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Il sindacato di polizia contro Salvini: “Il decreto sicurezza bis criminalizza dissenso e immigrazione”

Il segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil, Daniele Tissone, ha sottolineato le criticità del provvedimento in un'audizione a Montecitorio

Di Anna Ditta
Pubblicato il 7 Lug. 2019 alle 15:07 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:27
Immagine di copertina
Matteo Salvini. Credit: Mauro Ujetto

Sindacato di polizia contro Salvini: “Il decreto sicurezza bis criminalizza dissenso e immigrazione”

Un duro attacco contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini, e in particolare contro il decreto sicurezza bis da lui fortemente voluto è arrivato dal sindacato di polizia Silp Cgil nazionale, che rappresenta migliaia di agenti.

Lo scorso 4 luglio una delegazione del sindacato, guidata dal segretario generale Daniele Tissone, è stata audita alla Camera presso le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia sul decreto sicurezza bis.

Sindacato di polizia contro Salvini: l’audizione di Daniele Tissone, segretario generale Silp Cgil

“Si assiste a una escalation della criminalizzazione delle condotte che è iniziata dall’immigrazione, dalle frontiere, ed è giunta alle riunioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero nelle piazze cuore del paese e  luoghi dove  i cittadini esprimono opinioni”, ha dichiarato Tissone durante l’audizione.

Il sindacalista ha sottolineato che “il proliferare di nuovi istituti sanzionatori e la dilatazione smisurata di quelli esistenti  comporta un indubbio  aggravio di adempimenti per le Forze di Polizia, notoriamente gravate da carenze di organici che si sommano alla problematica dell’età anagrafica avanzata”.

Tissone ha contestato inoltre la scelta del governo di adottare un decreto piuttosto che discutere di un progetto di legge in parlamento: “Con amarezza assistiamo a una  falsa quanto sfuggente rappresentazione della realtà in cui, invocando motivazioni di necessità e urgenza inesistenti, al Parlamento viene impedito di affrontare tematiche delicate attraverso la dialettica democratica del procedimento legislativo”.

“Questo peggiorato clima di relazioni sociali, che vede nella sola repressione di condotte ritenute devianti o comunque difformi ed in contrasto con il pensiero e i desiderata di chi governa, rischia di portare alla strumentalizzazione delle forze dell’ordine, viste come braccio armato e violento dell’esecutivo del momento, quasi a voler far tornare indietro di quarant’anni la storia. Il Silp si oppone a questo snaturamento della funzione democratica di tutela di tutte le persone e della civile convivenza”.

Il sindacato Silp Cgil ha presentato sul tema una relazione dove illustra nel dettaglio le principali criticità del provvedimento.

Decreto sicurezza bis: cosa ne pensano le Ong

Sempre il 4 luglio avrebbero dovuto essere sentite anche le Ong Mediterranea, AntigoneOpern ArmsAmnesty e Medici senza Frontiere, che però hanno disertato l’audizione prevista a Montecitorio dopo la scelta di escludere la Sea Watch, in quelle ore al centro di un caso nazionale a causa della politica dei porti chiusi voluta dal ministro Salvini.

Le Ong hanno espresso comunque le proprie perplessità sul decreto sicurezza bis in un incontro pubblico presso la sala stampa estera a Roma, durante il quale hanno sottolineato quelli che ritengono essere i vari i punti di incostituzionalità contenuti nel testo.

Qui il video dell’intervento integrale di Daniele Tissone:

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