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Roma, gli amici del 14enne travolto sulle strisce: “Il pirata si è fermato solo perché l’auto era distrutta”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 10 Giu. 2020 alle 08:12 Aggiornato il 10 Giu. 2020 alle 09:31
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Immagine di copertina

Roma, la testimonianza degli amici del 14enne travolto sulle strisce

Mattia Roperto lunedì 8 giugno è stato investito sulle strisce pedonali di via Francesco Cilea, all’Infernetto, un quartiere di Roma a pochi chilometri da Ostia. Il 14enne è morto sul colpo. Il ragazzino era a passeggio con amici e compagni di classe, è stato travolto mentre in gruppo attraversavano la strada. A ucciderlo un ragazzo di 22 anni alla guida di una Peugeot 106 verde. Il giovane è risultato positivo al test tossicologico. Secondo quanto riporta Il Messaggero, il magistrato di turno ha disposto l’arresto dell’investitore con l’accusa di omicidio stradale. Questa mattina sarà processato per direttissima. Ora si trova al gruppo Tintoretto.

“Il ragazzo che guidava la macchina sarà andato almeno a 300 all’ora, nemmeno ci siamo accorti di lui, era come un proiettile. Noi stavamo attraversando sulle strisce, io ero appena dietro Mattia. Si è fermato molti metri più avanti e forse solo perché la macchina era distrutta. Quando è sceso in strada si è acceso una sigaretta e ci ha detto che non eravamo sulle strisce”. Così parlano alcuni amici di Mattia che erano presenti durante l’incidente di via Cilea. Secondo le testimonianze raccolte dal Messaggero, il ragazzo che ha investito Mattia non avrebbe avuto nessuna reazione scomposta: “Ha preso il telefono – dice un altro ragazzino – per chiamare il padre e serenamente gli ha detto ‘Oh pa’, ho investito uno”.

“Ero a pochi metri di distanza da lui. Ho sentito un botto fortissimo, sembrava uno sparo”, racconta Lorenzo, un altro amico di Mattia. “L’impatto è stato fortissimo – racconta un altro – Mattia era sulle strisce, la strada era illuminata da un lampione, è stato sbalzato per venti metri. L’auto è andata avanti per diversi metri poi si è fermata. Secondo me lo ha fatto solo perché si è distrutta nell’impatto”. Sull’asfalto non c’è un segno di frenata, neppure impercettibile ma solo pezzi di carrozzeria ovunque. “Correva, deve essere andato almeno a 130 – dice lo zio all’Adnkronos – Aveva 14 anni mio nipote, la deve pagare”.

La madre del ragazzo è distrutta. Secondo le testimonianze raccolte dal Messaggero, la donna si è precipitata sul posto appena avvertita dell’accaduto. “Piangeva, era sconvolta, la scena era straziante”, dicono le mamme di alcuni amici del ragazzo. La donna, sempre secondo i testimoni e i residenti della zona, avrebbe urlato: “Mattia resta con mamma, non mi lasciare”, disperata davanti al corpo del figlio. “L’ho baciato, aveva ancora la bocca aperta. Gli avevo messo l’apparecchio, ma che importa l’apparecchio? Aveva 14 anni, una vita davanti e me lo hanno falciato così. Adesso io come faccio?”, avrebbe proseguito.

Nella giornata di eri, martedì 9 giugno, gli amici di Mattia hanno voluto fare un gesto simbolico e con il rullo in mano, sono andati a ritinteggiare le strisce pedonali, che la sera dell’incidente erano poco visibili. Non si vedevano perché chi dovrebbe avere cura del nostro territorio – Comune e Municipio in primis –  non ne ha avuta abbastanza. Eppure, anche se le strisce fossero state evidenti, probabilmente le cose non sarebbero andate diversamente, date le condizioni in cui guidava il ragazzo e la velocità a cui guidava l’auto.

“Hanno dovuto portare via il conducente dell’auto perché lo stavano linciando” raccontano i testimoni. Gli agenti della Polizia locale, impegnati per i rilievi con i carabinieri, sono rimasti fino a notte per ricostruire la dinamica dell’ incidente.

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