Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cultura

Lettera a Camilleri da una lettrice affezionata: “Mi hai regalato felicità”

Immagine di copertina
Andrea Camilleri è morto il 17 luglio 2019 a93 anni. Credit: Afp / Ulf Andersen / Aurimages.

Sei l'unico di cui abbia letto tutto: ho amato ogni tuo libro, mi catapultavo in un mondo meraviglioso. Mi sentivo a casa

La notizia della tua morte mi ha colpito come un pugno nello stomaco, mentre ero seduta sulle scale di una stazione dei bus in Montenegro. Ero pronta da giorni, ma non credevo potesse darmi tanto mal di cuore. Se ho provato felicità nella mia vita, una porzione l’ho provata leggendo i tuoi libri. Non me ne sono perso neanche uno. Ogni volta che vedevo che avevi scritto un nuovo libro, bellissimo anche nella copertina, non riuscivo a resistere un minuto di più. Lo prendevo, lo divoravo. Lo amavo.

Mi catapultavo in un mondo meraviglioso. Dai mille Montalbano, agli altri. Passando da quello che più mi è rimasto nel cuore, Maruzza Musumeci. Il racconto di un mondo, del mondo. Ed era bello farmi dire da te a cosa dovevo credere, che tipo di persona dovevo essere. Lo hai scritto con gentilezza, a tratti rude, a tratti matto. Ma non si poteva scappare.

Dipingevi un mondo dove da un lato c’erano le persone. Con la loro pochezza, i loro dubbi, la loro debolezza, la loro umanità, la loro sospensione sul mondo, il loro intuito, la loro semplicità, la loro inadeguatezza. Dall’altro c’erano tutti gli altri. Quelli che trattavi con sufficienza, ma abbastanza per farci capire da quale parte stavi. Era un mondo bellissimo il tuo.

Ricordo ancora la prima volta che ti lessi. Aprii il libro, che mi avevano messo in mano i miei genitori, avevo forse 11 anni. E lo chiusi poco dopo. Non era stato amore a prima vista. Tutto quel dialetto non lo capivo. Non mi interessava. Poco dopo, non ricordo quanto tempo passò, ti diedi un’altra occasione per riempire la mia vita. E da lì è stato vero amore. L’unico di cui abbia letto tutto, l’unico che ho amato ad ogni singola pagina.

Mi piacevano le indagini, sì, l’intuito con cui all’improvviso scioglievi tutti i nodi. Ma mi piaceva soprattutto il modo in cui raccontavi ciò che c’era intorno. Le persone, le domande giuste, come scrutavi in fondo all’anima. In tanti ci sono riusciti, e hanno scritto pagine meravigliose. Ma con te era diverso. Ad ogni nuovo libro mi sentivo felice. Mi sentivo a casa. Mi ritrovavo a leggerti con il sorriso scemo stampato in faccia.

I guizzi all’improvviso, la rudezza dei modi di chi non ha bisogno di ingraziarsi il mondo, e la gentilezza d’anima della più pura delle creature. Il mondo che dipingevi era chiaro. L’eroe era Catarella, l’inadeguato, l’imbranato. Il tardo. E Montalbano lo trattavi come il più grande dei principi. Montalbano, quello che non sapeva resistere ai piaceri della vita. Ma che gli scivolava tutto via, senza intaccarlo. E come hai raccontato la sua vecchiaia? Così lucido, così onesto, così spiazzante. Non riesco a immaginare un modo più bello di morire. Avendo intuito di aver regalato, in fondo in fondo, un pochino di felicità a tanti.

“Accusì, sintenno quella musica, manco s’addunò di moriri” (Maruzza Musumeci, Andrea C.)
Grazie per tutta la felicità che mi hai regalato.

Camilleri spaventa gli analfabeti funzionali: ecco perché lo insultano (di L. Tosa)
Camilleri era cieco e ci vedeva benissimo: addio, maestro (di G. Cavalli)
Andrea Camilleri: le frasi più belle del papà di Montalbano
Ti potrebbe interessare
Cultura / Antonio Presti a Tpi: ” Il nuovo Atelier sul mare, non solo un museo albergo ma un luogo dove si educhi alla bellezza”
Cultura / Un libro di corsa: Come l’arancio amaro
Cultura / Un libro di corsa: Tell me lies
Ti potrebbe interessare
Cultura / Antonio Presti a Tpi: ” Il nuovo Atelier sul mare, non solo un museo albergo ma un luogo dove si educhi alla bellezza”
Cultura / Un libro di corsa: Come l’arancio amaro
Cultura / Un libro di corsa: Tell me lies
Cultura / A Nauplia in Grecia il primo convegno dell’associazione To Hellenikon
Cultura / La guerra raccontata dalle donne: colloquio con Giovanna Botteri
Cultura / La storia di Simone Caravaglio, l’artista che ha colpito Josè Mourinho
Cultura / È morto lo scrittore Ismail Kadare: aveva 88 anni
Cultura / La bellezza negli scarti della società capitalista
Cultura / “Uno spiacevolissimo episodio”, un nuovo libro ripercorre la strage di Viareggio: il ricavato andrà ai familiari delle vittime
Cultura / Marosi Fest: l’oro di Stromboli per la sesta edizione del festival vulcanico