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Idee innovative per la fase 2 del Covid-19: la creatività delle aziende ci porta nel futuro del “new normal”

Il dossier di TPI sui cambiamenti nel mondo del lavoro destinati a rivoluzionare l'economia, ma anche la nostra quotidianità: dal banking digitale alle mascherine chirurgiche lavabili, dai mercati azionari alla sanificazione di industrie, case ed RSA. Nulla sarà più come prima

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 21 Mag. 2020 alle 12:14
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Immagine di copertina

Quale sarà lo scenario prevalente, nella fase-2 dell’emergenza-Covid 19? Dobbiamo aspettarci un lento ritorno alla normalità o stiamo per fare i conti con le conseguenze economiche della crisi sanitaria?

“Il nostro scenario di base al momento prevede una ripresa a ‘U’ lunga e faticosa nei prossimi trimestri, dove il raggiungimento dei minimi sui mercati azionari sarà un processo e non un momento definito”, spiega Craig Blum, Portfolio Manager di TCW (asset manager globale, basato a Los Angeles)

A suo avviso, “lo shock simultaneo di domanda e offerta più grave che la storia ricordi” è stato provocato dalla fragilità strutturale dell’economia: “Così come il virus è più pericoloso per i pazienti immunodepressi, allo stesso modo il blocco dell’attività rappresenta un pericolo maggiore per un’economia sbilanciata e carica di debito come quella attuale”.

Blum tuttavia indica alcuni fenomeni “interessanti” che caratterizzeranno il prossimo futuro, tra cui un approccio più cauto alla finanza aziendale, una maggiore propensione dei consumatori al risparmio  e un significativo aumento dello smart-working.

Il lavoro da remoto è considerato fondamentale anche da Alessandro Sannini, chairman di Twin Advisors&Partners, advisory company londinese che da qualche anno è punto di riferimento per i Corporate Bonds di PMI e per le attività rivolte al mondo della space economy. Le attività che ritiene strategiche per il post Covid-19 ruotano intorno alla tecnologia: “Un mese fa con WI4B Srl di Bologna e Design Factory 21AM di Milano abbiamo concepito Leo, una risposta altamente tecnologica ed intelligente al problema del distanziamento sociale. E’ un computer che, con una telecamera montata sul soffitto, permette la verifica del distanziamento tra le persone avvertendo con un suono poco invasivo le persone. Attualmente Leo, il cui nome è un tributo al genio di Leonardo da Vinci e al Leone di San Marco, sta per essere commercializzato attraverso alcune reti vendita nazionali ed internazionali ed ha destato interesse estremo da parte di alcune amministrazioni pubbiliche regionali e nazionali”.

Le dinamiche riguardanti le PMI italiane sono state esaminate da una survey realizzata dall’istituto BVA Doxa, su commissione di Repower. Il campione preso in esame è costituito da oltre 600 aziende, tutte clienti del gruppo attivo da oltre 100 anni nel settore energetico. Il 70% degli intervistati ha dichiarato la propria preoccupazione, nonché una scarsa fiducia nelle istituzioni, con qualche eccezione relativa agli enti di prossimità, come regioni o banche locali. Durante il lockdown, il 90% delle aziende ha fermato le attività in modo parziale e il 50% in modo totale. Il comparto alberghiero/ristorativo è stato quello maggiormente penalizzato, ma oltre il 70% del campione visto una drastica riduzione del business ed è dovuta ricorrere ad aiuti e sovvenzioni. La capacità di reazione alla crisi suscita però un feedback positivo: l’80% degli intervistati considera efficaci le misure messe in atto dalla propria azienda e il 58% di chi ha attivato lo smart-working lo manterrà in funzione anche in futuro.

Fabio Bocchiola, a.d. Repower Italia, ha commentato così i risultati della ricerca: “Questo lavoro è nato dal desiderio di Repower di offrire un contributo alla ripresa del sistema Italia sfruttando il punto di vista privilegiato che abbiamo sul mondo della piccola e media impresa, con decine di migliaia di clienti che costituiscono il nostro portafoglio. Tra i vari messaggi ricavati da questa elaborazione trovo particolarmente interessante il dato relativo alla sostenibilità, verso la quale la metà degli intervistati ha dichiarato di non prevedere cambi di approccio e quasi il 40% si immagina addirittura un aumento dell’attenzione verso questa tematica, segno che viene concepita sempre più come una leva di business nelle strategie delle PMI italiane”.

