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Home » Cultura

Un gioiello dimenticato del teatro italiano torna in scena: la rinascita di Olimpichetto

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Per anni è stato dimenticato nei magazzini del Comune di Vicenza. Dopo decenni di tournée e spettacoli in Europa e nel mondo, quel piccolo grande teatro nato nel dopoguerra riemerge oggi sotto i riflettori. Olimpichetto, copia smontabile della scena del Teatro Olimpico vicentino, il teatro coperto più antico del mondo costruito nel XVI secolo, torna alla luce in una forma nuova, restaurato e rinnovato, pronto a raccontare ancora una volta una storia profondamente italiana. Dal 20 dicembre 2025 al 22 febbraio 2026 la Basilica Palladiana ospita “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore”, restituendo al pubblico uno dei capitoli più affascinanti della storia del teatro del Novecento.

Realizzata nel 1948 in legno, tela e gesso, la scenografia nasce nel pieno del dopoguerra, quando la cultura diventa uno strumento di ricostruzione civile e identitaria. Fin dall’inizio è pensata per essere versatile, per essere montata e rimontata, per portare in viaggio oltreconfine l’eredità palladiana.

L’Olimpichetto accompagna l’Edipo Re di Sofocle diretto da Guido Salvini sui palcoscenici di Londra e Parigi. In scena ci sono alcuni dei grandi nomi del teatro italiano, come Vittorio Gassman e Nino Manfredi. A quella tournée prende parte anche Susanna Egri, oggi quasi centenaria, figura pionieristica della danza moderna italiana e testimone diretta (l’unica rimasta) di quella stagione culturale. La sua voce, che sarà presente nel percorso espositivo, ci farà rivivere il clima di un teatro viaggiante capace di portare l’Italia nel mondo attraverso l’arte.

Dopo quella lunga stagione di viaggi, ripresa anche dagli anni Ottanta fino ai primi Duemila, Olimpichetto viene ricoverato nei magazzini comunali e progressivamente dimenticato. È lì che resta per anni, abbandonato, fino alla riscoperta.

Un’operazione resa possibile anche grazie al coinvolgimento di Intesa Sanpaolo, co-organizzatrice del progetto. “Far tornare protagonista l’Olimpichetto nella città che ha visto nascere Restituzioni, il programma permanente di restauri di Intesa Sanpaolo, unico al mondo, significa continuare ad avere a cuore il patrimonio artistico e culturale del Paese”, afferma Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo. “Con particolare convinzione affianchiamo l’Amministrazione comunale di Vicenza nel dare nuova vita a un ambasciatore della cultura italiana”.

Il riallestimento nella Basilica Palladiana, patrimonio Unesco, ha anche un forte valore simbolico. Qui Palladio aveva sperimentato apparati scenici prima ancora del Teatro Olimpico. Oggi il pubblico potrà osservare la scenografia da una prospettiva inedita. Accanto all’allestimento, una rassegna con oltre venti appuntamenti accompagnerà il periodo delle festività.

“Olimpichetto non è solo una scenografia teatrale: è un’idea di Italia che viaggia nel mondo”, sottolinea il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai. “Nato dalle macerie della guerra, nel momento più fragile per il nostro Paese, questo piccolo grande teatro ha portato fin da subito a Londra, Parigi e poi nei principali palcoscenici internazionali un messaggio potentissimo: la cultura come forza di ricostruzione, identità e dialogo tra popoli”.

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