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Home » Esteri

Chi è Abdul El-Sayed, il medico pro-Palestina che ha vinto le primarie democratiche in Michigan e fa paura a Trump: “È un perdente comunista”

Immagine di copertina
Credit: AGF

"È un perdente comunista" ha detto di lui il presidente Usa Donald Trump

Abdul El-Sayed sarà il candidato del Partito Democratico per un seggio al Senato degli Stati Uniti alle elezioni di midterm in programma il prossimo 3 novembre. Il candidato progressista ha infatti vinto le primarie democratiche in Michigan con il 48,5% dei voti, superando la deputata federale Haley Stevens, esponente dell’establishment del partito e sostenuta con decine di milioni di dollari da donazioni guidate dall’American Israel Public Affairs Committee (Aipac). La vittoria di El-Sayed ha accentuato la spaccatura all’interno del Partito Democratico tra l’ala più moderata e quella molto più spostata a sinistra e innervosito il presidente Usa Donald Trump che lo ha definito un “perdente comunista che odia gli ebrei e Israele”.

Figlio di due egiziani emigrati negli Stati Uniti per motivi di lavoro, El-Sayed è un medico, epidemiologo ed ex funzionario pubblico. Musulmano praticante, durante la campagna elettorale ha più volte definito la guerra condotta da Israele nella Striscia di Gaza un “genocidio” e ha affermato che Israele è uno “Stato canaglia”, malvagio quanto Hamas. L’esponente democratico ha inoltre ripetutamente criticato gli aiuti finanziari che gli Stati Uniti destinano a Tel Aviv, dichiarando in diverse interviste televisive: “Non voglio che le nostre tasse finanzino 
le bombe di Israele su donne e bambini”. Dichiarazioni che hanno attirato le critiche dei Repubblicani, i quali lo hanno accusato di avere legami con i Fratelli Musulmani: accuse mai dimostrate e ampiamente ritenute calunniose.

La sua campagna elettorale è stata all’insegna dell’anti-establishment e ha avuto come slogan: “Togliere il denaro dalla politica, mettere denaro nelle tasche dei cittadini”. El-Sayed ha assicurato di non essere contrario al capitalismo, a condizione che sia accompagnato da adeguate misure di regolamentazione e controllo per evitare una deriva che accentui le disuguaglianze anziché ridurle. Tra i punti centrali del suo programma figurano l’assistenza sanitaria universale, l’istruzione e la tutela dell’infanzia gratuite, l’abolizione dell’agenzia federale per l’immigrazione (ICE), un aumento della pressione fiscale sui redditi più elevati e un piano di edilizia residenziale per contrastare il caro affitti.

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