Strategia e resilienza sono due pilastri di questa fase così particolare, che stimola – soprattutto nel già fervido panorama italiano – la creatività di imprenditori e manager. La ripresa economica passa dalla capacità di cavalcare il cambiamento, invece che subirlo. Non a caso, il nuovo spot di Chiquita è un vero e proprio omaggio all’originalità degli italiani, che hanno dato prova di forza, voglia di fare e creatività anche durante questo periodo di permanenza forzata a casa.

Un punto dirimente nella ripresa della produzione è la gestione degli spazi lavorativi. Per aiutare le aziende a ripartire, ServiceNow ha lanciato la suite “Safe Workplace”, 4 app e una dashboard appositamente progettate per gestire il workflow in modo efficace e sicuro.

Altrettanto importante è la sanificazione. Per garantire la salubrità degli ambienti indoor, raccomandata anche dall’OMS, Viessmann propone diverse soluzioni. I climatizzatori Vitoclima integrano già la tecnologia a plasma freddo: in particolare, i monosplit 232-S e i multiplit serie 300-S abbattono oltre il 90% della carica batterica presente in ambiente in due ore. Nel nuovo Vitoclima 300-Style, la percentuale di abbattimento della carica batterica arriva al 99%. Recentemente Viessmann ha introdotto un prodotto specifico per la sanificazione dell’aria indoor: lo ionizzatore per ambiente Bioxigen. Questa soluzione è ideale da affiancare a un condizionatore esistente con caratteristiche meno performanti rispetto alle serie Vitoclima, per diluire la carica batterica grazie alla tecnologia del plasma freddo. Energyvent 150 è un sistema decentralizzato altamente efficiente per garantire il ricambio dell’aria, con doppio filtro combinato dell’aria esterna per la filtrazione di pm10 e pm2,5.

Il sanificatore ad ozono Boox

Boox è invece il primo sanificatore ad ozono ‘made in Italy’, che permette di rimuovere oltre il 99% di virus e batteri da oggetti e alimenti confezionati in assoluta sicurezza e comodità. Lanciato da Enrico Pandian, imprenditore con esperienza ventennale in start-up innovative, sfrutta i vantaggi della sanificazione tramite ozono: è sicura poiché si elimina completamente l’utilizzo di detergenti chimici; non comporta costi accessori dal momento che non servono ricariche di gas; è comoda e rapida, dato che servono pochi minuti per il processo di igienizzazione; ed è eco-friendly in quanto non lascia residui, odori, tossine e terminato il trattamento l’ozono si riconverte in ossigeno in brevissimo tempo.

Umidità e CO2 sono correlati alla diffusione dei virus, mentre l’aerazione naturale li combatte. La startup FBP (Future is a Better Place) affronta il problema con la tecnologia Fybra, che sarà lanciata ufficialmente il prossimo 28 maggio. Si tratta di un sensore in grado di monitorare la qualità dell’aria in luoghi chiusi, come classi e uffici, e di segnalare quando aprire le finestre per disperdere così virus, batteri e microrganismi inquinanti, sulla base dei calcoli di un algoritmo di intelligenza artificiale. Il general manager Gaetano Lapenta spiega come il prodotto sia “regolabile su quattro livelli di precauzione, sulla base dei diversi decorsi epidemiologici territoriali”.

La sede Iveco di Brescia si è invece dotata del termoscanner prodotto dalla corporaton cinese Sunell, per adempiere all’obbligo di misurazione della temperatura imposto da Regione Lombardia. Il Manufactoring Engineer Manager Antonio Cetera spiega: “Ho selezionato il termoscanner Sunell Panda come la migliore tecnologia sul mercato per la rilevazione della temperatura nei flussi di persone, la più innovativa e completa di funzioni per il mercato italiano”. Panda è usato anche da Arcelor Mittal, nonché negli aeroporti di Roma Fiumicino, Verona, Venezia, Treviso, Trieste, Bologna, Pisa, Firenze, Catania, vari ospedali, nel Centro Operativo Divisione Interforze del Ministero della Difesa e nella sede di Roma della Protezione Civile, da dove viene gestita l’emergenza-Coronavirus in tutta Italia.

