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“Morire di Mafia”, il libro che racchiude le storie di oltre 200 vittime di Cosa Nostra. Per non dimenticare

Immagine di copertina

“Morire di Mafia, la memoria non si cancella”

Morire di Mafia è un libro che racconta storie di vita, più che di morte. È frutto di ricerca, studio e numerose interviste grazie alle quali l’Associazione Cosa Vostra ha potuto conoscere da vicino le storie di vittime innocenti di Mafia e dei loro familiari. “Le loro parole ci hanno permesso di entrare in punta di piedi nelle loro vite, ci hanno permesso di conoscere figli, amici, padri, madri, fratelli. Il nostro scopo è raccontare e far conoscere e Morire di Mafia rappresenta un primo importante passo: sulla copertina c’è scritto “volume 1”. Due parole che ci ricordano quanto sia necessario continuare a fare ricerca, ad ascoltare e raccontare ancora e ancora”, ci raccontano Alessia Pacini, 27 anni, e Francesco Trotta, 34 anni, curatori del volume.

La memoria non si cancella, recita il sottotitolo di questo volume. E la memoria siamo noi: le vite che viviamo, gli incontri, le parole dette, lette e ascoltate. Doni inestimabili, risorse straordinarie. La memoria è un diritto e un dovere che siamo chiamati a esercitare, soprattutto quando parliamo di Mafia. È questa la convinzione alla base della realizzazione del volume Morire di Mafia, edito da Sperling & Kupfer – il primo di un progetto più ampio –, nel quale vengono rievocate le storie di oltre duecento vittime del crimine organizzato dal secondo dopoguerra ai giorni nostri. Sono donne, uomini e bambini; magistrati, imprenditori, politici, giornalisti, membri delle forze dell’ordine e comuni cittadini; sono nomi dietro ai quali si celano esistenze spezzate, legami recisi, sogni infranti.

Questo libro – che non ha alcuna pretesa di esaustività e completezza – parla di Mafia raccontando le persone e vuole essere un primo (e per forza di cose parziale) tentativo di fare Storia attraverso un mosaico di “microstorie”, ponendo particolare attenzione ad alcune vicende meno note o ingiustamente abbandonate all’oblio.

Morire di Mafia è un racconto corale al quale partecipano voci diverse – tra cui quelle dei familiari delle vittime –, generazioni e prospettive differenti. È la testimonianza che la memoria non si cancella ma va curata, senza retorica, per comprendere quanto accaduto. Lo dobbiamo a coloro che ci furono. Lo dovremo a quelli che verranno.

“Un libro da leggere perché racconta storie che tutti dovrebbero conoscere, specialmente i più giovani. E colpisce il fatto che a realizzarlo siano stati proprio dei ragazzi, impegnati nel fare memoria, nel conoscere la storia, nel voler cambiare il nostro Paese”.  Nicola Morra, Presidente della Commissione parlamentare antimafia

Le storie delle vittime di Mafia fanno stare male, ma fanno germogliare la passione e inducono alla serietà e al sacrificio. Parlarne è una struggente necessità, per il bene nostro e di chi verrà…”. Sebastiano Ardita, Magistrato.

“Un lavoro collettivo di memoria, documentato, privo di retorica e pieno d’amore. Per imparare a non dimenticare mai”. Piero Melati, Giornalista e scrittore.

Cosa Vostra è un’associazione, nata nei primi mesi del 2015, a cui collaborano studenti, laureandi e laureati provenienti da tutt’Italia. Il presidente onorario è Franco La Torre, figlio dell’onorevole Pio La Torre. Da quasi due anni l’associazione cura insieme ad Attilio Bolzoni il blog Mafie su la Repubblica. Nel 2018 ha partecipato alla stesura del libro Giornalisti in terre di mafia (Melampo Editore) e nel 2019 ha pubblicato il libro Mafia come M. La criminalità organizzata nel Nordest spiegata ai ragazzi (Linea Edizioni).

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