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Recovery, la Spagna ottiene 10 miliardi in più e supera l’Italia

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 18 Gen. 2021 alle 16:48
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La Spagna riceverà più sovvenzioni dal fondo di Recovery e resilience facility dell’Ue, precisamente 10,36 miliardi di euro in più. Una somma maggiore rispetto a quanto previsto nel piano iniziale. Si tratta di un aumento del 17% che porta il totale da elargire a 69,52 miliardi e fa del Paese iberico il primo beneficiario del pacchetto di Next Generation Eu, superando l’Italia che avrà 68,89 miliardi (comunque in aumento rispetto ai 65,45 iniziali). Seguono Francia (39,37 miliardi), Germania (25,61) e Polonia (23,85). È quanto risulta dal documento approvato la settimana scorsa dalla commissione bilancio dell’Europarlamento.

L’incremento dell’accantonamento per la Spagna rispetto alla previsione di 59,16 miliardi di euro è dovuto – spiega l’agenzia Efe – al fatto che i dati siano stati ricalcolati tenendo conto delle previsioni economiche emesse a novembre dalla Commissione europea, che hanno peggiorato la stima del Pil 2020 per la Spagna, così come l’inflazione, poiché l’ultima ridistribuzione è espressa a prezzi correnti e la precedente era a prezzi 2018.

Italia e Spagna sono i Paesi più colpiti dal Covid e dall’impatto negativo sull’economia. Di conseguenza, saranno i maggiori beneficiari delle risorse messe a disposizione dalla Commissione europea per la ripresa economica del continente, ma, storicamente, rappresentano anche i due peggiori per i livelli di spesa dei fondi europei.

Il tasso di assorbimento degli investimenti del bilancio UE per Italia e Spagna è rispettivamente del 40% e del 39% per il periodo 2014-2020, con il Belpaese che nel 2019 ha impiegato il 30,7% dei fondi erogati. Un livello peggiore nello stesso periodo è stato registrato solo dalla Croazia.

Per assegnare la prima tranche di sovvenzioni (2021-2022), che va da 43,4 a 46,60 miliardi, è stato tenuto conto del Pil del 2019, della popolazione e del tasso di disoccupazione tra il 2015 e il 2019; mentre il calcolo della seconda tranche (2023), che passa da 15,68 a 22,92 miliardi, si basa sul calo del Pil accumulato tra il 2020 e il 2021. Quest’ultima cifra verrà ricalcolata nel 2022 con i dati definitivi, quindi potrebbe ancora variare. Per ora, il calcolo si basa sulle stime di Bruxelles che hanno rivisto a ribasso il calo del Pil spagnolo per il 2020 dal 10,9% al 12,4% e hanno tagliato il rimbalzo previsto nel 2021 al 5,4%.

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