Per chi invece sceglierà lo smart-working, c’è la preziosa opportunità fornita da everis Italia. La NTT DATA Company dedicata alla consulenza e all’outsourcing, formata da oltre 27.000 professionisti distribuiti tra Europa, Stati Uniti e America Latina, si è messa gratuitamente a disposizione delle prime 100 PMI italiane che ne faranno richiesta, per offrire loro un supporto a 360° nella gestione del lavoro a distanza: non solo implementazione tecnologica, ma anche ingaggio, sostegno e formazione dei dipendenti e definizione degli assetti organizzativi. Il progetto Digital Workplace, realizzato in partnership con Huware, nasce dall’esperienza di everis che, avendo da tempo adottato tutti gli strumenti necessari, durante l’emergenza Covid-19 ha potuto estendere, in meno di una settimana, lo smart-working al 97% dei suoi dipendenti in 18 Paesi.

L’azienda vicentina CWS Digital Solutions, che si occupa di favorire la trasformazione digitale delle aziende, esorta i direttori HR a non trascurare gli effetti collaterali del lavoro da remoto: “Questo particolare periodo storico deve diventare un’occasione importante per riflettere sul valore della comunicazione interna. In un momento in cui possono venir meno certezze sia di carattere lavorativo che personale, la comunicazione di un’azienda verso i suoi collaboratori deve aprire un dialogo bi-direzionale usando strumenti flessibili e in real time, sviluppando strategie di employee engagement” suggerisce Enza Reina, Head of Digital Communications.

A chi lavora da casa, Fitbit consiglia di non trascurare l’attenzione alla salute, per prevenire problematiche fisiche e insorgenza di stress. Per aiutare gli smartworker, ha messo a disposizione la funzione di respirazione guidata “Relax” (disponibile su Fitbit Charge 3, Charge 4, Ionic, Versa, Versa 2 e Inspire HR) e la tecnologia PurePulse, che personalizza ogni sessione sul proprio battito cardiaco in tempo reale. Il boom del lavoro da remoto si riflette anche nella strategia del leader di settore. TeamViewer, la cui tecnologia consente di gestire a distanza qualunque device, è ora al servizio di Sharp Europe: la partnership consentirà ai software partner di Sharp di connettersi facilmente tramite TeamViewer e di supportare i clienti visual solutions attraverso la gestione da remoto.

Operare da remoto è diventato un must anche per le PMI, che stanno scoprendo il banking digitale. Questa tendenza ha favorito la crescita di Qonto, che ha chiuso il suo primo anno di operatività in Italia con risultati decisamente convincenti: la neo-banca digitale dedicata a PMI e professionisti ha registrato una crescita media mese su mese del 25%, oltre ad un aumento del valore delle transazioni gestite che raggiunge i 300 milioni di euro (raddoppiando i volumi negli ultimi tre mesi). Il fatturato medio mensile a livello italiano è quadruplicato rispetto al 2019, con un raddoppio del proprio valore nel primo trimestre 2020 rispetto al quarto trimestre 2019. In controtendenza rispetto a molti altri business, durante il lockdown Qonto ha letteralmente preso il volo: il numero di clienti italiani acquisiti nei mesi di marzo e aprile 2020 infatti ha segnato un incremento del 55% rispetto a gennaio e febbraio 2020, mentre il fatturato nei mesi di marzo e aprile è cresciuto del 35% rispetto a gennaio e febbraio 2020.

“I risultati ottenuti nonostante una fisiologica diminuzione delle spese con carta nei negozi, dimostrano che i professionisti e le PMI italiane hanno una reale necessità di servizi innovativi, digitali, affidabili e sono pronte ad adottarli, perché rispondono in modo efficace e efficiente alle esigenze di chi lavora, nonostante contesti particolarmente problematici o avversi come quello attuale”, spiega Mariano Spalletti, Country Manager di Qonto Italia.

