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Un museo francese ha scoperto che metà dei dipinti della sua collezione è falsa

Immagine di copertina
Uno dei dipinti di Etienne Terrus. Credit: Etienne Terrus

Dopo aver consultato diversi esperti d'arte, il Musée Terrus ha scoperto che più di 80, dei suoi 140 dipinti, sono falsi

Venerdì 27 aprile 2018, dopo un lungo periodo di ristrutturazione, il museo d’arte francese Musée Terrus è stato riaperto.

Il museo, dedicato all’omonimo artista Etienne Terrus (1857 – 1922), si trova nella piccola comunità di 8mila persone di Elne, nel sud della Francia, e ha ricevuto una brutta notizia per la sua riapertura. Anzi, si è trattato di una vera e proprie “catastrofe”, come l’ha definita il sindaco locale Yves Barniol.

Lo storico d’arte Eric Forcada, infatti, durante i lavori di riorganizzazione conseguenti all’acquisizione di 80 nuovi dipinti, ha rivelato che quasi il 60 per cento della collezione posseduta dal museo è finta.

“Etienne Terrus era il grande pittore di Elne. Faceva parte della comunità, era il nostro pittore”, ha detto al sito britannico Guardian il sindaco Yves Barniol.

“Sapere che le persone hanno visitato il museo e ammirato una collezione che per la maggior parte è finta, è una brutta notizia. È una catastrofe per il comune”, ha continua.

In che modo Eric Forcada si è reso conto che le opere esposte erano finte

Eric Forcada, lo storico dell’arte che ha scoperto le opere contraffatte, ha affermato di aver notato subito che la maggior parte dei dipinti erano falsi.

“Su un dipinto, la firma ad inchiostro si è cancellata quando ho passato il mio guanto bianco sopra di esso”, ha raccontato.

E ha continuato: “A livello stilistico, è grezzo. I supporti in cotone non corrispondono alla tela utilizzata da Terrus. In più, ci sono alcuni anacronismi”.

Forcada ha dunque allertato l’addetto culturale della regione e ha richiesto una riunione di esperti per confermare le sue conclusioni.

Dalla riunione è risultato che, in totale, delle 140 opere che componevano la collezione del Musée Terrus, 82 erano false.

La reazione del sindaco Yves Barniol

Dopo aver definito la scoperta dei falsi come una catastrofe, il sindaco Barniol ha insistito sul fatto che l’inchiesta sarebbe proseguita fino a quando i colpevoli non fossero stati trovati.

“Non ci arrendiamo”, ha detto Barniol, rammaricato per la reputazione del museo locale.

Forcada, infatti, ha dichiarato che prima dello scandalo i dipinti di Terrus potevano arrivare a un prezzo di vendita pari a 15mila euro, mentre i disegni e gli acquerelli potevano essere venduti a circa 2mila euro.

| La storia dei 20 dipinti falsi di Modigliani in mostra a Genova |

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