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Nonno Nanni chiude il 2019 con 99,1 milioni di fatturato, in crescita del 6%

L'amministratore Silvia Lazzarin: "I risultati sono stati più che soddisfacenti e in linea con le nostre attese. Per il futuro puntiamo molto sulla sostenibilità ambientale"

Di Redazione TPI
Pubblicato il 24 Giu. 2020 alle 10:38 Aggiornato il 24 Giu. 2020 alle 10:47
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Immagine di copertina

Nonno Nanni chiude il 2019 con un fatturato netto in crescita del 6% rispetto all’anno precedente, attestandosi su un fatturato di 99,1 milioni di euro

Leader in Italia nel mercato degli stracchini, Nonno Nanni registra performance superiori rispetto ai tassi di crescita del mercato e prosegue il suo impegno in un’ottica di sostenibilità. Il mercato italiano dei formaggi freschi si è rivelato, rispetto al 2018, più dinamico con un incremento del +1,6% a volume, favorendo le performance dei vari player e di Nonno Nanni che ha, tuttavia, ottenuto tassi superiori al mercato, con una crescita del +6,4% a volume (fonte: dati Nielsen). È significativo il fatto che questo progresso ha coinvolto tutti i segmenti in cui opera, quindi sia nel core business dello Stracchino, ma anche della Robiola con un +8,8% e del Primosale con un +26,2%.

Questi ottimi risultati sono il frutto di una strategia aziendale che punta alla ricerca della miglior qualità e al rafforzamento della marca. Infatti, nel 2019, Nonno Nanni ha raggiunto il primo posto per notorietà spontanea nei formaggi freschi, rafforzando una equity di marca incentrata sui valori di autenticità, bontà e italianità (Fonte: Kantar, «Valutazione dello stato di salute e equity di marca nella categoria dei formaggi freschi in Italia per Nonno Nanni e principali marche concorrenti», 12-16 Marzo 2020).

Un segno decisamente positivo arriva anche dall’azienda controllata, Caseificio Tonon, specializzato nella produzione di mozzarelle. Lo storico caseificio, acquisito da Nonno Nanni proprio nel 2019, ha chiuso l’anno con un fatturato in crescita dell’11% con un fatturato netto di oltre 20 milioni di euro.

Anche sul fronte estero, ci sono dati più che incoraggianti. Nonno Nanni, seppur tradizionalmente concentrato nelle vendite in Italia, prosegue il suo percorso di internazionalizzazione, registrando buone performance sia in Europa, in particolar modo in Spagna, e negli Stati Uniti.

Nonno Nanni continua, altresì, a distinguersi per il suo impegno nei confronti dell’ambiente e per una crescita che vuole essere sempre più sostenibile. Lo conferma il nuovo eco-packaging dello stracchino 100 gr, ora realizzato interamente con materiale derivato da residui della lavorazione di prodotti agricoli e altre risorse rinnovabili, che può essere smaltito dai consumatori nell’umido insieme ai rifiuti organici. Non solo, tra le condotte green dell’azienda vanno annoverati l’acquisto di energia elettrica pulita, proveniente da centrali alimentate da fonti rinnovabili, un depuratore biologico, un impianto di cogenerazione a metano da 1 megawatt di potenza elettrica, un impianto fotovoltaico di 1887 metri quadrati, la compensazione dell’impronta di carbonio calcolata prendendo in considerazione quattro referenze oltre ad un programma strutturato per l’ottimizzazione delle risorse (procedura certificata e validata da CSQA Certificazioni).

“I risultati del 2019 sono stati più che soddisfacenti e in linea con le nostre attese. In questi ultimi anni abbiamo concentrato moltissime risorse sia nel rafforzamento del brand e della comunicazione dell’assortimento, sempre più ampio di prodotti Nonno Nanni, sia in Ricerca & Sviluppo, per andare incontro ai gusti nuovi e alle aspettative dei nostri clienti e di quelli futuri. Inoltre, abbiamo concentrato la nostra attenzione anche verso l’innovazione di packaging, in un’ottica di sempre maggior sostenibilità ambientale. Certamente, continueremo a lavorare per mantenere altissima la qualità dei nostri prodotti, frutto di una bontà 100% italiana” ha commentato Silvia Lazzarin, Amministratore di Nonno Nanni.

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