In un quadro difficile come quello creato dal lockdown, la piattaforma di e-commerce Mirta ha contribuito a far volare le vendite online degli artigiani italiani: l’offerta di prodotti è cresciuta del 70% e gli aderenti del 30%. Dal mese di febbraio il traffico sul sito è aumentato di sei volte e si prepara a superare il milione di viste uniche a maggio. E’ risultata decisiva la formula “pre-order”: “I consumatori finali hanno accettato senza problemi di fare un pre-ordine, ben sapendo che l’azienda era chiusa per via del lockdown”, spiega Martina Capriotti, co-fondatrice di Mirta. Un altro elemento fondamentale è lo storytelling: “La nostra mission è quella di far conoscere al mondo le botteghe e le loro storie, rendendo consapevoli i clienti di ciò che sta dietro un prodotto artigianale realizzato in Italia”, racconta il co-fondatore Ciro Di Lanno. “Già dai primi giorni dell’emergenza, abbiamo ricevuto una risposta incredibile da Asia e Stati Uniti, i nostri due principali mercati di riferimento. Gli ordini arrivati sono stati spesso accompagnati da messaggi di supporto alle nostre botteghe e forte è stato l’interesse anche da parte dei nuovi mercati in cui abbiamo appena aperto: Regno Unito, Germania e, più in generale, Nord Europa”.

Cavalca lo sviluppo digitale anche Accodati.it, software appena lanciato dai giovani imprenditori di Feedel Ventures per sostenere gli esercenti italiani impegnati nella fase 2: “Il servizio, pensato ed ideato per aiutare la gestione degli assembramenti e delle code, è disponibile da subito per tutti gli esercenti e per tutti gli enti pubblici che ne faranno richiesta. La flessibilità con cui è stato pensato permetterà di personalizzare in pochissimi passi la piattaforma adattando la soluzione alla gestione di un giardino pubblico, di un negozio, di un bar o di un ristorante”. Per facilitarne ulteriormente l’utilizzo, il servizio parte con un prezzo lancio interessante e prevede 30 giorni di prova gratuita.

Guarda nella stessa direzione anche Tigros, noto brand del settore GDO, che ha sviluppato e lanciato “Info Coda”: anche in questo caso, l’obiettivo è rendere più sicuro e agevole l’accesso ai punti vendita. Un altro big del settore, Carrefour, mette in campo il servizio di spesa telefonica con consegna a domicilio per i clienti sordi, realizzato in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi (ENS).

La capacità di interpretare il cambiamento deve riguardare anche i settori più consolidati: Norauto, ad esempio, cogliendo la crescente domanda di mobilità leggera offre biciclette con pedalata assistita, monopattini elettrici, segway e hoverboard, oltretutto proponendo il 10% di sconto a chi compra online. Persino i matrimoni dovranno essere ripensati radicalmente, ma continueranno ad essere celebrati. L’indagine realizzata da The Knot Worldwide (gruppo di Matrimonio.com) rivela che il 92% delle coppie che hanno dovuto rinviare le nozze le recupereranno già nei prossimi mesi o al massimo nel 2021. Nina Perez, CEO di Matrimonio.com, spiega: “Coppie e invitati saranno ancora più desiderosi di celebrare l’amore e ciò permetterà ai matrimoni di tornare a far riunire famiglie e amici. Nonostante i prodotti igienizzanti non siano mai stati pensati all’interno della celebrazione di un matrimonio, i professionisti del settore e i wedding planner aiuteranno le coppie a trovare modalità uniche per distribuirli agli invitati: pensiamo ad esempio a bottigliette personalizzate nei kit di benvenuto oppure ad una distribuzione da parte dei camerieri durante il ricevimento. Le coppie possono donare agli ospiti guanti e mascherine, che potranno essere personalizzati o abbinati ai colori scelti per il matrimonio, diventando accessori per il look”.

Sia per matrimoni che altre occasioni conviviali, possono tornare utili i set da tavola “Spiccio”, che l’azienda napoletana MBH ha brevettato nel 2019. Si tratta di un pratico set da pranzo pronto a rivoluzionare il modo di pensare alla tavola, costituito da un cilindro in cartone che contiene tutto l’occorrente (bicchiere, tovagliolo, posate e altri accessori) per consumare comodamente un pasto in esterno, al lavoro o in situazioni domestiche di gruppo. Per aiutare nelle gestione dell’emergenza sanitaria, MBH ha deciso di regalare 4.000 kit ai primi enti che ne hanno fatto richiesta, ovvero le Protezioni Civili di Lombardia, Liguria, Friuli Venezia Giulia e Umbria.

