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Home » Economia » Lavoro

Sicurezza sul lavoro, dai maggiori controlli alle sanzioni: le novità in arrivo

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Tre lavoratori morti al giorno in Italia. I numeri drammatici delle cosiddette morti bianche hanno portato il Governo Draghi ad intervenire, in accordo con i sindacati, con un Decreto-legge ad hoc il 15 ottobre. Il testo rafforza le misure per prevenire le morti e gli infortuni e accresce le sanzioni per le aziende che non rispettano la normativa. Il tema è più che mai attuale: le denunce di infortuni sul lavoro nei primi otto mesi del 2021 sono aumentate dell’8,5% rispetto allo stesso periodo del 2020. Le morti sono state 772, 95 in più rispetto alla rilevazione di luglio. Da qui la necessità di una stretta, condivisa da CGIL, CISL e UIL, tramite decreto.

Ma quali sono le novità? Tra le misure più dure introdotte c’è la sospensione delle attività per le aziende che compiono violazioni gravi in tema di sicurezza sul lavoro oppure hanno più del 10% di lavoratori in nero. Si legge all’articolo n° 15 del Decreto: «L’Ispettorato nazionale del lavoro (INL) adotta un provvedimento di sospensione quando riscontra che almeno il 10% dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro risulti occupato, al momento dell’accesso ispettivo, senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro nonché, a prescindere dal settore di intervento, in caso di gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro».

Per poter riprendere l’attività produttiva, l’impresa deve non solamente ripristinare le regolari condizioni di lavoro, ma anche pagare una somma aggiuntiva di importo variabile a seconda della violazione. Nel caso limite in cui il datore di lavoro non rispetti la sospensione, può essere previsto il suo arresto fino a sei mesi.

Per il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, si tratta di un intervento fondamentale. «Il lavoro si qualifica rendendolo sicuro, si tratta di un intervento che abbiamo fatto per potenziare le norme e le sanzioni che intervengono a contrasto degli incidenti sul lavoro e a contrasto del rischio della perdita della vita. Abbiamo potenziato l’Ispettorato nazionale del lavoro, abbiamo investito di più sulla formazione, abbiamo aumentato il numero degli ispettori, e abbiamo anche lavorato per una qualificazione delle imprese attraverso una banca dati che racconti in qualche modo la storia di ogni singola impresa su questo fronte».

Le altre due novità introdotte per decreto sono infatti l’assunzione di nuovi ispettori e la banca dati rafforzata. Il direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro, Bruno Giordano, ha ricordato come sia «un dovere scendere in campo con tutti gli ispettori possibili». Non a caso, per Decreto è prevista l’assunzione di 1.024 ispettori e un investimento in tecnologie di oltre 3,7 milioni di euro nel biennio 2022/2023 per dotare il nuovo personale della strumentazione informatica necessaria a svolgere l’attività di vigilanza. Per facilitare i controlli infine è prevista una banca dati potenziata. «Gli organi di vigilanza – spiega in una nota Palazzo Chigi – sono tenuti ad alimentare un’apposita sezione della banca dati, dedicata alle sanzioni applicate nell’ambito dell’attività di vigilanza svolta nei luoghi di lavoro. Mentre l’Inail dovrà rendere disponibili alle Aziende sanitarie locali e all’Ispettorato nazionale del lavoro i dati relativi alle aziende assicurate e agli infortuni denunciati».

Clicca QUI per leggere l’articolo originale.

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