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Home » Esteri

Uccide centinaia di cervi: bracconiere condannato a guardare “Bambi” almeno una volta al mese

Immagine di copertina
Cacciatore del Missouri dovrà guardare Bambi una volta al mese

Un cacciatore del Missouri di 29 anni è stato al centro di un'indagine per caccia illegale al cervo, nel Missouri. L'uomo staccava le corna e le teste degli animali per farne dei trofei

Dovrà guardare il film di Bambi almeno una volta al mese, dal carcere. Questa la condanna – a dir poco singolare – inflitta a David Berry Jr, un bracconiera del Missouri. La condanna dei giudici prevede un anno di carcere a cui l’uomo dovrà affiancare la visione dell’amatissimo cartone della Walt Disney.

David Berry Jr è stato giudicato colpevole di aver ucciso centinaia di cervi in modo illegale: il bracconiere staccava le corna e la testa degli animali abbattuti e poi lasciava il resto della carcassa a marcire. L’uomo catturava e uccideva gli animali per farne dei trofei. Insieme a lui sono stati condannati anche tre parenti di Berry e una quinta persona, chiamati a sborsare 51mila dollari di multe e spese processuali. Quello avvenuto in Missouri è considerato “uno dei più grandi casi di bracconaggio di cervi” nella storia dello stato.

A diffondere inizialmente la notizia è stato lo Springfield News-Leader, ma subito ha fatto il giro del mondo. A partire dal 23 dicembre prossimo, quando inizierà a scontare la sua condanna in carcere, David Berry Jr., di 29 anni, sarà costretto a guardare il cartone animato almeno una volta al mese.

Perché Bambi?

Il cartone animato Bambi, uscito nelle sale cinematografiche nel 1942, racconta la storia di un piccolo cerbiatto rimasto orfano dopo che alcuni cacciatori uccidono sua madre. La scena straziante – che ha fatto piangere milioni di bambini in tutto il mondo – dovrà essere di monito al bracconiere del Missouri.

“La condanna di Berry entra in una lunga lista di pesca e gare illegali sue e della sua famiglia”, ha dichiarato un agente della Lawrence County Conservation. Il bracconiere è strato arrestato il 31 agosto del 2016, al termine di di una indagine durata circa nove mesi, che ha visto coinvolti altri cittadini dello stato finiti in tribunale con diverse accuse, tutte relative a caccia illegale all’animale.

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