Nei momenti di festa o di lavoro, ancora per molto tempo ci farà compagnia la mascherina. Nelle ultime settimane ne sono proliferate varie tipologie, ma quella realizzata dall’imprenditore lombardo Paolo Colombo spicca per numerose ragioni: “Arya Mask nasce dalla volontà di trasformare la mascherina da un oggetto imposto, scomodo e esteticamente poco appealing, oltre che poco green (nel caso delle usa e getta), in un accessorio confortevole, bello da vedere, personalizzabile, 100% riciclabile e da vivere anche come strumento di creatività e gioco per i più piccoli. Arya Mask grazie alla sua componibilità e possibilità di personalizzazione rompe gli schemi delle mascherine tradizionali e la versione invisibile lascia spazio al volto e alle emozioni, così da rimanere sempre se stessi”, spiega l’architetto. Non occorre gettare e cambiare le mascherine ogni volta che le si indossa, ma è sufficiente sostituire il filtro. La forma del guscio, che permette di lasciare dello spazio fra il volto e il filtro della mascherina, fornisce a chi le indossa il beneficio di una più piacevole respirazione e, grazie alla ridotta superficie a diretto contatto con la pelle, una traspirazione migliore della stessa. 100% made in Italy e sostenibile, è costituita interamente di A-PET e può essere sanificata in pochi minuti e riutilizzata semplicemente cambiando il filtro.

L’azienda bresciana Flon Project Italy è l’unica in Italia in grado di produrre le membrane di e-PTFE bi-stirate per applicazioni ad alta performance ed è oggi in grado di contribuire alla produzione di almeno 20 milioni di mascherine al mese economicamente competitive, nonché camici riutilizzabili ad alta performance. Grazie alla collaborazione con Solvay, unica società in Italia in grado di produrre il polimero necessario per la realizzazione della membrana di e-PTFE, e all’esperienza tecnica del fondatore di Flon Project Italy, Pierluigi Bergometti, nella costruzione e sviluppo delle macchine per la trasformazione del PTFE, è stato possibile disegnare, costruire, avviare e brevettare in Europa il nuovissimo impianto per la produzione di membrane e-PTFE.

Anche con i DPI in perfetta regola, la nuova normalità comincia in salita soprattutto per gli operatori della ristorazione, alle prese con la ricerca di un equilibrio non scontato. “La ristorazione, classificata come ‘fuori casa’, include al suo interno un’offerta così variegata, che necessita di una conoscenza approfondita”, afferma Luigi Snichelotto, presidente dell’Associazione AssoMiMe (Associazione Mezzogiorno Italia Mediterraneo Europa), imprenditore e partner McDonald’s per le province di Salerno e Potenza. “Il futuro di tutti noi è incerto e rischioso. Manca la capacità di ipotizzare un modello, in una visione più ampia e in prospettiva. Cambierà il nostro modo di vivere, le abitudini. L’uomo però è un essere flessibile dalle grandi capacità di adattamento. Sarà necessario rivedere i processi e le procedure, per vivere in protezione sia il lavoro che lo svago. Ricordando che la sicurezza rappresenta il valore assoluto, il bene più prezioso”.

Per aiutare i ristoratori, ma anche negozi, saloni di bellezza e parrucchieri, hotel, uffici e fiere, l’azienda vicentina Legnopan ha lanciato “Petalo”, un pannello mobile di 180×100 cm (o con misure personalizzabili) robusto e dal design innovativo, adatto per la separazione degli ambienti negli esercizi pubblici o privati. Il distanziamento nei luoghi aperti al pubblico richiede la collaborazione da parte di tutti. Mark Thomson, EMEA Director of Retail & Hospitality di Zebra Technologies, sottolinea: “Un largo impiego di dispositivi self-Service e di POS mobile può contribuire al benessere e alla sicurezza dei consumatori. Sembra che molti di essi siano più propensi a utilizzare i dispositivi di scansione automatica, che permettono di evitare lunghe code alle casse, facilitando così anche gli altri clienti e gli assistenti alla vendita”. Largo, quindi, a piattaforme di pagamento come Adyen, già scelta da molte delle più importanti aziende a livello mondiale come Uber e Spotify.

