà dell’azienda editoriale statunitense Uproxx Group.

Il blogger David Covucci, che lavora per BroBible, si era effettivamente appellato nel 2015 al Freedom of Information Act, la legge statunitense che obbliga il governo di Washington alla trasparenza dei documenti nei confronti dei propri cittadini.

Già allora la CIA aveva negato a Covucci l’accesso a questi documenti. Nella sua intervista, Mike Pompeo ha confermato come risulti impossibile per il governo di Washington la pubblicazione di materiale per adulti.

“Tra i documenti ritrovati, c’è materiale pornografico e c’è anche materiale protetto da copyright. Nelle prossime settimane pubblicheremo tutto, eccetto i documenti che rientrano in queste ultime categorie”.

Secondo il quotidiano britannico The Independent, le leggi federali vietano all’agenzia di intelligence statunitense “di pubblicare materiali osceni”.

Poiché il covo di Bin Laden non era collegato alla rete telefonica, né a quella internet, non è ancora chiaro come questi video sia arrivati nel compound che ospitava lo sceicco del terrore.

Nel 2011 poi l’agenzia di stampa Reuters riferì che i funzionari statunitensi che analizzarono i documenti ritrovati e le foto del covo non hanno mai confermato se questo materiale fosse di proprietà personale di Bin Laden o se il fondatore di al-Qaeda lo avesse mai visto.

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