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Procedura d’infrazione per l’Italia? Ora spunta una manovra bis da 3,5 miliardi

Di Donato De Sena
Pubblicato il 5 Giu. 2019 alle 08:31 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 00:45
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Procedura infrazione Italia | Manovra bis | Manovra correttiva

PROCEDURA INFRAZIONE ITALIA MANOVRA – È in arrivo da Bruxelles una procedura d’infrazione per l’Italia? Il governo M5S-Lega prepara una manovra correttiva, una manovra bis, un intervento da 3,5 miliardi di euro. È quanto racconta oggi il quotidiano La Stampa in un articolo di retroscena, citando un documento scaricabile sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze che smentisce gli annunci di questi giorni.

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Venerdì scorso, 31 maggio, il Movimento 5 Stelle e il suo capo politico Luigi Di Maio (dopo le prime anticipazioni sulla lettera del governo di risposta ai richiami della Commissione Ue) hanno smentito categoricamente tagli al welfare, e in particolare alla spesa per reddito di cittadinanza e Quota 100. Ma, spiega La Stampa, per capire i veri impegni dell’esecutivo con l’Europa bisogna leggere un allegato, rigorosamente in inglese, alla risposta inviata dall’Italia.

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Nel documento, dal titolo ‘Relevant factors influencing public debt developments in Italy’, si legge che “la prosecuzione di un buon andamento delle entrate fiscali e un minor costo derivante dalle nuove politiche del welfare potrebbe creare lo spazio per un miglioramento del deficit, anche su base strutturale. La spesa nel 2019 potrebbe essere inferiore dello 0,2 per cento a quanto previsto dalla Commissione europea a primavera (2,5 per cento)”.

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A prima vista, rileva ancora La Stampa, le parole sembrano identiche a quelle riportate nella lettera, in cui il governo garantisce l’accantonamento dei risparmi di quest’anno. Ma va evidenziato il dettaglio “anche su base strutturale”. In quella parola c’è la promessa di un risparmio di qui in poi da 3,5 miliardi l’anno, che è proprio quanto le regole Ue chiedono a chi dovesse essere colpito da una procedura sul debito.

Con l’arrivo di una procedura d’infrazione l’Italia avrebbe tempo fino a luglio per cercare di evitare una messa sotto tutela, uno scenario che il premier Giuseppe Conte e i suoi due vice Di Maio e Matteo Salvini vorrebbero scongiurare, e che culminerebbe con la richiesta da parte dell’Ue di ridurre il debito entro precise scadenze.