La marchigiana Noctis, leader italiana nella produzione di letti tessili, ha deciso di potenziare la produzione di DPI, avviata nelle scorse settimane. “Siamo entrati anche noi come tutti nella Fase 2″ – annuncia il fondatore e presidente Piero Priori – “che per Noctis significa riavviare l’industria dedicata alla produzioni di letti tessili, ma anche stabilizzare e rendere parte integrante del sistema quei reparti speciali attivati durante il picco dell’emergenza per la produzione dei cosiddetti dispositivi di protezione individuale”. Alla capacità produttiva di circa 500 letti tessili al giorno si è aggiunta quindi anche quella potenziale di 50.000 mascherine chirurgiche, 5.000 camici e cuffie igienico sanitarie.

Ninfea Srl è la prima azienda italiana certificata da parte dell’Istituto Superiore di Sanità per la produzione di mascherine filtranti di tipo chirurgico e lavabili L’emergenza sanitaria causata dall’esplosione dell’epidemia Covid-19 ha visto un’impennata della domanda di DPI e dispositivi medici, che però dopo un solo utilizzo devono essere smaltite come rifiuti speciali. Si stima che nella Fase 2 saranno necessarie 40 milioni di mascherine al giorno, e pur volendo sottostimare questo dato, il problema più urgente resta quello di un nuovo rifiuto da avviare allo smaltimento. In questa sfida, Ninfea Srl ha orientato la sua produzione verso mascherine di tipo chirurgico lavabili e riutilizzabili fino ad usura, a basso impatto ambientale, con altissimo coefficiente di filtrazione batterica (BFE ≥ 99%).

Ninfea, la prima mascherina chirurgica e lavabile

Se la mascherina è ormai entrata a far parte della nostra quotidianità, altri gesti meritano invece maggiore riflessione. Manital, azienda italiana che da 30 anni produce maniglie di design, ha lanciato sul mercato NoHand, una nuova tipologia di maniglia che si apre senza il contatto con le mani: un cilindro che si eleva verso alto permette l’apertura con il gomito e avambraccio. “E’ una soluzione che può dare un importante contributo alla lotta contro virus e batteri” – spiega il Presidente Luigi Bigoloni – “Pensando soprattutto ai luoghi pubblici ad alta frequentazione, dove la continua sanificazione diventa difficile, se non impossibile”.

Non è certo banale garantire l’igiene nei luoghi frequentati dai bambini, come parchi e centri commerciali. Per questo motivo Eurostands, azienda brianzola leader nel settore degli allestimenti fieristici, ha deciso di allargare la sua linea di prodotti COVISTOP anche ai più piccoli ideando e commercializzando COVISTOP T Sanitizer Kids, un distributore automatico di gel igienizzante a misura di bambino. Grazie al design semplice e lineare e a un linguaggio chiaro ed efficace, la colonnina colorata dialoga con i bambini aiutandoli a capire l’importanza di un gesto semplice, come quello dell’igienizzazione delle mani,. L’a.d. Maurizio Cozzani spiega: “Spesso i distributori si trovano ad altezze non raggiungibili per i bambini, anche in luoghi da loro frequentati come librerie e negozi di giocattoli. Da qui l’idea di rivolgersi anche ai più piccoli con prodotti ad hoc in grado di dialogare con loro e rendere più facile e divertente lo svolgimento delle numerose pratiche da seguire”.

Per bambini e famiglie, un tema critico è rappresentato dalle prossime vacanze estive, le quali preoccupano anche le tante aziende che temono la crisi del turismo. Dalla collaborazione tra l’Enea e Ecofibra è scaturita la a proposta di produrre pannelli divisori imbottiti per il distanziamento partendo da un elemento naturale: la Poseidonia, un’alga presente in abbondanza nel Mediterraneo e negli oceani che, raccolta ed essiccata, potrebbe essere utilizzata  appunto per fare barriere ecologiche naturali tra gli ombrelloni la prossima estate. Questi prototipi di “separè” ecologici, alti circa 120 cm e larghi 200 cm, sono dotati di telai in acciaio e fodera in plastica riciclata o in materiali naturali.

