Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:27
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Economia

In Italia un lavoratore su 10 vive in povertà: il rapporto del ministero. Si pensa al salario minimo

Immagine di copertina

Lo stipendio non basta e anche chi lavora può finire in stato di povertà. Un quarto degli occupati ha infatti una retribuzione bassa (inferiore al 60% della mediana) e più di un lavoratore su dieci si trova in situazione di povertà (vive in un nucleo con reddito netto equivalente inferiore al 60% della mediana). E’ quanto emerge dalla relazione del gruppo istituito dal ministro Andrea Orlando sulle misure di contrasto alla povertà lavorativa, la Commissione sugli interventi e le misure di contrasto alla povertà lavorativa in Italia del ministero del Lavoro, che oggi ha presentato il suo Rapporto conclusivo 2021.

Per il ministero serve una nuova strategia per sostenere questi lavoratori. Tra le proposte c’è l’introduzione di un salario minimo, ma anche un sostegno per chi lavora ma ha un reddito troppo basso, una sorta di “in-work benefit”.

Bisogna, inoltre incidere, si legge nella Relazione del Gruppo di lavoro del ministero, sulle ragioni per le quali si ha un reddito basso che non sono solo legate alla bassa retribuzione oraria ma anche alla durata del lavoro (quante ore si lavora durante la settimana, quante settimane nell’anno) spesso precario, al part time involontario e alle scarse competenze sulle quali agire con la formazione. Ma bisogna guardare anche alla composizione familiare (e in particolare quante persone percepiscono un reddito all’interno del nucleo) e al ruolo redistributivo dello Stato.

“Una strategia di lotta alla povertà lavorativa – si legge – richiede quindi una molteplicità di strumenti per sostenere i redditi individuali, aumentare il numero di percettori di reddito, e assicurare un sistema redistributivo ben mirato. L’obiettivo è di aumentare quantità e qualità del lavoro nel nostro Paese”.

Ti potrebbe interessare
Economia / Soros scrive a Draghi: “Tasse sul gas russo per punire Putin”
Economia / Ita, il manager Alfredo Altavilla: “Stipendio troppo basso, lede la mia storia”
Economia / Altro che più libertà: le criptovalute favoriscono la concentrazione del potere nelle mani di pochi (di A. Stille)
Ti potrebbe interessare
Economia / Soros scrive a Draghi: “Tasse sul gas russo per punire Putin”
Economia / Ita, il manager Alfredo Altavilla: “Stipendio troppo basso, lede la mia storia”
Economia / Altro che più libertà: le criptovalute favoriscono la concentrazione del potere nelle mani di pochi (di A. Stille)
Economia / Bonus 200 euro, chi dovrà fare richiesta e chi lo riceverà in automatico
Lavoro / Le grandi dimissioni travolgono anche il ricco Nord-Est italiano
Economia / Il paradosso delle sanzioni: dall’invasione l’Italia ha quadruplicato le importazioni di petrolio russo
Economia / Bonus condizionatori: ecco chi può averlo e come si ottiene
Economia / Quali sono le tasse per il settore giochi? Una panoramica sulle principali imposte da assolvere
Economia / Transizione energetica, i legali di Rodl & Partner: “Dal governo misure facilitanti per sviluppare fonti rinnovabili”
Economia / Arriva il bonus auto e moto: da lunedì incentivi fino a 5mila euro