Conciliare distanziamento di sicurezza e vita social è cruciale anche nelle RSA: le case di riposo sono infatti al centro dell’emergenza-Covid, per l’elevatissimo numero di vittime tra gli anziani ospiti. L’azienda altoatesina Niederstätter, specializzata nel noleggio di mezzi da cantiere, ha lanciato la proposta di moderni container con due ingressi e all’interno una parete divisoria in plexiglass, che permette ai degenti di tornare a ricevere le visite dei parenti. Questa soluzione è già stata adottata dalla casa di riposo Lorenzerhof a Lana e da quella di Pilsenhof, Terlano.

La salute degli anziani è al centro anche della sperimentazione in corso a Milano, con il Progetto Silver. Ideato da Lea Di Muzio e realizzato da DentalBreraClinic, si basa sulla “Medicina Narrativa” fondata in America negli anni ’90 da Rita Charon, della Facoltà di Medicina della Columbia University. Solo oggi questo modello sta raccogliendo molti consensi anche in Italia in quanto si avverte la necessità di far interagire l’aspetto scientifico, proprio dell’attività clinica, con il vissuto della malattia da parte del paziente.

Per agevolare la ripresa dei barbieri, Bullfrog ha invece deciso di regalare a tutti gli esercizi d’Italia un ebook, redatto con l’aiuto del dott. Fernando Marco Bianchi, che fornisce informazioni scientifiche e di buon senso sulla gestione della riapertura. Un’iniziativa realizzata nell’ambito del progetto #RipartiamoConStile.

Le buone idee riguardano anche il tempo libero. TBWA\Italia ha creato il videogioco “Give a memory” che mette alla prova la memoria e mentre ti diverti, fai una donazione. E’ scaricabile da Gamindo, applicazione gratuita che si trova su Google Play e App Store. Il gioco utilizza le buone pratiche e raccomandazioni internazionali per prevenire il contagio da Covid-19 (stare a casa, lavaggio frequente delle mani, non toccare occhi, naso e bocca e distanziamento sociale). I colori del gioco sono quelli aziendali TBWA, il giallo e il nero. Scaricando e giocando a “Give a memory” automaticamente verrà fatta una donazione, senza che l’utente paghi nulla.

Se la contingenza ha sollecitato la creatività di chi già lavora, a maggior ragione deve mettersi al passo coi tempi anche chi il lavoro lo sta ancora cercando. La videopresentazione sta diventando uno strumento di selezione sempre più richiesto dalle aziende e il distanziamento sociale ha accelerato la tendenza. LinkedIn sta testando una nuova funzionalità che aiuta i professionisti del recruiting a selezionare il personale anche attraverso domande dirette, con la possibilità di rispondere in forma scritta o tramite video. La ricerca Global Talent Trends realizzata dal social network evidenzia che il 92% dei professionisti del settore HR afferma che le soft skill sono ugualmente o più importanti delle hard skill nel processo di selezione dei talenti, ma allo stesso tempo sono molto difficili da valutare basandosi solo su una sola job application.

Monster ha attivato Monster Studios, una app volta a consentire a candidati e aziende di entrare in contatto in modo più autentico, consentendo alle imprese di editare praticamente da zero, in assoluta semplicità e in pochi minuti, brevi video di presentazione dell’offerta di lavoro, del brand e della cultura aziendale.

Applavoro.it propone da oltre un anno la videopresentazione ai propri iscritti; il video viene poi inserto automaticamente nel CV del candidato, che può scaricarlo in modo gratuito dal portale in versione pdf. Ogni volta che l’utente si candida ad un’offerta di lavoro, il recuiter riceve quindi il CV con all’interno anche la videopresentazione. “È un’opportunità che piace: nelle prime due settimane di maggio abbiamo riscontrato un aumento del 400% di utenti che stanno realizzando la videopresentazione”, spiega Marco Contemi, fondatore di AppLavoro. “Per i selezionatori è un ottimo mezzo per poter valutare le tanto richieste soft skill, senza dover per forza incontrare il candidato (almeno nelle prime fasi di selezione), cosa che costerebbe tempo e risorse economiche sia all’azienda che al lavoratore,  visto che l’impresa nella quale si ambisce lavorare non sempre è situata  nella propria città. Nel tempo il CV classico sparirà completamente lasciando spazio a nuove tecnologie e nuovi metodi di selezione, più rapidi, precisi ed economici, tra i quali sicuramente ci sarà l’utilizzo della videopresentazione”.

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